giovedì 30 settembre 2010

Via del Consorzio, si parte

Domani mattina ruspe nella zona industriale per realizzare la nuova asfaltatura


Falconara Gli attesi lavori di asfaltatura di via del Consorzio partiranno domani mattina. Il rifacimento interesserà 1,3 chilometri di strada nel tratto compreso fra la rotatoria antistante il cavalcavia ferroviario (alle spalle del Palabadiali) e l’inizio della strada provinciale di Castelferretti e per consentire lo svolgimento dei lavori in sicurezza, riducendo al minimo i disagi saranno istituiti il senso unico alternato. Il traffico verrà regolato da un semaforo mobile ed inoltre il Comune ha deciso di istituire il divieto di sosta in ambo i lati della carreggiata. “La sistemazione di via del Consorzio ha una doppia funzione – ha spiegato l’assessore ai lavori pubblici Matteo Astolfi – si tratta infatti di un’arteria fondamentale per la zona artigianale, come segnalato dagli operatori economici, ma nelle intenzioni dell’Amministrazione c’è anche la volontà di raccogliere le istanze dei residenti di Castelferretti che chiedevano un percorso più agevole che invitasse i veicoli di passaggio a non attraversare Castelferretti. A questo scopo potrebbero essere anche rimodulati i limiti di velocità e in Giunta ci stiamo confrontando per decidere sull‘eventuale installazione di rilevatori fissi della velocità, tanto in via Consorzio che in via Marconi ”. Soddisfatto anche Paolo Bedetti, Presidente del comitato di Confindustria Ancona, che ha incontrato ieri mattina l’assessore Astolfi al fine di conoscere nel dettaglio tempi e modi di intervento in modo da informare anche gli altri imprenditori della zona. “Se è vero che un lungo cammino inizia con un primo passo, sicuramente ci troviamo di fronte ad un esempio di oculata e seria gestione delle seppur limitate risorse comunali – ha commentato Bedetti - Mi compiaccio quindi del metodo con quale l’amministrazione ha reperito i fondi e spero che congiuntamente alle altre categorie produttive si possa contribuire a dare un nuovo look alla nostra zona industriale per renderla ancora più ospitale ed attraente”. “Vista la situazione di degrado di strade e marciapiedi ereditata dalle precedenti amministrazioni avevamo solo l’imbarazzo della scelta – ha proseguito Astolfi – ma in primis abbiamo deciso di intervenire sulle vie sottoposte ad un maggior flusso di traffico. Per i marciapiedi la scelta è caduta su via Palermo perché la zona è frequentata dagli alunni delle scuole Dante Alighieri, mentre via Cuneo e via Vittorio Veneto erano state segnalata da residenti disabili ai quali era impedito l’attraversamento in sicurezza ”.

martedì 28 settembre 2010

Dal Corriere Adriatico

Iniziati gli incontri informativi della Cna

Consigli anticrisi per le nuove imprese


Falconara A partire da oggi la sede locale della Cna ospita un corso gratuito dedicato alle neo-imprese del territorio. Obiettivo dell’iniziativa è quello di “consentire alle neonate imprese del territorio di affrontare la crisi e sviluppare una nuova cultura manageriale”, spiega Andrea Riccardi, responsabile di zona dell’associazione. “Il calendario delle lezioni - prosegue Riccardi - è stato strutturato in modo da garantire l’acquisizione di competenze di alto livello, dalla pianificazione e controllo di gestione ai rapporti con le banche e l’utilizzo di strumenti finanziari, dalle strategie di marketing e comunicazione alla conoscenza di tutte quelle norme che consentono alle imprese di evitare spiacevoli sanzioni”. In dieci lezioni verranno approfonditi i fattori critici del successo aziendale e le strategie per accrescere le competenze sui temi dell’attività di management. “La crisi economico-finanziaria ha costretto gli imprenditori a rivedere le scelte strategiche - spiega Giuliano Gioacchini, presidente Cna della zona nord Ancona -. Diventa fondamentale affiancare chi sta facendo impresa e garantire la conoscenza e lo sviluppo di una nuova cultura che affronti il mercato e la concorrenza”. Info348/6011416 ariccardi@an.cna.it

Dal Corriere Adriatico

Tutti i palazzi fantasma

Dalle scuole agli impianti sportivi: ecco i 22 immobili da accatastare


Falconara Sono una ventina gli immobili comunali che le passate amministrazioni si sono dimenticate di accatastare. Nell’elenco figurano anche il municipio, moltissime scuole e anche il PalaBadiali, ma adesso l’assessore al patrimonio Matteo Astolfi ha deciso di chiarire un po’ la situazione. “Nel complesso si tratta di una spesa abbastanza consistente ma è un intervento che va fatto - dice Astolfi -. Dagli uffici del Catasto ci sono arrivate delle richieste precise e non si può più temporeggiare. Faremo tutto con risorse interne, senza coinvolgere consulenti esterni”. Il Comune ha infatti deciso di formare un dipendente comunale presso il Catasto di Ancona o quello di Pesaro non appena verranno avviati degli stage specifici. Gli edifici non accatastati sono la scuola elementare e materna Aldo Moro, la scuola elementare Mercantini, la scuola media Ferraris e relative palestre, la scuola materna Rodari, la scuola elementare Dante Alighieri e annessa palestra, la ex scuola elementare di via della Repubblica con annessa palestra. Figurano inoltre la sede comunale di piazza Carducci con annessa sala convegni, parte della scuola elementare di via Marconi, la scuola elementare Zambelli e relativa palestra, la serra comunale di via Sordi, la scuola media Montessori e relativa sede distaccata. Ci sono inoltre parte della scuola elementare di via Pietro Mauri a Castelferretti, l’asilo nido di via Aleardi, la scuola materna di via Aleardi, la ex scuola materna di via Santa Maria ora adibita ad alloggi sociali, l’ex casa del custode cimitero, anch’essa adibita ad alloggi sociali, gli alloggi sociali di via Castello di Barcaglione e la ex scuola elementare di via Fiumesino. Nell’elenco anche il palasport Badiali, i campi da tennis, il campo sportivo Roccheggiani, relative tribune e locali di servizio e il Palaliuti a Castelferretti. “Inoltre - precisa l’assessore - molti altri fabbricati e terreni di proprietà comunale, circa il 30% del totale, sono caratterizzati da dati censuari diventati non più veritieri a seguito delle variazioni di consistenza o di destinazione d’uso nel tempo intervenute”. Astolfi osserva che le procedure non sono state completate per dimenticanza o perché a completamento dell’opera mancavano i fondi. “Però non è più possibile andare avanti così, è un obbligo di legge ed è necessario avere dati catastali completi ed esatti per manutenzioni, modifiche e valorizzazioni”. Esistono anche numerosi terreni che, a seguito della realizzazione di piani Peep e opere pubbliche, sono stati acquisiti dal Comune ma non sono ancora intestati all’ente
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Marina MInelli,

sabato 25 settembre 2010

La posizione dell'Italia sulla questione iraniana


Rigorosa applicazione delle sanzioni per dissuadere Teheran dal suo programma nucleare, ma porte aperte al dialogo, per far sentire la nostra voce soprattutto in merito al rispetto dei diritti umani. In estrema sintesi è questa la posizione che il ministro degli Esteri italiano, Franco Frattini, ha rappresentato al suo omologo iraniano durante i colloqui bilaterali tenutisi a New York a margine della sessantacinquesima Assemblea Generale dell'ONU. L'Italia dunque è in prima linea nella lotta contro il programma nucleare degli ayatollah, che a quanto pare comincia a dare importanti risultati. Fondamentale, infatti, è la decisione presa da Mosca e firmata dal presidente russo in persona, di bloccare «permanentemente» la vendita di missili S-300 all'Iran. Un'arma considerata strategica dallo stato maggiore di Teheran, e vista con preoccupazione dalla IAF, l'aviazione militare israeliana, perché rappresenta la più temibile arma di difesa terra-aria attualmente in circolazione.
Anche su questo tema l'Italia ha giocato un ruolo di primo piano, insieme a Francia e Stati Uniti, così come richiesto a febbraio dello scorso anno dal ministro degli Esteri israeliano Avigdor Lieberman al presidente Berlusconi in persona. Durante la visita del nostro premier a Gerusalemme, culminata con lo storico discorso alla Knesset, Lieberman aveva invitato l'Italia a fare leva sul suo «rapporto privilegiato» con la Russia affinché Mosca interrompesse la vendita a Teheran dei missili terra-aria S-300: «L'Italia deve assumere un ruolo di guida nel promuovere una legislazione internazionale che fornisca ai Paesi democratici gli strumenti per combattere il terrorismo», aveva affermato il capo della diplomazia dello Stato ebraico, ed il presidente del Consiglio Berlusconi, ancora una volta, non ha mancato di tenere fede all'impegno preso con il popolo israeliano.
L'operato della nostra diplomazia ha indubbiamente contribuito al raggiungimento di un importante risultato, che indebolisce l'esercito iraniano, e che viene ufficializzato proprio nei giorni in cui Ahmadinejad, dal palco dell'ONU, torna ad attaccare Israele. «Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu è un killer esperto, che dovrebbe essere sottoposto a processo per l'uccisione di donne e bambini», ha detto il presidente iraniano, che ha anche sottolineato come la vera minaccia del mondo non sia la bomba nucleare iraniana bensì «il regime sionista ed il governo Usa» e le loro armi. Ma la stella di Ahmadinejad non brilla più come in passato, né all'estero né in patria. Non ci sono più le televisioni occidentali a contenderselo a New York, come qualche mese fa, e in Iran l'opposizione continua a crescere. Non a caso mercoledì a Mahabad, nel nord-ovest dell'Iran, si è verificato l'ennesimo attentato durante una parata militare, che ha provocato una decina di vittime e confermato l'isolamento del governo nei confronti di una popolazione sempre più esasperata dalla crisi economica e da una disoccupazione a livelli record.
La situazione è sempre più esplosiva, per questo la posizione espressa dal ministro Frattini è la migliore possibile, perché occorre ora più che mai applicare pienamente le sanzioni votate dall'ONU, volte ad isolare ed indebolire il governo militare degli ayatollah, ma anche mantenere un canale aperto per poter esercitare la massima pressione affinché il governo rispetti i diritti del popolo iraniano. Come nel caso Sakineh, come nei centinaia di altri casi che quotidianamente, lontano dai riflettori, vedono impegnati gli uomini della nostra diplomazia. Una linea che ha più volte premiato il nostro Paese, e che ci consente oggi di essere una delle nazioni in prima fila a fianco dei nostri partner occidentali, per risolvere il complicato rebus iraniano.

Dal Corriere Adriatico

Ancona, Falconara e Chiaravalle faranno un maxiconsiglio

Alleati per salvare la Fiera

Falconara Tutti insieme per la fiera di Ancona, contro le decisioni della Regione Marche. Ieri pomeriggio le Conferenze dei Capigruppo dei Comuni di Ancona, Chiaravalle e Falconara, hanno stabilito di indire un Consiglio comunale aperto congiunto sul tema del riordino del sistema fieristico regionale. Il maxi consiglio sarà convocato il 25 ottobre alle 14 e 30 ad Ancona e dovrebbe svolgersi nella sala convegni della Fiera della Pesca. A questo incontro, voluto da tutti i partiti dei tre Comuni, sono stati invitati l’assessore regionale Antonio Canzian, la Provincia di Ancona e i rappresentanti delle associazioni di categoria e delle istituzioni del territorio.

“Inoltre – ha spiegato dopo l’incontro il presidente del Consiglio comunale di Falconara Marco Giacanella – considerato che nei prossimi giorni il Consiglio Regionale delle Marche tratterà delle proposte deliberative sul medesimo argomento, la Conferenza dei Capigruppo ha chiesto di rinviare la discussione e la votazione di tali proposte a dopo tale data e di non votare nessun provvedimento relativo al sistema fieristico regionale”.

Alla riunione hanno preso parte per Falconara il capigruppo Clemente Rossi (Pdl), Antonio Mastrovincenzo (Pd) e Loris Calcina (Cic), per Ancona Giacomo Bugaro (Pdl), Luigi Conte (Pdl), Letizia Perticaroli (Vola Ancona), Marco Moglie (Pd) e il vice presidente del Consiglio Francesco Bastianelli, per il Comune di Chiaravalle il presidente del Consiglio Massimo Bitti. Nei prossimi giorni dovrebbe anche essere redatta una mozione unitaria dei tre Consigli comunali che dopo la votazione sarà inviata alla Regione Marche.

m.m.,