sabato 10 gennaio 2009

Parcometri disattivi, la sosta è gratis


Dal Corriere del 10 Gennaio

FALCONARA - Sosta gratuita fino al 15 gennaio nelle aree con parcometro, ma dal Comune non è arrivata nessuna comunicazione. A causa del cambio di gestione del servizio, fino al 31 dicembre affidato alla società Esino Entrate e ora passato alla Aipa di Milano che si è aggiudicata alla fine del mese scorso la gara di appalto di tre anni, le macchinette che emettono il tagliando per la sosta sono state disattivate, ma gli uffici competenti si sono dimenticati di avvisare l’utenza. Sono stati gli stessi cittadini ad accorgersi che qualcosa non andava perché i parcometri dal 2 gennaio non accettano le monete. Così, nel timore di prendere una multa per mancato pagamento della sosta, hanno cominciato a chiedere in giro, interpellando soprattutto i commercianti della zona centro. Finalmente ieri il comandante della polizia municipale Stefano Martelli ha chiarito l’equivoco, rassicurato tutti e annunciato che “in effetti dal primo dell’anno fino al 15 il parcheggio nelle zone blu sarà gratuito a causa dei necessari passaggi di consegne da una società all’altra”.Niente multe in agguato, dunque, anche perché in questi giorni i parcometri saranno tutti sostituiti dal nuovo gestore. Martelli ha anche garantito che “non ci saranno aumenti nelle tariffe per la sosta”, anche se, in effetti, la giunta comunale ha già dato il via libera a un incremento. Dal 1° gennaio per un’ora nelle zone a pagamento ci vuole un euro (contro i 90 centesimi dell’anno scorso) e il minimo di 5 centesimi di euro del passato è diventato 20 centesimi. L’aumento di dieci centesimi sulla tariffa oraria è stato deciso alla fine di novembre dalla giunta comunale che ha anche stabilito di lasciare invariate le tariffe per la mezza giornata (due euro e mezzo dalle 8 e 30 alle 13 e dalle 15 alle 20 ) e per l’intera giornata (9 ore costeranno cinque euro). L’adeguamento arriva meno di un anno dopo quello deciso dal commissario straordinario Ruffo che nel marzo dell’anno scorso, quando era ancora in corso la difficile elaborazione del bilancio di previsione 2008, aveva stabilito di far salire un po’ le tariffe per il parcheggio a pagamento sperando che questo potesse aiutare a far quadrare i conti. Niente di nuovo, almeno in via ufficiale, per quello che riguarda i tagliandi destinati ai residenti che comunque, sempre in zona centro, hanno più volte protestato per la cronica mancanza di spazi e per le difficoltà legate alla diversificazione in zone che rende impossibile la sosta se il tagliando è di un colore diverso. Non è escluso che ci possa essere un ulteriore adeguamento del costo della sosta, in particolare per i residenti del settore centro (che pagano già ora 10 euro di più rispetto alle altre zone), dove, fra l’altro, i tagliandi sono in numero molto maggiore rispetto agli stalli effettivamente a disposizione e utilizzati anche per la sosta oraria o dalle auto con permessi trimestrali o commerciali. Ad ogni modo i residenti della zona centro, ma vicini alle aree di confine, possono continuare a chiedere un permesso di altro colore per accedere alle strade laterali, spesso meno congestionate.

venerdì 9 gennaio 2009

Silvetti attacca il centrosinistra “La variante è nella norma”


Dal Corriere del 9 Gennaio

FALCONARA – Secondo il consigliere regionale di Alleanza Nazionale Daniele Silvetti “il tentativo della sinistra di ritardare l’approvazione della variante di Castelferretti dimostra, ancora una volta, come certi esponenti politici non abbiano a cuore l’interesse del territorio e della collettività, ma sono capaci solo di barricarsi dietro ai punti di vista ideologici e partitici”. “La variante - osserva Silvetti replicando alle dichiarazioni di Binci (Sd) e Brandoni (Prc) - presenta tutti i requisiti tecnico-giuridici per essere approvata così come espresso dal parere positivo formulato dai tecnici provinciali. Nulla è stato fatto contra-legem”. Anzi, “il notevole ritardo con cui la Provincia esprimerà il parere di conformità rischia di pregiudicare uno strumento urbanistico normativamente regolare, con conseguenza inoltre di non vedere introitare notevoli risorse finanziarie che serviranno a dare ossigeno al disastrato bilancio comunale eredità delle passate amministrazioni di centro-sinistra”. “Capisco – continua Silvetti - che l’inerzia della Provincia dipenda da problemi di maggioranza. Credo che gli esponenti del centro-sinistra di Falconara cerchino un’improbabile rivincita a scapito dell’interesse dei cittadini fornendo solo cattiva informazione e non aiutando certo in questo modo a far crescere da un punto di vista strutturale ed economico il territorio”.
“Nessun maxibuco, abbiamo solo preso mutui”
Per l’ex sindaco procedure regolari e un grande rammarico sulla filosofia politica “non capita”



Dal Corriere del 9 Gennaio

FALCONARA – Dopo l’ufficializzazione del suo rinvio a giudizio da parte della Corte dei conti, l’ex sindaco Giancarlo Carletti non ha scelto il riserbo, anzi tutto il contrario. Al lavoro, come sempre, nel suo ufficio di commercialista al primo piano di una palazzina in piazza Mazzini, quello che i suoi collaboratori continuano a chiamare “Professore” (in ricordo degli anni in cui è stato insegnante all’istituto tecnico commerciale), ha serenamente detto la sua.Senza entrare nei dettagli, sui quali si riserva di inviare, “a breve”, una nota ufficiale concordata con i suoi legali. “Un conto è l’indebitamento, un altro è il buco – ha spiegato – La questione verte intorno ai mutui impiegati, quindi è improprio e imprudente chiamare ‘maxibuco’ una cifra che deriva da addendi riguardanti mutui regolarmente contratti dopo le procedure formali di legge”. “Ad ogni modo – ha proseguito Carletti – adesso sarebbe imprudente da parte mia fare una esposizione sulla questione economico-finanziaria sulla quale credo si sia fatta confusione. Occorrono precisazioni che siamo in procinto di fornire per consentire ai cittadini una valutazione corretta e precisa dei fatti”. Uno dei punti critici della questione è legato all’utilizzo dei mutui (che per legge vanno usati solo per finanziare gli investimenti) per le spese correnti, ma secondo Carletti si tratta di “un confine sottile in quanto la distinzione va considerare alla luce della progettazione di cui questi mutui fanno parte”. L’ex Sindaco ancora una volta difende a spada tratta la sua filosofia politica che, ha detto con un certo rammarico “non è stata capita”.“Volevo non solo creare le strutture, gli spazi – ha osservato – ma anche trasformare le abitudini, costruire una nuova sensibilità. Penso di avere vissuto un’utopia, vengo dal vecchio Pci (mi sono iscritto al partito quando avevo 14 anni) e penso che il sociali e la cultura siano le colonne portanti, gli elementi fondamentali di una società. Lorenzo de’ Medici ne aveva fatto i pilastri di un’epoca, la cultura serve anche per fondare una comunità, ma adesso mi rendo conto che per perseguire questo ideale dovevo avere accanto persone molto convinte. Ci voleva una classe politica che capisse il quadro generale perché il progetto non poteva essere frazionato”. Carletti è stato citato a giudizio dalla Corte dei Conti delle Marche nell’ambito di due inchieste già chiuse sulla gestione dei conti comunali. La prima udienza è fissata il 19 marzo e riguarda la gestione del verde pubblico nel biennio 2001-2002, con un danno erariale ipotizzato in 340 mila euro; a giudizio, oltre all’ex sindaco Carletti (responsabile al 70%, quindi il rischio per lui è di dover restituire 238 mila euro) gli ex dirigenti Luciano Fantozzi e Walter Principi, la funzionaria Antonella Strona e l’ex direttore del Cam Mauro Rocchi. L’udienza del 21 aprile riguarda invece il compenso come direttore generale di Gianfranco Moschini, il danno erariale è di 50 mila euro e sono stati citati a giudizio, oltre a Carletti e Moschini, anche gli ex assessori che avvallarono la delibera: Fabrizio Belfiore, Marco Canonico, Susanna Cimarelli, Antonio Graziosi, Marco Paolini, Aldemaro Pietrucci e Francesco Terranova.

giovedì 8 gennaio 2009

Fiordelmondo della Uilcem sostiene la realizzazione della centrale alla raffineria Api

“Il Pear ha aumentato il deficit energetico”



Dal Corriere dell'8 Gennaio

ANCONA - La Uil della Chimica dell’Energia e del Manifatturiero delle Marche esprime con forza tutta la “disapprovazione possibile nei confronti della linea politica adottata dalla Giunta Regionale in ambito energetico, una politica che appare non al servizio della comunità, e che non ragiona su dati di fatto, ma presumibilmente su ideologie”.Il coordinatore regionale Andrea Fiordelmondo va nei dettagli della questione: “La distorsione italiana, che demanda alle regioni tramite il Pear le scelte in campo energetico, consente di dire no a tutto, non nel mio giardino. Ora diciamo no, potremmo servirci dell’adè basta utilizzato dai comitati di Falconara, anche noi, a chi per visibilità politica gioca con il lavoro delle persone, a chi dipinge le raffinerie e la chimica italiana come killer”.La Uilcem Marche ritiene inadeguato il Pear , “poiché prevede la costruzione di microcentrali che nessun imprenditore si è proposto di costruire, che nessun territorio, e nessuna amministrazione vuole, e che richiederebbero la realizzazione di infrastrutture di servizio gravose”. “Un Pear - continua Fiordelmondo - che ad oggi non ha consentito la riduzione del deficit energetico ma anzi lo ha sensibilmente aumentato.La Uilcem Marche ritiene “contraddittorio l’atteggiamento della giunta regionale, che sponsorizza l'evoluzione della raffineria in polo energetico ambientalmente avanzato, e si oppone a questo percorso negando la costruzione della centrale a ciclo combinato gas naturale/gas di raffineria, che consentirebbe inoltre, a seguito dell’inserimento del nuovo ciclo combinato, una riduzione delle emissioni atmosferiche e la possibile realizzazione di un sistema di teleriscaldamento per il territorio”. E ancora, la Uilcem “sostiene la costruzione della centrale, nel suo complesso da 580 MW, presso la raffineria Api, perchè garantirebbe sicurezza energetica alla regione, garantirebbe sicurezza ambientale poiché costruita all’interno di un sito industriale continuamente monitorato dalle autorità preposte, sottoposto ai più stretti regimi di controllo, che si avvale dell’esperienza imprenditoriale e del know how del personale, garantendo, non meno importante, i livelli occupazionali”.Altro punto e sempre la Uilcem in trincea. “Sosteniamo la costruzione della centrale presso la raffineria - aggiunge Fiordelmondo - perché questa ha ottenuto anche il consenso dell’amministrazione comunale di Falconara Marittima, e la convenzione stipulata tra le parti garantisce, oltre che a benefici economici al territorio, di attuare ulteriori vincoli e strumenti di controllo da parte dell'amministrazione comunale”.E per chiudere la Uilcem delle Marche “sostiene l’indipendenza energetica della Regione del Paese e la tutela dell’ambiente la sicurezza nel lavoro e del lavoro”. E per ora chiude.
La procura vuole chiudere entro l’anno le trenta inchieste sugli sprechi dell’amministrazione



Maxi buco da cento milioni, primi processi Verde pubblico e indennità al dirigente, la giunta Carletti a giudizio davanti alla Corte dei conti



Dal Corriere dell'8 Gennaio

ANCONA - Un mare di inchieste per risalire la corrente dello sperpero di denaro pubblico e trovare l’origine del buco nero che ha inghiottito fino a cento milioni di euro, scialacquati dal rubinetto degli sprechi lasciato aperto dagli amministratori della giunta Carletti. Comincia a tirare le prime somme l’offensiva monstre della Corte dei conti conti partita lancia in resta con trenta fascicoli per dare un nome ai politici cittadini molto poco virtuosi che a colpi di documenti approvati per gestire i servizi in città e affidare incarichi a Palazzo hanno scavato una voragine nelle finanze pubbliche. Per il procuratore Alberto Avoli il prezzo della disinvoltura di spese fuori controllo può partire da settanta milioni di euro per arrivare fino a cento. La caccia alle magagne nei conti del Comune, con riferimento all’esecutivo precedente quelli di Brandoni e di Recanatini, produce i primi giudizi. Una delle prime due udienze fissate dal calendario della giustizia contabile, la giunta Carletti quasi al gran completo dovrà rispondere di un danno erariale che la procura ha ipotizzato in 50 mila euro. E’ l’indennità aggiuntiva da direttore generale per Gianfranco Moreschini, già dirigente dell’area risorse. A parere della magistratura che indaga sugli svarioni degli amministratori quell’aumento di stipendio non doveva esserci. E cita a giudizio per il 21 aprile l’ex sindaco Giancarlo Carletti, Marco Canonico, Fabrizio Belfiore, Susanna Cimarelli, Antonio Graziosi, Marco Paolini, Aldemaro Pietrucci e Francesco Terranova. Hanno messo la loro firma sulla delibera del 2002 che ha tolto 50 mila euro dalle casse del Comune. L’allora vicesindaco Baldassarri era assente, ed ha evitato lo scotto di un’inchiesta.Sono attesi invece dal processo contabile il 19 marzo Carletti, l’ex dirigente Luciano Fantozzi, gli ex dipendenti Walter Principi e Alessandra Strona, l’ex direttore del Cam Mauro Rocchi ai quali i magistrati chiedono di risarcire alla pubblica amministrazione danni per 340 mila euro spesi con atti del 2002 per la manutenzione del verde pubblico senza la documentazione che ne certificasse la necessità. Sono i primi botti del tripudio di fuochi d’artificio che si scatenerà nei prossimi mesi su quello che fu l’esecutivo Carletti. Avoli vorrebbe chiudere tutti i procedimenti entro l’anno, per presentare il conto a un sistema di governo della città leggero e superficiale, che ha già subito la sentenza della politica per aver trascinato il Comune di Falconara al dissesto e poi al commissariamento servito per traghettare il Castello dalla gestione di Recanatini a quella di Brandoni. “Come una famiglia che incassa al mese 1000 euro, ne spende 1500 e ne finanzia 500”, aveva esemplificato così il sindaco Recanatini la dissennata politica economico-finanziaria di chi gli aveva lasciato il testimone. Le decine di rivoli d’indagine sull’andazzo che ha scavato un deficit record inchiodando ogni cittadino a un debito di 2600 euro, incrociano due direttrici proiettate da temi ritenuti fondamentali dagli inquirenti. Due idrovore della finanze: i mutui, 50 milioni di finanziamento in tre anni, e le uscite non giustificate monopolizzate dal mostro ingoia-quattrini del Cam.