lunedì 20 luglio 2009

» 2009-07-20 10:24

Barca affonda, diportista annega
a largo di Falconara


(ANSA) - ANCONA, 20 LUG - Un diportista, V.A., e' annegato in mare al largo di Falconara dopo che sua barca, un natante a motore di 5 metri, e' affondato per cause da accertare. L'altro membro dell'equipaggio, C.C., e' riuscito a salvarsi, e seppure in stato di choc, viene sentito in queste ore dalla Capitaneria di porto per ricostruire la dinamica dell'incidente. I due erano andati a pescare con altri amici, due-tre imbarcazioni in tutto, quando il natante ha imbarcato acqua ed e' affondato. Le condizioni meteomarine erano ottime. Forse l'uomo ha avuto un malore ed e' affogato. (ANSA).

domenica 19 luglio 2009

da Il Messaggero di oggi

Accoltellato alla mano per difendere una ragazza

Lei importunata in spiaggia dopo la festa. Lui cerca di proteggerla e viene ferito con una rasoiata

FALCONARA - Rissa nei pressi di uno stabilimento balneare: accoltellato a una mano un ragazzo che cercava di difendere una giovane. E’ successo non lontano dal sottopassaggio di via Goito, sulla Flaminia. Una ragazza, E.A. di diciannove anni residente ad Ancona, si stava recando a casa dopo la festa in spiaggia quando un ragazzo, probabilmente un extracomunitario, l’ha raggiunta importunandola. Nonostante la ragazza cercasse di allontanare il malintenzionato, le sue avances si facevano sempre più insistenti, finché non ha provato a fermarla. A quel punto un altro ragazzo, A.F. trentenne di origini pugliesi, il quale aveva osservato tutta la scena, ha deciso di intervenire per proteggerla. In un primo momento ha provato solo con le parole ad allontanare l’uomo, ma a poco è servito. I due hanno infatti cominciato ad urlare ed è inevitabilmente cominciata la colluttazione. Prima qualche spinta ed alcuni pugni, poi la situazione si è fatta più pesante. L’aggressore ha infatti estratto un coltello dalla tasca è l’ha brandito contro il trentenne. Probabilmente sotto i fumi dell’alcool, lo straniero non ha pensato due volte a sferrare il colpo piantando la lama nella mano del ragazzo. Alla vista del sangue, l’aggressore è subito scappato, mentre i passanti avvisavano prontamente i Carabinieri e il 118. All’arrivo dei militari della tenenza di Falconara, seguiti dopo poco anche dalla Polizia Municipale che perlustrava la zona, il malvivente si era già dato alla fuga facendo perdere le tracce. L’aggredito, è stato portato subito al pronto soccorso dell’ospedale di Torrette (venti giorni di prognosi) mentre la ragazza anconetana se l’è cavata con unop choc. I carabinieri sono comunque sulle tracce del malvivente, il quale dovrà rispondere per il reato di rissa aggravata e lesioni

personali aggravate. Inoltre, l'aggressore sarà chiamato a rispondere anche per il porto ingiustificato di oggetto atto ad offendere. Ed ora, inevitabili, si alzano le polemiche dei ragazzi che da tutta la provincia il giovedì sera si radunano in quella zona per bere qualche drink e fare due chiacchiere. Sono in molti, visto il punto nevralgico del sottopasso di via Goito, a chiedere maggiori controlli e telecamere.
A. Ritucci
dal Corriere di oggi

Dopo il benservito dall’ente pubblico pensava ad un negozio di materiale sexy
Invece è finita sul set

Dal Comune ai film a luci rosse

Ex dipendente pubblica si ritrova senza lavoro e si lancia nell’hard. Con successo

Falconara In esubero in Comune decide di passare ai set dei film hard. E’ cambiata in fretta la vita per una ragazza di Falconara che negli ultimi due anni - dopo i fasti dell’era Carletti e delle centinaia di co.co.co. - si è trovata senza lavoro all’interno dell’ente pubblico diretto al tempo da Riccardo Recanatini e poi da Goffredo Brandoni. E che ha dovuto reinventarsi una nuova vita professionale. E’ nata così la storia di Giovanna - la chiamaremo in questo modo - avvenente giovane falconarese, di cui si mormora fittissimo nei corridoi del Comune in questi caldissimi giorni.Il tam tam è scattato da quando nelle videoteche locali è arrivato il suo primo film a luci rosse dove recita mascherata insieme ad altre due donne al debutto ed è stata riconosciuta. Le conferme incrociate sono arrivate sui siti di settore dove invece la giovane falconarese posa a volto scoperto. Per chi si è praticamente trovato difronte la ragazza della casa accanto è stata roba da non credere. E per questo si è scatenato il chiacchiericcio pruriginoso che circonda storie di questo genere.Età intorno ai trent’anni, bel fisico, e al tempo un tranquillo lavoro da dipendente pubblica, la ragazza era conosciuta per una sua naturale tendenza all’esibizionismo. Tendenza che è esplosa all’improvviso: ha trovato come agente il suo compagno che la segue su tutti i set nei quali decide di lavorare. L’idea per “svoltare”La svolta pare sia arrivata diverso tempo fa, anche prima del benservito ricevuto dal Comune di Falconara ridotto sul lastrico, quando la coppia aveva deciso di aprire un negozio di materiale hard. Nei contatti sono entrati anche alcuni emissari di una casa cinematografica a luci rosse: di lì a poco la proposta indecente difronte alla quale la ragazza prima ci ha pensato bene e poi, probabilmente con il benestare del compagno, ha accettato. Da allora ha girato almeno una quindicina di pellicole per diverse case cinematografiche a luci rosse, si muove tra Italia e estero, non sta più a Falconara.L’attività hard non è l’unica pagina nuova che la giovane ha scritto visto che ha posato per calendari, lavora come ragazza immagine, fa serate in discoteca ma non a sfondo erotico. Certo, non balla con le tuniche e non nasconde le sue forme giunoniche: senza stipendio si fa anche questo e probabilmente rende anche di più. Con tanti saluti alla sua vecchia e noiosa vita al Comune di Falconara.
ANDREA TAFFI

sabato 18 luglio 2009

Revisionismo alla Casa Bianca
Obama riscrive la storia della Guerra Fredda (ma non solo)



Rivolgendosi a un gruppo di studenti, il nostro presidente si è espresso così : "l'Esercito americano e quello russo erano ancora ammassati in Europa, addestrati e pronti a combattere. Le trincee ideologiche dell’ultimo secolo erano ancora più o meno presenti. La competizione in ogni campo, dall'astrofisica all'atletica veniva trattata come un gioco a somma-zero. Se qualcuno vinceva, allora qualcun'altro doveva necessariamente perdere. E poi nel giro di pochi anni, il mondo ha smesso di essere così. Non cadiamo in errore: questo cambiamento non è certo scaturito da una nazione sola. La Guerra Fredda è giunta al termine attraverso le azioni di più stati nel corso di diversi anni, e grazie al fatto che la gente in Russia e in Europa Orientale si è sollevata proprio contro quella guerra e ha deciso che si sarebbe dovuta concludere in modo pacifico.”
La verità, ovviamente, è che i sovietici erano alla guida di un regime autoritario e brutale. Il KGB uccideva i suoi oppositori o li trascinava nei Gulag. Non esisteva libertà di stampa, né d’espressione, né di credo, né libertà di alcun genere. Ciò che stava alla base della Guerra Fredda non era “la competizione nell’astrofisica e nell’atletica”. Si trattava piuttosto di una battaglia globale tra la tirannia e la libertà. La “sfera d’influenza” sovietica era definita dall’innalzamento di muri e di barriere di filo spinato e da carri armati e agenti segreti con il solo obiettivo di impedire alla gente di scappare. Durante la Guerra Fredda, l’America era una forza senza pari al servizio del bene nel mondo. Cosa che non si può certo dire dei sovietici. La Guerra Fredda è finita non perché i sovietici abbiano deciso che fosse la scelta giusta, ma piuttosto perché non si sono dimostrati in grado di fronteggiare le forze della libertà e l’impegno profuso dalle nazioni libere nella difesa dei propri valori e nella lotta al comunismo.
E’ quindi un comportamento irresponsabile da parte di un presidente americano andare a Mosca e, parlando in una stanza piena di giovani studenti russi, non dire tutta la verità riguardo al modo in cui si è conclusa la Guerra Fredda. Qualcuno potrebbe chiedersi se si sia trattato solamente di un tentativo di premere il pulsante “reset” – o forse di guadagnarsi favori. O magari, ed è un’ipotesi più preoccupante di qualsiasi altra, semplicemente Obama credeva in quello che diceva.
Che premere il “reset button” in giro per il mondo sia diventato il metodo di Obama diviene sempre più chiaro ad ogni sua nuova visita all’estero. Il presidente continua a proclamare l’uguaglianza morale tra gli Stati Uniti e i loro avversari, accetta prontamente false ricostruzioni storiche e si rifiuta di reagire per smentire tutte le menzogne anti-americane.
Il suo approccio è stato evidente nel discorso tenuto a Mosca e in quello al Cairo lo scorso mese. Qui, il presidente ha sostenuto che ci fosse una sorta di equivalenza tra il sostegno americano al colpo di stato del 1953 in Iran ed il male che i mullah iraniani hanno inflitto al mondo a partire dal 1979. In una precedente visita a Città del Messico, Obama ha ascoltato una lunga invettiva anti-americana da parte del presidente del Nicaragua Daniel Ortega e non ha controbattuto a tutte le bugie pronunciate, limitandosi a rispondere con un “sono contento che il Presidente Ortega non mi ritenga responsabile per episodi accaduti quando io avevo solo tre mesi”.
Durante il meeting della NATO dello scorso aprile in Francia, alla domanda su quale fosse il suo pensiero sulla “eccezionalità” americana, il presidente ha risposto: “Io credo nella “eccezionalità” dell’America proprio nel modo in cui ho il sospetto che gli inglesi credano nella “eccezionalità” dell’Inghilterra e i greci in quella della Grecia.” In altre parole, quindi, non così tanto.
L’amministrazione Obama sembra credere in un altro tipo di “eccezionalità” – la “eccezionalità” di Obama. “Noi abbiamo il miglior brand sulla Terra: il brand di Obama”, ha affermato uno degli assistenti del presidente. Quello che costoro non sembrano riuscire a comprendere è che una volta che si diventa presidente, il proprio brand diventa l’America, e la gente americana si aspetta di essere difesa contro le menzogne, non di vedere che queste vengono avallate o ignorate. Quello che ci aspettiamo, inoltre, è che il nostro presidente conosca la nostra storia.
Barack Obama è ormai solito affermare, come ha fatto di nuovo la scorsa settimana in Russia, che il disarmo nucleare da parte dell’America incoraggerà la Corea del Nord e l’Iran a rinunciare alle proprie ambizioni nucleari. Ma può realmente credere che quei due paesi prima di bloccare i loro programmi nucleari stiano semplicemente aspettando che l’America tagli i fondi per la difesa missilistica e riduca le proprie riserve strategiche nucleari?
La Casa Bianca dovrebbe imparare la lezione del Presidente Harry Truman. Nell’aprile del 1950 Truman firmò il report 68 del Consiglio di Sicurezza Nazionale (NSC-68). Tale documento, che rimane tra quelli fondamentali nella strategia americana della Guerra Fredda, spiega il pericolo insito nel disarmare l’America nella speranza di placare i nostri nemici. “Nessuno mai nella storia”, si legge nel report, “è riuscito a preservare la propria libertà pensando che rinunciando alle forze necessarie a proteggere se stessi, si potesse dimostrare ai propri nemici di essere inoffensivi".
Forse Obama pensa di far in modo che l’America non si mostri più come una minaccia agli occhi dei nostri nemici. In realtà, sta solamente rendendo più forti loro e più deboli noi. L’America può essere letteralmente disarmata - attraverso tagli al nostro sistema di armi e alle nostre capacità difensive - come Obama ha accettato di fare. E possiamo essere disarmati anche moralmente da un presidente che diffonde false notizie sulla nostra storia o che accetta, anche solo attraverso il suo silenzio, le menzogne raccontate su di noi proprio da quegli stessi nemici.

© The Wall Street Journal
Il sangue dei vinti



Era il lontano dicembre del 2004. Giravo con l'ambulanza portando pazienti all'ospedale di Torrette per motivi medici, donando alcune ore del mio tempo alla Croce Gialla. Durante uno di questi viaggi, cominciai ad intrattenere amichevoli conversazioni politiche con una signora di mezza eta' residente a Falconara e tesserata con Alleanza Nazionale. La signora doveva fare 6 mesi di terapia per cui passai diverso tempo con lei chiacchierando di Fini, Berlusconi, Prodi e compagni vari. Un giorno la signora mi chiese: "vieni nella sezione di An a Falconara". Rigettai l'offerta. Per i 5 mesi successivi fui incalzato dalla signora e, preso per sfinimento, alla fine mi decisi ad entrare per schiarirmi un pochetto le idee. Correva il mese di ottobre dell'anno 2005. Anni duri e terribilmente bui, ricordo con piacere i banchetti in piazza e non scordero' mai gli insulti e gli sputi che persone (molti giovani) mi e ci rivolgevano per il semplice fatto di appartenere ad Alleanza Nazionale. Ricordo con piacere le intimidazioni, le lettere minatorie, gli escrementi lanciati sulla vetrina della sede del partito e tanti altri atti del genere che mi hanno accompagnato lungo il percorso politico.
Mi ripromisi che, se mai avessimo conseguito, una vittoria elettorale, mai, e dico mai, avrei sfogato la rabbia su persone che come me, per molti anni, sono state sempre vinte dagli eventi elettorali. Chi conosce bene la stalla, ha maggiori possibilita' di apprezzare poi le stelle. Oggi in consiglio comunale, per la prima volta ho dovuto ricordare all'opposizione, quali sono le loro responsabilita' in materia economica. La cosa non e' che mi abbia entusiasmato, ma ogni tanto credo, faccia bene tornare con i piedi per terra. Ho terminato l'intervento dicendo che il centrosinistra continua a mietere "vittime civili". E' superfluo dire che nessuno dei vecchi amministratori gira con il falcione decapitando i Falconaresi, ma sicuramente il buco nero lasciatoci dalle vecchie sinistre ci impedisce di aiutare molte famiglie in difficolta' in questi tempi. Ecco perche' ho parlato di vittime civili. Ricordo un consiglio comunale all'epoca del governo Carletti. Durante l'approvazione di un bilancio, un nostro consigliere disse che se si fosse continuato su quella strada, saremmo andati tutti quanti per aria. Il Sindaco ci rispose: cosi' e' se vi pare (citando Pirandello).
Da quelle affermazioni bisognava prendere le distanze. Non dalle mie. So per esperienza che significa essere battuti politicamente, non per questo devo accettare qualsiasi documento arrivi dall'opposizione, soprattutto in materia economica. Cari colleghi dell'opposizione, vi invito a riflettere sull'umilta', sul pudore e sulla dignita'. Non sono semplici parole, sono valori. Spero che conosciate questi valori, l'importante e' non perderli mai di vista.

Raimondo Baia


Segue il mio intervento in riferimento all'odg presentato dal Pd su "intervento di sostegno per disoccupati e famiglie in difficolta'.



Grazie per la parola presidente,

buonasera a tutti.

Il partito democratico sa, e anche molto bene, che non esiste alcun tipo di copertura finanziaria per fare quello che propone. Non perche' i consiglieri del Pd siano dei veggenti, ma semplicemente perche' e' di pubblico dominio, ahime' lo stato di sfascio finanziario. La crisi colpisce tutti indistintamente. Potremmo proporre quindi tante belle cose: esenzioni, rateizzazioni fondi di solidarieta'. Come se non ci avesse maaai pensato nessuno. E' costruttivo propagandare tutte queste misure sapendo gia' che non c'e' alcun tipo di margine? Sembra di essere tornati in campagna elettorale. Piu' soldi per tutti. Ora vi chiedo: e' giusto instillare aspettative irreali e irrealizzabili nelle persone che in questo momento sono in difficolta' economica creando in loro false speranze? E' si non e' difficile girare per Falconara promuovendo questa proposta alla quale nessuno ma proprio nessuno aveva pensato prima, non e' nemmeno difficile sbandierarla sui giornali o sui vari siti internet. Il partito democratico sa benissimo che non esiste alcun tipo di copertura economica alla proposta fatta. Non esiste possibilita' di manovra. Chiaramente non costa nulla quindi sparare progetti e cifre, tetti di qua, 60 mila euro da un'altra parte. Potevate aggiungerci anche la costruzione di una piscina olimpionica, tanto i fondi sarebbero stati reperiti dal centrodestra nel prossimo assestamento di bilancio preventivo 2009. Chiaro e' che respingeremo la vostra proposta populista che si esprime in parole gonfie ma terribilmente scariche di contenuto. Cosa leggeremo poi? Il centrodestra respinge la nostra proposta (come se esistesse un'alternativa), il centrodestra si dimostra ancora una volta arrogante e non intende tutelare le fasce piu' deboli della popolazione.

Ecco cosa direte. Ecco perche' avete presentato un documento pregevole come intenti ma scadente come fattibilita'. Piu' di una volta ci siamo confrontati qua in consiglio. Per decenza e rispetto nei vostri confronti mai e dico mai ho tirato fuori il discorso economico. Ma stavolta me lo togliete dalla bocca. Con 80 milioni di euro di danni, con questo buco nero da guerre stellari targato Ds e Margherita, che oggi si chiamano Partito democratico, avete anche la faccia di presentare ordini del giorno di questo genere. Nelle pieghe e nelle piaghe del bilancio noi non ci troviamo la copertura economica, ma solamente la nostra disperazione.

Disperazione che si abbattera' nei prossimi anni a Falconara, disperazione che i vostri predecessori hanno provocato con sciagurate e scellerate scelte. Per fare quello che chiedete sarebbe bastato rinunciare a qualche spettacolino di regime al parco del Cormorano, dove gli artisti, chiaramente immatricolati politicamente, cantavano e pagava pantalone. A loro bisogna chiedere i soldi. Tanto per dare qualche cifra. Calendario culturale estivo 7000 euro centrodestra anno 2009. Dal 2003 fino al 2005 una media di 700 mila euro / 1 milione di euro di spese che re sole elargiva per la stagione culturale estiva all'anno.

Ecco qua, pensate quindi che sarebbe bastato moderarsi per una stagione per avere l'intera copertura finanziaria che chiedete, e non solo per questo anno ma anche per i prossimi 10. Siete quindi pregati di non racontare piu' barzellette a chi ha problemi economici, a chi non arriva a fine mese, a chi e' stato licenziato, a chi e' in mobilita', a chi ha una famiglia monoreddito con mutuo da pagare e moglie licenziata da mesi ma che con dignita' ed in silenzio va avanti senza chiedere niente a nessuno. E si che darebbe parecchio sollievo una proposta come la vostra. Peccato che a causa dei vostri predecessori non potra' mai essere realizzata. Il centrosinistra, continua ancora a mietere vittime civili.