martedì 3 marzo 2009

Indennita' del sindaco, Brandoni: "Nessun aumento, sono diminuite le trattenute"


Dal Carlino del 3 Marzo

Nessun maggiore onere per le casse del Comune, l'incremento dell'indennita' netta percepita dal sindaco Goffredo Brandoni dipende esclusivamente dalla minore incidenza delle trattenute, in applicazione della legge, che ha lasciata invariata l'indennita' lorda. E' lo stesso primo cittadino a precisarlo, ritenendo che il messaggio lanciato domenica dalla locandina del Carlino (Brandoni: 200 euro in piu' di stipendio) fosse "fuoriviante". L'indennita' netta e', in realta', incrementata di 200 euro, ma solo in virtu' di minori trattenute sull' importo lordo, che e' rimasto lo stesso sin dall'insediamento, ossia pari a 3.408 euro. "Per fare definitivamente chiarezza - scrive il sindaco Brandoni in una nota - e' mia premura sottolineare che l'indennita' lorda da me percepita e' rimasta invariata rispetto all'anno 2008 per cui non vi e' alcun aggravio di spesa connesso alla mia indennita' a carico del bilancio comunale". Era stato lo stesso primo cittadino, in un incontro di venerdi con la stampa, a rendere nota la modifica dell'importo dell'indennita' netta, passata da 2.100 a 2.300 euro, manifestando l'intenzione, nella prossima edizione del giornalino del Comune, di pubblicare la nuova busta paga, fedele alla filosofia di trasparenza che, nel numero di dicembre, lo aveva spinto a rendere noto il precendente prospetto dell'indennita' di carica, che copre 12 mensilita'.

lunedì 2 marzo 2009

Pd, Stecconi sbatte la porta
Esce e va con Cataldi: “Solo interessi personali, zero idee. Sturani con noi? Chissà”


Dal Corriere del 1 Marzo

Ancona In un panorama Pd in cui Galeazzi è già ai blocchi di partenza e Carboni sta definendo gli ultimi dettagli prima del via delle primarie, il partito perde invece l’ennesimo pezzo. A sfilarsi, questa volta, è Roberto Stecconi, ex assessore di Sturani. Deciso però a proseguire l’attività politica volgendo il suo impegno alla costituzione di una lista civica con Cataldi, senza “essere però la stampella di nessuno”. E dove un’eventuale candidatura a sindaco non viene esclusa a priori. “Una scelta di campo”“Ho fatto una scelta di campo. Non ne voglio sapere di questo Pd: ho deciso di uscire. Una scelta che è maturata nel tempo – commenta Stecconi - poiché andare via da un progetto politico che ho creato, a livello locale, non è certo qualcosa che si fa a cuor leggero”. “Ma questo progetto è stato demolito. Abbiamo fatto cose eccezionali ma oggi non si fa più quella politica in cui non c’era la lotta per ricoprire i ruoli”. Ad agevolare l’uscita di Stecconi, le vicissitudini che hanno contraddistinto il Pd. “Persone divise da interessi personali e non da idee. Si è trattato di una guerra all’intero del Partito Democratico in cui non è stata trovata la quadratura ciò significa che qualche problema c’è stato”. E l’allontanamento dalla giunta, prosegue, ha contribuito a far scattare la molla che portato Stecconi a lasciare il Pd. “Almeno ti puoi però togliere le amicizie ingombranti. Comunque, anche fuori ho tenuto un profilo basso senza dare colpe ma solo facendo politica. Infatti mi sono adoperato per arrivare alla fine della legislatura sia per il bene della città si per il partito. Ma visto che quest’ultimo non c’è, allora vanno lasciati da soli”. Portafoglio voti over 400Alle ultime elezioni, che lo avevano portato a sedere nella giunta Sturani, Stecconi era stato tra i più quotati. Conquistando la posizione appena fuori dalla “top five”. Sesto con 430 voti, dietro al più votato Simonetti, scendendo poi con Tomassetti, Zinni, Petri e Bastianelli. Ora la precedenza è data alla “pausa di riflessione” ma non troppo, anzi, il suo prosieguo nell’attività politica emerge con i lavori per la costituzione di una lista civica. Con Cataldi. “Si sta verificando se c’è la possibilità, con degli obiettivi. Ma io non voglio essere la stampella di nessuno. Voglio dare invece una mano alla città. La proposta è di far amministrare la città da persone che siano fuori dai partiti per non ricadere nelle logiche di quest’ultimi. Con una giunta che rappresenti tutte le varie correnti, ad esempio”. Il mondo dell’economiaCon la figura di Cataldi, si punterà ad attirare dal mondo dell’economia a quello dell’associazionismo. E per ciò che riguarda le alleanze, la lista sarà proposta ai maggiori schieramenti ma senza coinvolgere la sinistra, Rc e Vendoliani. “Perché non penso che abbiano cambiato il progetto politico della città”. E se indiscrezioni lanciavano l’ipotesi Sturani orbitante nella lista, “al momento non c’è stato alcun contatto, certo è che lui ha ancora un peso politico nella città”. Volgendo invece lo sguardo verso la candidatura di Galeazzi, “Non sono interessato ad alcuna intesa, casomai è lui che deve convergere con qualcuno. Non siamo motivati ad entrare per un posto”. Smentita invece la collaborazione alla lista dell’avvocato Michele Brunetti. Intanto la scadenza dei lavori per programmi e candidati è fissata tra una settimana.
Inchiesta Ccs-bis, ipotesi di uno stralcio per i 251 mila euro di origine incerta


Dal Corriere del 1 Marzo

Ancona Doveva essere l’ultimo atto del procedimento penale che ha scosso i palazzi della politica cittadina, invece l’udienza di domani davanti al gip Alberto Pallucchini sul caso Ccs durerà pochi minuti, il tempo necessario a rinviarla ad altra data oppure sospenderla in attesa delle decisioni dell procura generale della Corte d’appello, che ha avocato il fascicolo. L’interesse si sposta allora dal primo piano del palazzo di giustizia - dove alle ore 10 nell’ufficio Gip si aprirà comunque l’udienza sull’opposizione all’archiviazione proposta da Anconambiente - al quarto, dove il procuratore generale Gaetano Dragotto si incontrerà con il suo sostituto Gebbia per una prima valutazione dei nove di atti d’inchiesta messi prelevati una settimana fa a seguito del decreto d’avocazione. Il 7 gennaio scorso la procura ordinaria aveva rassegnato le sue conclusioni chiedendo l’archiviazione per prescrizione (e in alcuni casi minori nel merito) dei reati di corruzione, truffa, malversazione contestati a vario titolo ai sei indagati per la compravendita dell’area Ccs, tra cui l’ex sindaco Fabio Sturani. Il Pg Dragotto ha voluto però esercitare il suo potere di avocazione, subentrando alla procura ordinaria con un supplemento di indagini preliminari che durerà trenta giorni. Il decreto di avocazione firmato dal dottor Dragotto non censura l’operato dei magistrati titolari dell’indagine, riconoscendo anzi che i fatti sono stati esposti nelle quaranta pagine conclusive in modo assolutamente corretto. Il Pg ritiene però che possono essere suscettibili di qualificazioni giuridiche diverse. Si vedrà se per la procura generale ci sono ipotesi di reato non ancora prescritte, nel qual caso il Pg potrebbe concludere questo supplemento d’inchiesta chiedendo il rinvio a giudizio.Come pure non è escluso, a livello teorico, uno “stralcio” per un versante che le indagini della procura ordinaria e della Guardia di finanza non sono riuscite a chiarire del tutto. Riguarda l’origine “equivoca” dei 251 mila euro versati in contanti sui conti di Sturani tra il marzo 2003 e il gennaio 2008. I pm non hanno trovato tracce riconducibili all’imprenditore Alberto Rossi (ex proprietario dell’area Ccs e finanziatore delle campagne elettorali per Sturani sindaco) e non li hanno catalogati come tangenti. Ma concludono che si tratta di somme ingenti “certamente non provenienti da fonti palesemente riconducibili al sindaco”. “Atteso che tutte le retribuzioni e le indennità dei coniugi Sturani sono state bonificate dal Comune di Ancona, dalla Regione Marche e dall’Anci sui conti correnti personali - scrivono i pm nelle conclusioni -, allo stato non trovano giustificazione i cospicui versamenti di denaro contante nei medesimi conti”. Trattandosi di somme versate in contanti, sarebbe inutile fare altri accertamenti fiscali, ma la procura generale potrebbe aprire un’inchiesta stralcio e indagare ancora, magari per reati di natura fiscale, se ipotizzasse che quei soldi sono stati percepiti esentasse. Allora Sturani, che in consiglio comunale e all’assemblea del Pd aveva spiegato che erano soldi arrivati da amici e familiari, dovrà fornire agli inquirenti spiegazioni convincenti sull’origine e la “causale” di quei 251.396,86 euro, parte dei quali, pari a 88.387,37 euro, “è stata percepita da Fabio Sturani - ha accertato la Gdf - presso un conto corrente presso Carige filiale di corso Garibaldi, anche con cadenza sostanzialmente mensile”. Si vedrà.
Buone notizie da Roma per le accise ai Comuni Falconara


Dal Corriere del 1 Marzo

Ci sono speranze di salvezza per il bilancio del Comune anche se ormai, ad un mese dalla scadenza dei termini per l’approvazione del conto economico preventivo del 2009, i tempi sono diventati molto stretti. Da Roma sembra sia di recente arrivata al sindaco Brandoni l’assicurazione che l’ente, a cui mancano qualcosa come 4 milioni di euro per pareggiare entrate ed uscite, potrà davvero contare sulle accise. Pare, infatti, che sia all’esame una proposta grazie alle quale potrebbe essere versata ai comuni sedi di impianti di raffinazione, una percentuale dei tributi che le aziende ogni anno riconoscono alle Regioni. Per Falconara questo significherebbe poter chiudere il bilancio 2009 e quindi tirare un sospiro di sollievo ed evitare tagli troppo drastici alla spesa pubblica. Nel 2008 la raffineria Api di Falconara ha versato allo Stato accise per 818 milioni di euro, mentre alla Regione, sempre in tasse sui prodotti petroliferi, l’azienda ha pagato quasi 87 milioni di euro, ma nulla di tutto ciò è mai arrivato al Comune. Il sindaco Brandoni, che giovedì ha preso parte all’incontro del coordinamento dei comuni sedi di impianti di raffinazione, si è sempre detto ottimista su una “positiva soluzione della vicenda”.

domenica 1 marzo 2009

Il Cie a Falconara, il gruppo di An dice no


Dal Corriere del 1 Marzo

“Non siamo contrari al progetto in sé, ma non riteniamo opportuno che una struttura di questo genere venga realizzata proprio nel territorio del nostro comune”. Il gruppo consiliare del Pdl-An a proposito dell’eventualità di collocare a Falconara il Cie - centro identificazione ed espulsione dei clandestini, vuole fare un po’ di chiarezza. “Il gruppo - precisa una nota - non è di per sé contrario ai Cie, che sono parte integrante del programma di governo in materia di politica di contenimento dell'afflusso di clandestini in Italia. Non a caso, in tal senso vanno interpretate le dichiarazioni del sindaco Brandoni. I consiglieri però, ad ogni buon conto, ritengono inopportuno che tale struttura venga realizzata a Falconara, città già gravata da non poche problematiche, il tutto in sintonia con il voto già espresso in merito in sede consiliare a seguito della presentazione di una mozione su questo argomento”. I pochi dubbi su dove sarà aperto il Cie marchigiano sono stati fugati giovedì scorso da un lungo colloquio (organizzato dall’onorevole Carlo Ciccioli) del sindaco Goffredo Brandoni con alcuni esponenti del Governo, presente anche il parlamentare della PdL Remiglio Ceroni. “I Cie - ha spiegato Brandoni - saranno di due tipologie: centri per l’accoglienza e centri per l’identificazione. Non solo. Ogni regione d’Italia dovrà avere il suo”. Per quanto riguarda le Marche, visti i criteri generali che influiscono nella scelta, ovvero la vicinanza con infrastrutture viarie, porti, snodi ferroviari e soprattutto con gli aeroporti, Falconara è stata ritenuta la sede più idonea come sede di un centro di espulsione. Ad ogni modo, il primo cittadino falconarese è stato rassicurato sulla tempistica poiché, a quanto pare, si procederà per gradi di priorità, cominciando da luoghi di grande concentrazione di clandestini.