giovedì 30 dicembre 2010




Durerà fino al 9 la mostra che è stata allestita al Castello

Incantati dalla magia del presepe I bimbi in visita a Castelferretti


Falconara La Magia del Presepe incanta grandi e piccini. La mostra allestita nel Castello dalla Pro Castelferretti, e a cura del professor Luigi Tonelli e dell’insegnante Anna Baia, ha accolto tantissimi bambini intervenuti per ammirare le opere.

“La Magia del Presepe - spiegano gli organizzatori - vuole essere un omaggio, di qualità, a questa vera e propria arte, ma anche e soprattutto un monito a non perdere una tradizione che, apprezzata soprattutto dai bambini, porta in realtà con sé un enorme e universale valore simbolico, non solo religioso, di cultura e vissuto familiare”. Proprio i tantissimi bambini intervenuti, oltre che i maestri realizzatori, sono stati i protagonisti della mostra. Infatti, l’esposizione ha fatto anche da cornice alla lettura e alla recita di filastrocche e racconti sul Natale, che hanno letteralmente incantato i bambini che sono venuti a visitarla.

“Il senso profondo di questa magia - continuano gli organizzatori - risiede proprio nella volontà di non lasciar cadere nel vuoto questa tradizione che, al di là dell’aspetto più squisitamente religioso, ci accompagna, con dolcezza e passione, verso una autentica valorizzazione del concetto di famiglia, che i tempi moderni tendono, in qualche maniera, a distorcere così come la sempre maggiore laicizzazione contemporanea del Natale e dello stesso presepe. Per questo è necessario riscoprire e rivalutare, attraverso le emozioni autentiche, che solo i bambini sanno trasmettere, l’arte del presepe come momento di unità familiare e di solidarietà autentica verso il prossimo”.

Il presepe come espressione del messaggio di pace, amore e fratellanza, dunque. “Esempio - concludono gli organizzatori - di omaggio alla e per la famiglia, ma anche, fisicamente, luogo davanti a cui ci si riuniva per invocare la protezione divina. Storia e simbologia, cultura e festa, stupore e riflessione: tutto questo è la mostra dei presepi artigianali”.

L’esposizione è stata allestita nella biblioteca L. Radoni ed è possibile visitarla fino a domenica 9 gennaio dalle 10 e 30 alle 12 e 30 e dalle 17 e 30 alle 19 e 30.

Il Pd apre il fronte di villa Guastuglia

Dal Corriere Adriatico

Falconara “Se l’amministrazione comunale darà vita ad un’operazione di edificazione sotto “villa Guastuglia” la contrasteremo fermamente”. Così commenta il Pd di Falconara durante la consueta conferenza stampa di fine anno il progetto di edificazione presentato dalla giunta Brandoni. Il motivo risiede nel rischio di frane dell’area interessata dichiarato dal Pai (Piano di assetto idrologico della regione Marche), che va da via Campania a via Alto Adige. “Non si risolvono i problemi della città con la sola presenza del sindaco - commenta Franco Federici, segretario del Partito Democratico di Falconara –. Siamo di fronte all’antipolitica, e ad una giunta inadeguata a fronteggiare le criticità della città”.

Secondo il gruppo del Pd l’azione dell’amministrazione è meramente propagandistica. “I 70 milioni di debito che gravavano sulla città ai tempi di Recanatini sono ancora presenti – continua Federici – mentre il risanamento degli 8-9 milioni fuori bilancio che la giunta Brandoni dichiara è frutto delle politiche dell’ex sindaco Recanatini”.

Tra queste, secondo il gruppo consiliare di opposizione, vi sarebbe l’incorporamento di “Cam energia” e “Cam reti” all’interno di rispettivamente Multiservizi Spa e Prometeo. Da queste operazione, il periodo tra il 2007 e il 2009 Falconara avrebbe beneficiato di più di 3 milioni di euro. Altri tre milioni di euro sarebbero entrati nelle casse cittadine grazie all’accordo con la Quadrilatero Spa. “Inoltre non si può passare sopra all’astio del sindaco nei confronti di alcune associazioni di volontariato”, dichiara Antonio Mastrovincenzo, capogruppo consiliare del partito, riferendosi all’accusa di faziosità che il sindaco ha recentemente rivolto alle associazioni di “Falconara in rete”. Lo stesso Mastrovincenzo ha poi ribadito la propria contrarietà all’alienazione di alcuni alloggi di emergenza di via Chiesa, dato la loro utilità durante la crisi economica stretta intorno al paese intero, nonché la loro scarsa appetibilità sul mercato immobiliare. “L’amministrazione di Falconara dimostra sciatteria – continua il capogruppo –. Siamo stanchi, infatti, di trovarci in consiglio a votare pratiche errate riguardanti argomenti delicati, come quella del consiglio di ieri sull’assistenza domiciliare”. Il segretario provinciale Lodolini dichiara che “mai mancherà alla città il ruolo di sentinella che ci ha finora caratterizzato. Inoltre – continua Lodolini – non siamo appisolati, ma ben svegli per la sfida in cui saremo coinvolti tra due anni, a fine mandato di Brandoni”. Con quest’ultimo commento, in particolare, il partito vuole rassicurare gli elettori su eventuali brecce interne che tempo fa sembravano essersi create. “Organizziamo i congressi di partito proprio per favorire una maggiore dialettica interna e non per dividerci – spiega a proposito Federici –. Nessun problema di spaccature interne”.

mercoledì 22 dicembre 2010

Api: “Nessun rischio di malattie”
L’ad Cogliati: “Infondato e allarmistico lo studio commissionato da Amagliani”

Dal Corriere di oggi

Falconara “Per favore evitiamo allarmismi e riportiamo le cose nella loro giusta dimensione”. L’ad di Api raffineria Giancarlo Cogliati ha deciso di “tranquillizzare dipendenti e la comunità che ci ospita” facendo il punto sullo stato di salute delle popolazioni residenti nelle zone limitrofe alla raffineria. Punto di partenza, anzi motivo scatenante di questa analisi, la lettera dell’ex assessore regionale Marco Amagliani che aveva commissionato uno studio epidemiologico i cui risultati erano stati resi noti a tutti i falconaresi con una lettera inviata casa per casa. “Sicurezza e salute – ha detto Cogliati presentando ieri i risultati del lavoro di ricerca – sono per noi temi fondamentali, pilastri sui quali si regge il nostro modo di lavorare; la lettera di Amagliani ci ha sorpreso e abbiamo deciso di avviare una nuova valutazione condotta dall’epidemiologo Carlo Zocchetti”. Lo staff guidato dal medico milanese ha analizzato la letteratura scientifica in materia e anche gli studi locali sulla malattia e il ricovero dei cittadini residenti nella zona, per effettuare un confronto con quanto affermato dall’ex assessore Amagliani. Alla luce della ricerca commissionata da Api raffineria le conclusioni dello studio del dottor Andrea Micheli per la Regione Marche, “non risultano sostenute né dalla letteratura internazionale, che ha valutato i rischi delle popolazioni residenti attorno alle raffinerie, né dalle risultanze dei dati sanitari elaborati nella zona di Falconara dagli enti preposti”. “Le lacune nello studio commissionato dalla Regione Marche – ha chiarito Zocchetti – sono evidenziate anche dai medesimi autori della ricerca e nello specifico, i risultati dell’indagine indicano che le risultanze allarmistiche emerse dallo studio del dottor Micheli non sono fondate. Infatti le analisi epidemiologiche rivelano che la mortalità nel comune di Falconara non si discosta in maniera significativa da quella di provincia e regione, dimostrando in questo modo che le attività della raffineria non rappresentano un importante fattore di rischio per la popolazione locale”. “Le conclusioni generali dello studio di Micheli – ha osservato Zocchetti – risultano esagerate e non corrispondenti ai dati epidemiologici complessivi e sembrano rispondere più alla necessità di affermare una tesi formulata a priori, ovvero l’esistenza di un rischio da residenza vicino allo stabilimento api, che non orientati alla descrizione complessiva e scientifica dei risultati emersi dall’indagine epidemiologica”. Le incertezze derivanti dallo studio di Micheli sono riconducibili, secondo Zocchetti, “innanzitutto al campione molto limitato di cittadini preso in esame dallo studio stesso e in secondo luogo dal contrasto evidente tra i risultati osservati quali, ad esempio, il forte squilibrio tra il rischio calcolato per gli uomini e per le donne, un risultato che mette fortemente in dubbio l’origine ambientale”. “Come sempre – ha precisato Cogliati – Api è disponibile a collaborare a tutti gli approfondimenti che le autorità e le istituzioni, locali o nazionali, intendano mettere in atto per monitorare lo stato di salute della popolazione residente intorno allo stabilimento di Falconara”.

martedì 21 dicembre 2010

Proprio sicuri che l'energia solare costi meno del nucleare?


di Carlo Stagnaro


Il solare costa meno del nucleare, quindi niente atomo, solo sole. Lo dice uno studio realizzato dagli economisti John Blackburn e Sam Cunningham, per conto dell'organizzazione ambientalista del North Carolina NC Warn. Il paper ha fatto rapidamente il giro del mondo: grazie prima al lancio del New York Times, poi all'attenzione dei maggiori quotidiani, anche nel nostro paese; e forse anche grazie alla penuria estiva di notizie. Nessun dubbio, del resto, che ne escano numeri sensazionali. Ma sono numeri convincenti?Secondo gli autori, l'energia solare ha un costo medio di generazione di 15,9 centesimi di dollaro al kilowattora (in discesa), contro i 17 centesimi del nucleare (in salita) e un prezzo di mercato di circa 8 centesimi (nel 2008 in North Carolina, stato americano a cui lo studio si riferisce). Dietro questi dati ci sono una serie di ipotesi che tendono a sottostimare il costo del solare: per esempio, i due economisti assumono che i pannelli producano energia per quasi 1.600 ore l'anno, contro le circa 1.400 ore effettivamente registrate in North Carolina. Anche prendendo tutto per buono, si ottiene un risultato diverso: cioè 35 centesimi. Per scendere fino a 15,9 centesimi - cioè far apparire competitivo ciò che non lo è - ci vuole un trucco, immediatamente smascherato, ieri, in una nota dell'Associazione italiana nucleare: basta includere il credito fiscale federale e quello dello stato del North Carolina, rispettivamente del 30 e del 35 per cento. Con questo sussidio il costo unitario dell'investimento precipita da 6.000 a 2.730 dollari/kilowatt. Equasi triviale dire che, con la stessa logica, con una detassazione del 100 per cento, l'energia potrebbe sgorgare gratis... Ovviamente, così non è: semplicemente, anziché pagare i consumatori in proporzione a quanto consumano, lo farebbero i contribuenti in proporzione a quanto dichiarano. Cambiando l'ordine degli addendi, possono intervenire considerazioni di efficienza allocativa (che sconsigliano il ricorso alla leva fiscale, peraltro), ma non muta il risultato: il solare è ancora maledettamente costoso.Un discorso uguale e contrario vale per il nucleare. Blackburn e Cunningham si affidano a una sola fonte, che pure fornisce stime largamente inferiori ai 35 centesimi. Il bello è che, applicando la stessa formula al nucleare, pur facendo una serie di ipotesi peggiorative e aggiungendo i costi del personale e della gestione degli impianti (ignorati per il solare), si arriva attorno ai 15 centesimi: cioè al di sotto sia del costo "vero" del solare, sia addirittura del suo costo "sussidiato". Tutto ciò senza neppure considerare i costi di rete. Come la leggendaria formichina, Blackburn e Cunningham si concentrano sulla foglia, e perdono di vista la foresta. A leggere il loro paper, infatti, pare che le utility del North Carolina - e, implicitamente, tutte le altre - abbiano una scelta secca: nucleare oppure solare. Non è così. La competizione non è mai tra una singola fonte e l'altra, ma tra un portafoglio di generazione e l'altro. Soddisfare la domanda elettrica di una società moderna richiede di sfruttare tutte le fonti disponibili, nella misura e per gli scopi in cui sono relativamente più convenienti. Il futuro non è, quindi, sole oppure atomo. L'unica cosa che sappiamo del futuro è che ci saranno sia i pannelli fotovoltaici, sia gli impianti nucleari: e pure il carbone, il gas, l'idroelettrico, eccetera. Beato quel mondo che non ha bisogno di tecnologie eroiche, ma usa razionalmente quel che l'ingegno umano ha creato, nell'attesa delle prossime, e migliori, invenzioni.