venerdì 19 febbraio 2010

VARATE LE LISTE PDL


ANCONA Una candidatura per due tra Conti e Giustozzi. E così Macerata resta in bilico tra la corsa per Palazzo Raffaello e quella per la poltrona di sindaco. Non c’è pace per la lista dei 42 aspiranti consiglieri del Pdl per le elezioni regionali di marzo in appoggio al candidato Erminio Marinelli. Il coordinamento nazionale risolve i rebus di Ascoli e Ancona, ma rinvia Macerata a oggi. La questione sambenedettese si chiude con l’inserimento di Gabrielli e l’esclusione di Vignoli, com’era prevedibile, rcui non è servito nemmeno l’appoggio del sindaco di Roma Gianni Alemanno. Da Ancona, escluso anche lo jesino Belluzzi, a quale è stato preferito Consoli. La partita più lunga è quella di Macerata. Problema non da poco. La presenza di Giulio Conti, dopo il coordinamento regionale, aveva innescato l’estromissione di Giustozzi, già in lista e anche l’assessore provinciale Blarasin aveva fatto un passo indietro. Se Conti dovesse uscire, tornerebbe Giustozzi e, al posto di Marchegiani, il nono posto andrebbe a Marozzi. Ma il domino potrebbe avere conseguenze negative sulla corsa di Pistarelli a sindaco di Macerata. Appena sarà chiusa la lista del Pdl, Marinelli potrà anche iniziare a lavorare sulla lista “Insieme per il Presidente” (si chiamerà così per evitare confusione con il nome di Marinelli sullo stemma del Pdl). Per il fine settimana sono previste new entry. Nel frattempo, da Roma, disco verde per l’allargamento della coalizione. In due parole, Fiamma Tricolore. Un ingresso osteggiato però dagli altri alleati di Lega Nord e La Destra. Dunque la campagna elettorale del centrodestra non può ancora entrare nel vivo anche se già sono state cerchiate le prime date in calendario per la calata dei big del della politica nazionale in appoggio ai candidati Pdl. Tramontata definitivamente l’ipotesi di Silvio Berlusconi ad Ancona il 27 febbraio, ventilata alla presentazione del candidato governatore Marinelli, la data sarà posticipata a marzo. Tra il 10 e il 25, periodo durante il quale il presidente del consiglio sarà in tour in tutte le regioni chiamate al voto. Quindi anche le Marche. Una sua assenza, ammesso a bassa voce in alcuni ambienti del centrodestra, sarebbe davvero un brutto segnale per tutto il partito. Nel frattempo, da Roma, la sottosegretaria al Welfare Eugenia Roccella è attesa venerdì a Macerata e Ascoli mentre sabato Gabriella Carlucci sarà a Angeli di Rosora e il presidente dei deputati Pdl Fabrizio Cicchitto, interverrà a Macerata e a Pesaro. Il 26 febbraio il ministro al Turismo Vittoria Brambilla è di scena a San Benedetto, la collega delle Politiche Giovanili Giorgia Meloni a Pesaro, Civitanova e Macerata. Il giorno dopo il parlamentare Claudio Barbaro visita Ancona. Sempre nel capoluogo di regione, sono attesi per marzo, anche il ministro alla Difesa Ignazio La Russa, Alemanno e la vicepresidente dell’europarlamento Roberta Angelilli.

giovedì 18 febbraio 2010

Verso esuberi e pensionamenti

Falconara Nel piano industriale presentato ad inizio ottobre era stata evidenziata la presenza di 140 esuberi diventati 92 dopo lunghe trattative. Nei 92 ci sono 48 giornalieri (amministrativi e incarichi non direttamente operativi negli impianti) e 44 turnisti. Di questi 56 saranno i prepensionamenti (scaglionati in quattro anni) che usufruiranno di un accordo economico particolare compresa una contropartita economica. Nel 2010 usciranno dall’azienda 30 persone e poi 7 nel 2011, 16 nel 2012 e 11 nel 2013. Per gli altri sono previste operazioni di “mobilità” interna, cioè spostamenti su altri incarichi oggi svolti da ditte esterne.

mercoledì 17 febbraio 2010

Obama riaccende il nucleare


Il sole 24 ore

NEW YORK - Barack Obama ha varcato ieri il Rubicone del nucleare: ha annunciato garanzie federali per 8,33 miliardi di dollari per la costruzione di due nuovi reattori in Georgia affidati alla Southern Co., una delle principali società energetiche dello stato. È la prima volta dal 1970 che l'America mette in cantiere un progetto per una nuova centrale. A questo ne seguiranno quasi certamente altri: vi sono dei progetti in Carolina del Sud, Texas, Maryland.
Nel bilancio 2010 Obama ha proposto di triplicare gli stanziamenti per garantire la costruzione di nuovi impianti nucleari da 18,5 miliardi di dollari a 54 miliardi di dollari. Ma c'è anche una svolta politica: in campagna elettorale Obama aveva preso le distanze dai progetti nucleari, criticati dagli ambientalisti per i pericoli posti dai reattori nucelari che utilizzano materiale radioattivo. Gli impianti nucleari inoltre erano un vessillo dell'ex presidente George W. Bush.
Era stato lui a chiedere i primi stanziamenti per le garanzie ed era stata la sua amministrazione a varare nel 2005 il progetto di legge per il nucleare, osteggiato da molti democratici e dagli ambientalisti.
Ieri Obama ha dunque fatto un passo verso il centro: «So che i difensori dell'ambiente sono contro il nucleare - ha detto - ma per prevenire le peggiori conseguenze nei cambiamenti climatici dobbiamo aumentare i nostri approvvigionamenti nucleari». Le centrali, ha aggiunto, saranno «sicure e pulite» e garantiranno «la sicurezza e il futuro del nostro paese». E qui Obama ha lanciato il messaggio più importante: «Basta con lo stesso vecchio dibattito di sempre tra destra e sinistra, tra ambientalisti e imprenditori. So che ci sono delle opinioni differenti ma non possiamo permetterci di non fare passi avanti».
Obama, che ha presentato ieri la sua iniziativa in Maryland a Lanham durante una visita a una centrale elettrica gestita dal sindacato degli elettricisti americani, ha spiegato che questo impianto «consentirà di tagliare l'inquinamento da CO2 di 16 milioni di tonnellate all'anno rispetto a un impianto equivalente al carbone, è come togliere 3,5 milioni di veicoli dalle strade» ha detto. Il presidente ha sottolineato che l'impianto contribuirà allo sviluppo economico attraverso progetti energetici: per la costruzione che comincerà nel 2011 per un impianto e nel 2012 per l'altro e terminerà fra il 2016 e il 2017, si creeranno circa 3.500 posti di lavoro. A costruzione ultimata, per la gestione permanente ci vorranno 800 persone. L'impianto a regime servirà circa 550mila abitazioni e una popolazione di 1,4 milioni di persone.
Ci sono ovviamente polemiche di altro genere per un progetto di questo tipo. Una delle più importanti riguarda la gestione dei rifiuti, che Obama ha affrontato promettendo misure di assoluta sicurezza «grazie ai progressi tecnologici che abbiamo compiuto sia per la gestione dell'impianto che per il riciclaggio dei rifiuti». La seconda, che invece Obama non ha affrontato, riguarda il fatto che quasi certamente la garanzia sarà a fondo perduto.

martedì 16 febbraio 2010

La maggioranza unita salva Borgognoni


Dal Corriere

Ancona Ventiquattro voti contrari, undici favorevoli. Cominciamo dalla fine. La maggioranza compatta salva l’assessore Borgognoni che rischiava di scivolare sul gelo e sulla mozione di sfiducia dell’opposizione. Al monolite centrosinistra si affiancano pure Letizia Perticaroli (Vola Ancona) e - pare - Andrea Quattrini (Lista Grillo). Il sindaco passa indenne l’ordalia del consiglio comunale, non perde il quarto assessore in meno di un anno e vince la sfida lanciata a un soffio dal voto. “La minoranza ha utilizzato la neve e Borgognoni per affondare la giunta, il tentativo non andrà in porto. Andiamo alla conta, vediamo se ci sono fughe”.

Ha avuto ragione Gramillano alla fine di un pomeriggio convulso, acceso dalla richiesta di sospensione dei lavori dell’opposizione per rivedere la mozione di sfiducia. Vuole il voto segreto. La pausa di dieci minuti è squassata da urla e manate sulla porta dell’auletta preconsiliare. Dentro Berardinelli ruggisce contro il segretario Ennio Guida, convinto dal centrodestra che per togliere pubblicità al voto modifica la mozione richiamando valutazioni personali su Borgognoni che a rigor di regolamento vanno trattate in segreto. La minoranza si ripresenta in aula col cavallo di Troia della mozione bis per mettere in imbarazzo la maggioranza.

Schermaglie. Il capogruppo di Rialzati Ancona Bugaro: “La mozione ora è sulla persona e non sulla figura istituzionale, serve la seduta segreta”. Fontana, Pd: “Ma se reclamavate la necessità di chiarire”. Il capogruppo Pd Benadduci: “Ci sono errori grammaticali, l’atto è stato cambiato in fretta e furia. Una strumentalizzazione incredibile”. Gramillano e la lode della trasparenza. “Serve chiarezza, quello che è successo con la neve è sotto gli occhi di tutti ma collegarlo alla presenza in giunta di Borgognoni è fuori luogo”. La proposta. “Facciamo il dibattito pubblico, poi si può votare segretamente”. Accolta. Caustico Borgognoni. “Ringrazio la minoranza ma non ho niente da nascondere”.

E allora fiato alle trombe del dibattito. La minoranza graffia col neo capogruppo Conte. “Assessore, ha preso sottogamba la situazione. La città ha subito la sua incapacità”. Benvenuti Gostoli affila l’ironia: “Borgognoni gode della mia simpatia ma è un cantante stonato nel coro, non può stare in giunta”. Un fuoco di fila. La raffica di Berardinelli: “Sindaco, non ha trovato i colpevoli”. Zinni corrosivo: “Il Consiglio è ridotto ad assemblea di condominio, è il metodo della rottamazione degli assessori”. Lo scudo del centrosinistra. Benadduci: “La vicenda poteva essere gestita meglio ma anche l’A14 è rimasta bloccata. La richiesta di dimissioni è incomprensibile”. Fontana: “Ad Ancona non si circolava come non si circolava altrove”.

Poi il duro j’accuse di Bugaro: “Borgognoni è il parafulmine della sinistra, la città è ferma, in otto mesi sindaco ha perso tre assessori, avete abituato a vivere in sonnolenza la città, a volare basso”. Gramillano: “Dibattito triste, di basso profilo”. Ma Borgognoni è salvo. Prima si era pure difeso sulla trasferta a Misterbianco, in Sicilia. “Non vado al Carnevale, mi ha invitato il sindaco per proseguire lo scambio culturale con Ancona, la prima città italiana a ospitare i loro costumi”. Il gesto. “Vado a spese mie, mantengo gli impegni presi”. Un po’ meno i consiglieri comunali: solo in dodici hanno onorato il contributo per i terremotati di Haiti. Rispettati invece i tempi del progetto degli ascensori al Palazzo degli Anziani e delle scale mobili da piazza del Senato al Duomo.
L’attuale giunta ha le ore contate

Dal Corriere

Jesi “Dall’accordo di riconversione produttiva dello stabilimento ex Sadam emergono ulteriori garanzie ambientali e occupazionali rispetto alla bozza messa ai voti venerdì scorso in consiglio comunale”. Parole del sindaco Fabiano Belcecchi, pronunciate ieri ai giornalisti poco dopo la firma che sancisce la nascita del primo polo agroenergetico delle Marche. L’accordo, sottoscritto - come ormai noto ai più - nonostante la bocciatura bipartisan del consiglio comunale nel corso di una seduta caratterizzata da un clima di forte tensione fra operai e comitato anticentrale, dà il via ad una serie di consultazioni politiche che decideranno il futuro dell’amministrazione Belcecchi bis. Lo stesso sindaco sempre dopo la firma di ieri, ha detto che “ora ci saranno occasioni di confronto tra le forze politiche di maggioranza”. E c’è chi non ha perso tempo. Per ieri sera era in programma una riunione del direttivo cittadino del Prc, per valutare se uscire o meno dalla maggioranza, anche alla luce della posizione espressa dal segretario provinciale Marcelli Flori, secondo cui “il sindaco ha creato ad arte un precedente pericolosissimo, rispetto al quale chi ha ancora a cuore le sorti della democrazia non può restare impassibile o indifferente”. Secondo Achille Bucci, consigliere comunale di Rifondazione, la discussione “sarà una verifica a tutto campo dell’operato dell’amministrazione Belcecchi sul programma di mandato, senza restringere il campo alla sola questione Sadam”. Già nei giorni scorsi il Prc aveva più volte ammonito il sindaco a non forzare la mano. Ma c’è chi sostiene che Fabiano Belcecchi ha già pronto il nome di chi andrà a sostituire l’assessore Valentina Conti, l’esponente di Rifondazione in una giunta comunale con diverse poltrone che vacillano.