mercoledì 15 luglio 2009

dal Corriere di oggi

Giacanella incalza l’assessore regionale Solazzi sul polo Erf

“Fiera, servono idee chiare”


Falconara Il Comune di Falconara è ancora disponibile a trovare una “soluzione condivisa” a patto che si abbandonino le “piccole logiche campanilistiche”. Secondo il presidente del consiglio comunale Marco Giacanella le recenti decisioni in merito all’Erf – Ente regionale fieristico (il cui cda ha deliberato l’adesione alla società “Fiere dell’Adriatico” spa) contrastano con quanto dichiarato dall’assessore Solazzi durante un recente incontro organizzato a Falconara. “non solo gli aspetti tecnici più rilevanti stridono con le intenzioni e le finalità della costituenda società fieristica regionale – osserva Giacanella – ma ancora più grave è la totale mancanza di una ‘governace’ chiara, trasparente e preordinata al raggiungimento di quegli obbiettivi.

“L’esigenza di superare dimensioni gestionali inadeguate che caratterizzano l’assetto attuale è un’esigenza condivisibile benché ritengo non sufficiente”. “Fare sistema – prosegue Giacanella – significa qualcosa di più della semplice razionalizzazione dei costi auspicata dall’assessore Solazzi. Vuol dire prevedere una ‘governance’ che ottimizzi le fiere esistenti superando i ristretti limiti comunali, garantendo fiere con dimensioni tali che abbiamo la capacità di attrarre persone provenienti da altre città, da altre regioni e da altri Paesi Europei ed anche da quelli extraeuropei”. Tale “governace”, fa notare il Presidente del consiglio comunale, “non può non riconoscere al territorio di Falconara – Chiaravalle il ruolo di crocevia al servizio di tutta la Regione Marche, quindi sede ideale del polo fieristico espositivo congressuale regionale. Credo fortemente che, oggi più che mai, la società globalizzata imponga alla nostra comunità di ripensare, modernizzare la propria organizzazione e di cercare, ove è possibile di fare sistema.”. “L’assessore Solazzi – dice Giacanella – adesso ci deve spiegare i motivi che lo hanno indotto a rilasciare, nel corso dell’incontro convocato a Falconara, delle dichiarazioni poi smentite dai fatti e, ove ciò avvenisse, lo invito sin d’ora a presentare le opportune dimissioni”.
M. M.,

Beppe Grillo non potrà iscriversi al Pd


La stampa

Nel Pd prosegue la corsa precongressuale e mentre il segretario Dario Franceschini e il secondo candidato Pierluigi Bersani preparano i loro appuntamenti di giovedì e venerdì, tiene banco la vicenda Grillo. Il comico genovese, infatti, non molla: annucia che proverà a prendere la tessera a Nervi, dove risiede, per potersi aggiungere ai primi due e a Ignazio Marino per la corsa alla poltrona di numero uno del Partito democratico. Anche se in serata arriva il no ufficiale della commissione di garanzia che all’unanimità ha deciso la non iscrivibilità di Grillo. Franceschini, che oggi alla Camera ha evitato di parlare del caso specifico, lasciando che a fare testo fosse la battuta pubblicata nell’intervista a "Il Foglio" («Ci mancava solo Grillo»), renderà nota la sua piattaforma programmatica dopodomani nel corso di un appuntamento all’Acquario romano, mentre Bersani e Enrico Letta presenteranno venerdì allo ’Sheraton’ le loro ’Idee per l’Italià. Ed è proprio Bersani a rintuzzare apertamente l’iniziativa di Grillo: «Non si entra da noi per insultarci». Beppe Grillo non si scoraggia affatto. «Domani andrò a Nervi, dove sono residente, e cercherò di prendere la tessera lì dove sono residente», dice l’interessato. Che riceve la risposta di Debora Serracchiani: prendere la tessera di un partito, dice, «significa amarne il simbolo, la bandiera e il progetto. Tu sei pronto a farlo»? Il comico, comunque, non molla, e dal suo blog annuncia di voler tornare alla carica «Vi do appuntamento al 25 ottobre. Ci sarò. Sotto forma fisica -scrive- o di ologramma. Magari al congresso del Partito democratico io apparirò in tridimensione mentre parla Bersani. O sarò in rete, in videoconferenza», dice ancora Grillo, che agiunge: Il Pd non è un partito politico, è un partito burocratico. Non hanno un programma. Io ho visto quelli che si stanno candidando. Come si fa a votare Franceschini. Chi è Franceschini? Un programma? Non ce l’hanno. L’unico che ha un programma di questi candidati alla segreteria, sono io, che sono un comico. È fantastico«. Grillo se la prende con i dirigenti del Pd: «Hanno paura che questa gente che è lì come Fassino, da venticinque anni, e la moglie, da trent’anni, cosa avrà mai fatto la signora Serafini per trent’anni mantenuta con gli stipendi pubblici, D’Alema, Violante, non li voterebbero neanche i loro parenti. E lo sanno. Sanno che se apriranno i loro loft dove si riuniscono a parlare del nulla sono rovinati. Ecco perchè vogliono chiudersi e vivere dentro una cartellina per potersi archiviare serenamente per altri vent’anni. Questo non ve lo permetteremo più».L’unica lode è per Debora Serracchiani: »Io voglio parlare ai giovani del Partito democratico, che vogliono cambiare. Per esempio Debora Serracchiani, la mia unica interlocutrice. Si è permessa di condividere alcune nostre idee sul suo blog ed è stata subito tacitata. Ma è l’unica mia interlocutrice perchè è l’unica che è stata eletta, a differenza di questi qui, di queste mummie che dovrebbero andare a provare una esperienza straordinaria: andare fuori e cercare di lavorare e sopravvivere come milioni di italiani«. Il sostegno più convinto a Grillo arriva da Antonio Di Pietro: «Caro Beppe -scrive sul suo blog- è assurdo quello che sta accadendo nel Pd: scaricano te, tacciandoti di essere semplicemente un comico, ma sei l’unico ad aver già esposto un programma, che noi dell’Italia dei Valori condividiamo in pieno ed appoggiamo». Quella del leader di Italia dei valori è una lettera di solidarietà vera e propria, in cui l’ex pm aggiunge: «Il tuo è l’unico programma, in quanto gli altri candidati a segretario di quel partito ancora non ci hanno fatto conoscere il loro».Di Pietro tira giù l’elenco dei punti: «Il Parlamento pulito, la legge sul conflitto d’interessi, l’acqua pubblica, il no al nucleare e lo sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili, il massimo di due legislature per i parlamentari, wi-fi gratuito, l’informazione libera con il ritiro delle concessioni televisive di Stato ad ogni soggetto politico: tutti punti che l’Italia dei Valori sta portando avanti da tempo e che, per questo, condivide». «Insomma -conclude Di Pietro- un programma serio, concreto e che, forse, proprio per questo porta i Soloni della politica a irriderlo».Al fianco di Grillo interviene anche Paolo Flores D’Arcais, che su "Micromega" fa le pulci alle regole del Pd: «L’articolo 2, comma 8, dello Statuto Pd è chiarissimo: ’Sono esclusi dalla registrazione nell’Anagrafe degli iscritti e nell’Albo degli elettori le persone che siano iscritte ad altri partiti politici o aderiscano a gruppi di altri partiti politici all’interno di organi istituzionali elettivì. Beppe Grillo non è iscritto ad un altro partito e non è membro di alcun "organo istituzionale elettivo"».

lunedì 13 luglio 2009

Marino stacca la spina del Pd



l'occidentale


Forse Napolitano dovrebbe chiedere un'altra tregua interamente dedicata allo scontro nel Pd. Anche tra i vari leader impegnati nella corsa alla segreteria servirebbe "un clima più civile". Lo diciamo con questo tono preoccupato proprio per sollecitare il capo dello Stato a spendere qualche parola di saggezza anche per il partito di Franceschini.
Il fondo si è toccato quando il senatore Ignazio Marino ha sollevato l'idea che nel Pd esista una "questione morale" nel Pd per il fatto che lo stupratore arrestato a Roma, Luca Bianchini, fosse il coordinatore di un circolo del partito. Neppure a "Libero" nei suoi momenti di peggiore malignità e cattiveria sarebbe venuta un'idea del genere.
Cosa pretende il ghirurgo Marino dal partito di cui vorrebbe essere il segretario se persino la findazata è caduta dalla nuvole : «Conoscevo un altro Luca - ha detto la ragazza - stavamo insieme da tempo, ma non mi sono mai accorta di nulla»?
Forse vorrebbe che ogni candidato a ruoli di pur minima responsabilità venisse sottoposto prenventivamente alla macchina della verità? O preferirebbe che a ogni coordinatore fosse posto sotto controllo il telefono, le mail e la navigazione su internet?Vorrebbe - magari in ticket con Di Pietro - torchiare i candidati a ogni ruolo di responsabilità nel partito per scoprirne gusti sessuali, devianze, sogni proibiti. Forse potrebbe chiedere l'istutizione di una ronda politica interna destinata a seguire "a campione" i vari responsabili del partito nei loro spostamenti notturni, a tenere schedari e dossier su ciascuno di essi. Potrebbe chiedere l'istituzione di tribunali speciali a tutela della mnorialità interna, in cui a turno, leader di vario livello, sarebbero chiamati a fare pubbliche comfessioni. i "nuovisti" che lo appoggiano con entusiasmo saranno perplessi e i "vecchi" alla D'Alema sofriranno di qualche déjà vu.
Infondo da uno a cui bastano gli "stili di vita" e un verdetto della magistratura per decidere della vita e della morte delle persone non ci si poteva aspettare molto altro. Così, davanti a un Pd moribondo e ormai non più reattivo, Marino preferisce staccare la spina.
P.S. Detto tutto questo perchè ne siamo convinti, siamo anche certi che se Bianchini fosse appartenuto al Pdl, oggi avremmo avuto dotte articolesse sui giornali democratici dove ci si sarebbe spiegato come e perchè l'inclinazione del Cav. per le donne non poteva che produrre un partito di stupratori.
PD, GRILLO SI CANDIDA: CORRO PER ALTERNATIVA AL NULLA


ansa.it

ROMA - Non si era ancora ripreso dalla bufera, provocata dall'arresto di Luca Bianchini e dall'affondo di Ignazio Marino sulla questione morale, che il Pd si ritrova a fare i conti con il 'ciclone' Grillo. Il comico genovese annuncia, sul suo blog, la sua corsa alla leadership del partito per "rifondare il partito, per offrire un'alternativa al Nulla". Una sfida che parte con un attacco al vetriolo al Pd e che prende in contropiede i candidati, già impegnati in una battaglia aspra.Non sembra una provocazione ma una "cosa serissima" quella del comico genovese, già sceso nell'arena politica con le sue liste civiche ma in realtà politicamente più vicino alle posizioni di Antonio Di Pietro che a quelle del Pd. "Dalla morte di Enrico Berlinguer nella sinistra c'é il Vuoto. Un Vuoto di idee, di proposte, di coraggio, di uomini. Io mi candido", è l'annuncio che dal blog del comico è rimbalzato in poche ore su Facebook, il social network nel quale Grillo confida per parlare "ai giovani del Pd".E rilanciare le proposte di sempre, a partire dal limite di due legislature per i parlamentari "perché se ne devono andare quelli che con lo psiconano hanno disintegrato l'Italia, cioé D'Alema, Rutelli, eccetera". L'annuncio spiazza il Pd, ancora stordito dalla polemica durissima aperta da Ignazio Marino, il chirurgo sceso in campo per rompere gli schemi. L'area Organizzazione, in una nota, evidenzia che per candidarsi bisogna essere iscritti e "in regola con i requisiti d'iscrizione: riconoscersi nel Manifesto dei Valori, nel Codice etico e nello Statuto del Pd". Non ne fa una questione di requisiti formali, invece, il coordinatore organizzativo della mozione Bersani, Gianni Pittella: "Se al Pd servisse un commissario liquidatore, Grillo sarebbe un ottimo candidato. Ma ci serve altro".Mentre Giorgio Merlo chiede ironicamente di sapere se "i suoi comizi saranno gratuiti o a pagamento". L'unico a dare il benvenuto al comico è il candidato blogger Mario Adinolfi che fa un appello "ai burocrati del Pd affinché non ne impediscano la candidatura". Dal canto suo, Grillo sembra essersi già organizzato per superare la gimkana di regole congressuali: afferma di aver raccolto quasi tutte le 2000 firme necessarie per la candidatura e di essere pronto a iscriversi. E, liquidando tutti i candidati, vede un'alleata solo in Debora Serracchiani, l'eurodeputata salita alla ribalta nel Pd proprio grazie a blog e social network e ora impegnata a sostenere Dario Franceschini nella corsa congressuale. Ed è proprio Antonio Di Pietro a mettere in guardia Grillo: "La sua candidatura è una bella notizia, peccato che con una scusa o un'altra sarà respinta perché non si deve disturbare il manovratore".

domenica 12 luglio 2009

“Via il campo Rom, è inutile”
Il vicesindaco Baldassarri interviene per porre fine alle polemiche


Dal Corriere di oggi

Falconara “I partiti che sono oggi all’opposizione sono gli stessi che hanno governato la città per anni e che invece di prendere in considerazione le loro grandi responsabilità sulla situazione attuale si abbandonano a considerazioni la cui sola funzione è quella di deviare e mistificare il senso vero delle scelte operate da questa amministrazione”. Così il vicesindaco ed assessore ai servizi sociali Gilberto Baldassarri commenta le valutazioni del capogruppo del Pd Antonio Mastrovincenzo a proposito della questione “campo nomadi” che, in base ad una delibera di giunta, dovrebbe essere chiuso in tempi relativamente brevi. “Su questo argomento – dice Baldassarri – il sindaco è stato chiarissimo: il campo non ha più ragione di esistere. Discutere su una vicenda tanto delicata dando l’idea che questa amministrazione opera discriminando i cittadini significa non fare quella politica seria di cui c’è estremamente bisogno”. Baldassarri ricorda come questa struttura abbia avuto, in passato, una sua utilità, ma “oggi non svolge più alcun ruolo sociale e non può essere mantenuta solo perché a qualcuno fa comodo per interessi che non sono benefici per tutta la collettività”. “La giunta – va avanti l’assessore – è concorde, ha presentato un progetto ed è determinata a portare a compimento la chiusura del campo nomadi di via delle Caserme. Il fatto che non condividiamo le idee della giunta Recanatini non penso voglia dire che le nostre proposte sono meno buone”. “Attualmente – fa presente Baldassarri – non conosciamo con precisione i tempi di questa trasformazione del campo Rom, ma tutto sarà fatto tenendo conto delle persone che lì sono state autorizzate ad abitare, delle loro risorse e dell’analisi complessa delle graduatorie”. Per quanto riguarda l’assegnazione degli alloggi Erap gli uffici, “stanno operando con grande attenzione e precisione al fine di garantire il rispetto di leggi e regolamenti e verificare che sussistano i requisiti di chi deve ricevere la casa tenendo conto, inoltre, delle difficoltà e complicazioni che si vanno a creare con gli alloggi di emergenza”.