mercoledì 24 giugno 2009

Falconara, più vigili urbani in strada

Dal Messaggero di oggi

FALCONARA - Caccia ai decibel di troppo durante i primi turni notturni della Polizia Municipale. Dalla riunione della settimana scorsa ne esce un quadro che vede privilegiare e potenziare il settore della Sicurezza, come richiesto dalla destra del Pdl. L’idea è quella di liberare le incombenze burocratiche del Comando, dirottando più uomini in uniforme per le strade. Come? Trasferendo personale amministrativo attualmente poco impiegato al Castello, in favore degli uffici del comando di via Marconi. E’ questa una delle ipotesi sulle quali si è discusso in maggioranza. L’organico sarà rinforzato a partire dal primo luglio con l’arrivo di due unità “stagionali”. Assunzioni per i tre mesi estivi con le quali sarà possibile far fronte al turno notturno che, come già visto lo scorso anno, sarà garantito tutti i giorni almeno fino all’una, salvo due notti fino alle 2 ed una fino alle 3. Nel weekend appena trascorso, complice anche un meteo non particolarmente gradevole, le pattuglie si sono interessate prevalentemente alle attività dell’arenile. Gli chalet che hanno sfidato le temperature e dato al popolo della notte musica e balli, si sono attenute ai limiti fissati dall’ordinanza. Per Palombina, da via Marconi, si prepara un piano di monitoraggio più puntuale. Il popoloso quartiere sud, durante il periodo estivo diventa anche più frequentato per via della spiaggia e così la Municipale non vuole trascurare questo particolare momento.
Muore schiacciato dalle ruote di un Tir


Dal Corriere di oggi

Falconara Ennesimo dramma dell’immigrazione clandestina. Potrebbe essere di un ragazzo di 19 anni il corpo straziato trovato lungo la Superstrada 76. Probabilmente si era aggrappato al pianale di un tir sbarcato nel porto, o si era nascosto in un’intercapedine di fortuna, ed è caduto a terra all’altezza dello svincolo che dal casello di Ancona nord immette lungo la 76. Potrebbe essere stato travolto dallo stesso camion sotto il quale si era nascosto, o da un altro veicolo in transito. Soccorso da un’ambulanza del 118 e da una pattuglia della polizia stradale di Senigallia, era stato ricoverato all’ospedale di Torrette con gravi fratture alle gambe e un trauma toracico. Nessuna traccia del tir, il cui conducente forse non si è neppure accorto del carico umano che trasportava ed ha continuato a guidare a velocità sostenuta. Il ragazzo aveva un documento intestato ad un diciannovenne afghano, Amir Rohol. Pochi chilometri prima dell’autostrada, Amir è precipitato sull'asfalto, davanti agli occhi di alcuni automobilisti, che sono riusciti a non travolgerlo e a dare subito l’allarme. Dopo la corsa alla cittadella sanitaria di Torrette, i medici hanno tentato di operarlo, ma è morto durante l’intervento chirurgico. Come prima di lui altri migranti non in regola, che tentano viaggi come questo per sfuggire ai controlli. Uno dei testimoni ha annotato alcuni numeri di targa del camion, non ancora rintracciato.

L’ultimo squillo di morte è suonato sull’umanità in fuga dalla povertà il 29 marzo scorso, quando un giovane immigrato clandestino, forse di origine irachena, è morto al porto poco dopo lo sbarco da una motonave greca. Si era attaccato all’asse di trasmissione di un tir bulgaro. Il suo ultimo viaggio. Uno delle tante traversate della disperazione. Negli ultimi anni il flusso dei clandestini scoperti in porto è aumentato a ritmi vorticosi. Nel 2007 erano 2271 quelli che, provenienti dalla Grecia, hanno cercato di oltrepassare i controlli. Nel 2008 il loro numero è salito a 2.412. Lo scalo dorico è stato toccato da un’inchiesta su scala nazionale sulla tratta dei clandestini che incrociava il porto di Ancona, una delle basi strategiche utilizzate da un’organizzazione criminale del Kurdistan iracheno che trafficava profughi, sgominata dalla polizia. L’indagine è stata condotta in diverse città italiane e in Germania, Belgio, Svizzera, Francia e Grecia. Ad Ancona sono stati arrestati quattro iracheni di etnia curda, regolarmente residenti in Italia, accusati di aver preso in consegna centinaia di clandestini arrivati via traghetto dalla Grecia, smistandoli verso città del nord Italia o del nord Europa.


Torna per i funerali e non riparte: arrestato


Falconara Doveva tornare entro domenica a Milano perché così stabiliva la misura di sorveglianza con obbligo di dimora a cui è sottoposto. Ma Antonio Spinelli, rom di 42 anni pluripregiudicato, condannato a cinque anni e dieci mesi di reclusione per spaccio di cocaina, dopo aver ottenuto il permesso di due giorni per tornare a Falconara ed essere presente ai funerali di Romolo Spinelli, il rom 45enne stroncato venerdì da infarto, a Milano non aveva più fatto ritorno. I carabinieri di Falconara l’hanno trovato lunedì sera, due giorni dopo i funerali, al campo nomadi di via delle Caserme a Fiumesino e per questo sono scattate le manette ai polsi. E’ stato trasferito a Montacuto. Sempre ieri i carabinieri della tenenza di Falconara comandata dal tenente Matteo Demartis hanno messo in atto un ampio servizio di controllo sul territorio. Sei pattuglie hanno effettuato posti di blocco lungo la Flaminia, in stazione e al parco Kennedy, alcuni uomini in borghese hanno controllato anche negozi e aziende.

martedì 23 giugno 2009


Fiorello come Fiorello: numero uno

Ancona resta al centrosinistra: staccato l’avversario Bugaro di quasi 7000 preferenze

Ancona Ha vinto Fiorello Gramillano, senza neppure il fotofinish che in parecchi s’aspettavano, anche nel Pd. E men che meno ribaltoni. Ha vinto con il 56,76 per cento, 28.579 voti, il sindaco che neppure si voleva candidare, il preside dai capelli brizzolati. Ha vinto l’entusiasmo, come recita lo slogan elettorale, nonostante le peripezie del centrosinistra. Alla fine, Ancona si è espressa come ha sempre votato, col centrosinistra. Confermando quasi lo stesso schieramento (con l’aggiunta di Rc e l’appoggio della Sinistra) che sostenne Fabio Sturani e che ne ha poi raccolto le dimissioni il 4 febbraio. Un voto di fiducia incondizionata, ma disaffezione c’è. Nel 2006, Sturani vinse al primo turno con il 58,16 per cento, 32.663 voti. Sono prevalsi, sottolinea lo stesso neo sindaco, il radicamento dei valori della sinistra e la volontà di non far vincere la destra. “Sarò al servizio di tutti i cittadini”, dice ora Gramillano. “Sarà anche il mio sindaco”, risponde Giacomo Bugaro. E tira un sospiro di sollievo il governatore Spacca: il timore di Ancona avamposto Pdl della Regione non si è concretizzato.

L’effetto Bugaro

Dalla sua il candidato del Pdl ha di sicuro l’aver portato il centrodestra al ballottaggio dopo dodici anni e l’aver raggiunto un risultato storico per lo schieramento d’opposizione, il 43,24 per cento. Il Pdl è il primo partito della città, scavalca il Pd. Per il centrodestra era l’occasione mai avuta, l’occasione storica per tentare il sorpasso, dopo le vicende rocambolesche del centrosinistra e delle dimissioni dell’ex primo cittadino. Ora o mai più, è stato il tormentone delle ultime settimane in città. Ci sarà una seconda possibilità?

Il voto e l’astensione

Il preside ha vinto con oltre 6.800 voti di scarto. L’astensionismo abbastanza marcato ha dato una botta di qua e una di là, penalizzando di più il centrodestra. Perché alla fine la Sinistra, alla vigilia data incerta, si è presentata al voto eccome. Ha votato il 62 per cento, contro il 73 del primo turno. Oltre undici punti percentuali in meno, 9.135 voti non espressi. Gramillano è cresciuto di 4.552 voti, Bugaro di 1.953. Entrambi avrebbero potuto prendere di più. Considerati i voti del 6 e 7 giugno e l’apparentamento formale con l’Udc e con la lista civica NoiXAncona, Bugaro poteva superare le 23 mila preferenze. Discorso simile può valere per Gramillano. Non c’erano apparentamenti, ma c’erano l’appello di Duca l’avvicinamento del grillino Gallegati. Gramillano sarebbe potuto arrivare a 29.941 consensi.

Le prospettive

Gramillano rimarca autonomia e discontinuità dai partiti anche per la giunta. Sturani è stato a lungo ieri in Comune, ma nessuno scambio con Gramillano, sindaco numero 19 dal ’44 (ma più sindaci hanno svolto più mandati). In tutta la campagna elettorale, appena una chiacchierata a San Ciriaco. Ora c’è da ricostruire tutto. Il rapporto con il partito, quello con la città, attraverso l’azione amministrativa, e la macchina di Palazzo.

Investito sulla Flaminia Forse è un clandestino




Dal Corriere di oggi


Falconara Falciato da un’auto mentre attraversava la strada, cade violentemente a terra sull’altra corsia e finisce al pronto soccorso dell’ospedale di Torrette con un lieve trauma cranico e qualche contusione agli arti. Tanta paura nella tarda mattinata di ieri per uno straniero, probabilmente clandestino, investito sulla Flaminia, in pieno centro abitato. L’uomo, un pakistano di 36 anni, da pochi giorni in Italia, non è in pericolo di vita ed è ricoverato in osservazione al pronto soccorso. L’investimento è avvenuto poco dopo mezzogiorno e trenta nel tratto di strada tra il sottopassaggio di Villanova e la stazione ferroviaria, nei pressi della sede dell’associazione Tenda di Abramo e dell’adiacente ponte pedonale che conduce alla spiaggia. Secondo alcune testimonianze, l’immigrato stava attraversando sulle strisce pedonali quando è stato investito da una Renault Megane condotta da un romeno di 30 anni residente a Falconara che stava transitando in direzione centro. Immediati i soccorsi, sul posto sono accorse un’automedica del 118 e l’ambulanza della Croce Gialla di Falconara, oltre a una pattuglia della polizia municipale per i rilievi. L’immigrato, interrogato in ospedale dagli agenti, non aveva documenti e si presume che sia clandestino. Subito dopo l’investimento lunghe file di auto si sono formate su entrambi i sensi di marcia, tenendo in scacco per quasi un’ora gli automobilisti, costretti a transitare a passo d’uomo. La situazione è tornata alla normalità solo verso le 13 e 30.
RIEPILOGO
Franceschini sogna la destra in declino
Intanto il suo Pd perde Milano e Venezia

Un lungo testa a testa prima del risultato finale: Guido Podestà è il nuovo presidente della Provincia di Milano. Ha staccato in volata l’uscente Filippo Penati per una manciata di voti, una vittoria al fotofinish come nelle volate di ciclismo. Quello del capoluogo meneghino è un verdetto importante, perché la posta in palio era alta. Silvio Berlusconi può tirare un sospiro di sollievo: l’uragano Patrizia non è entrato nel segreto della cabina elettorale.Con Milano, il centrodestra si è aggiudicato anche Venezia, dove Francesca Zaccariotto, candidata del Carroccio, ha sconfitto Davide Zoggia. Eppure Dario Franceschini è convito che l’esito dei ballottaggi segna “il declino del centrodestra”. Il segretario del Partito democratico ha esultato per le vittorie alla Comunali a Bologna, Firenze e Bari, dove le amministrazioni uscenti erano già tutte di centrosinistra. Così ha analizzato i numeri usciti dalle urne e il tasso di astensionismo: “Gli italiani in questa occasione votavano per eleggere i sindaci e i presidenti di Provincia, ma una parte dell'astensionismo non è fisiologico ma di scelta. Un segnale molto chiaro alla destra”. Insomma, Berlusconi dovrebbe lasciare perché la maggioranza del Paese non è più con lui: per la serie, quando anche la matematica diventa una opinione. Il Pd ha tenuto nei comuni rossi e a Padova dove Flavio Zanonato è stato costretto ad un altro avvincente testa a testa con il candidato del Pdl Marin. A conti fatti, l'unico ribaltone lo ha fatto la maggioranza di governo che a questo giro si è presa la Provincia di Lecce (che cambia colore dopo 15 anni da roccaforte della sinistra) e i comuni di Prato e Cremona. Alla faccia della destra in declino.