martedì 22 novembre 2011

DAl CORRIERE ADRIATICO

Dal sindaco solo livore e intolleranza”

Pd e Sel contro Brandoni, accusato di non aver fatto niente per fermare i reiterati episodi di violenza


Falconara Pd e Sel impallinano Brandoni sul tema clochard e sui servizi sociali: “Da lui solo parole di stampo leghista, se la smetta di giocare a guardie e ladri”. Non sono piaciute le ultime dichiarazioni del sindaco sulla folta presenza di immigrati senza fissa dimora, definita dal primo cittadino “una situazione insostenibile, a livelli da Terzo Mondo”. Se, insomma, per Brandoni “non se ne può più dei bivacchi di gente che dorme sul sagrato delle chiese”, le sigle d'opposizione prendono di mira il primo cittadino: “Ha solo lanciato continui anatemi colmi di livore e di intolleranza - attacca Antonio Mastrovincenzo, capogruppo consiliare del Pd - nulla ha saputo fare per fermare i reiterati episodi di violenza che si verificano nella nostra città, non certamente imputabili ai senzatetto: danneggiamenti agli stabilimenti balneari, risse, furti a danno delle attività commerciali. È un sindaco che attacca sacerdoti ed associazioni di volontariato, che ignora quanto discusso e deciso nell’ultima Commissione consiliare e che esautora, di fatto, il suo vice Rossi e il capogruppo Pdl Giacanella, i quali hanno mostrato attenzione e spirito collaborativo nei confronti delle associazioni e delle forze di opposizione”.

“Brandoni - prosegue Mastrovincenzo - con le sue parole violente, di stampo leghista, chiude la porta ad ogni forma di dialogo con il volontariato e conferma la sua impostazione da camicia verde, accecato dal suo delirio di onnipotenza tanto da affermare che i servizi sociali a Falconara funzionano: lo chieda agli assistenti domiciliari a cui voleva togliere il lavoro e agli anziani e disabili a cui stava per ridurre l’assistenza”.

Dura anche la replica di Massimo Binci, consigliere regionale di Sel: “Invece di gridare sempre al lupo al lupo e fare proclami intolleranti, Brandoni dovrebbe ascoltare le proposte delle associazioni di volontariato disponibili a costruire risposte ai bisogni essenziali, come trovare una casa dove possano dormire e lavarsi”.

Meno accesi i toni delle associazioni di volontariato: “Abbiamo chiesto e chiediamo a chi si occupa della cosa pubblica di non marginalizzare il tema ad una semplice questione di decoro e sicurezza, affiancandoli alla dignità delle persone- affermano Tenda di Abramo, Caritas, Conferenza Regionale Volontariato Giustizia e Migrantes- invitiamo il sindaco ad approfondire su quanto si sta facendo per cercare di dare concrete soluzioni alle questione e di abbandonare, cominciando a dare il buon esempio, un linguaggio che non va nel senso da noi auspicato”.

Federico Capezza, |

domenica 20 novembre 2011

Dal Corriere Adriatico

Città da terzo mondo, ora basta”

Brandoni: “Vandali e sbandati sono ovunque, adesso servono controlli a tappeto”


Falconara “La vedo, la sento la situazione. Siamo ai livelli di guardia. E’ insopportabile quel che avviene in centro a Falconara. Non è possibile che una ragazza che studia l’università e viene da Bologna alle 10 e 30 di sera è costretta a farsi andare a prendere alla stazione dal padre e non può andare a casa liberamente con tutta la luce che abbiamo messo”.

Sindaco Brandoni, la sicurezza non era il suo cavallo di battaglia?

“Martedì nel dopo giunta ne parliamo. La situazione è insostenibile. Non se ne può più dei bivacchi di gente che dorme sul sagrato delle chiese, come nella parrocchia del Rosario. Ricevo continuamente lamentele. Lasciano anche i loro bisogni. Siamo a livelli da terzo mondo”.

Come affrontate il problema?

“Ieri (venerdì, ndr) in commissione c’erano due sacerdoti. Don Mario di Falconara alta propone di riaprire il campo nomadi, ma non se ne parla. Don Giovanni del Rosario continua a farli star lì da lui”.

E il Comune?

“Non metterà a disposizione nessuna struttura”.

E continua a mostrare i muscoli e chiudere vie coi cancelli?

“Abbiamo fatto la guerra agli sbandati, in piazza non ci sono più. Li abbiamo cacciati, buttato via cartoni e coperte. Ma sul sagrato delle chiese non possiamo farci niente”.

In città il problema è sentito.

“In centro stanno raccogliendo firme, la gente mi dice: sindaco, non pensavamo di trovarci in questa situazione. Si aspetta di più”.

Che pensa di fare? Serve una scossa.

Settimana prossima vado dalle forze dell’ordine, qui servono più controlli. Anche negli esercizi commerciali gestiti da stranieri. Bisogna verificare a tappeto sia gli orari che quello che vendono. Martedì rivisitiamo tutti i rilasci e autorizzazioni. E anche il mare va monitorato. Non è possibile continuare con gli atti di vandalismo in città.

Altra criticità: il bilancio

“E’ un punto fermo, quest’anno bisogna ragionare in modo diverso, abbiamo iniziato a discuterne in giunta. Puntiamo sui servizi essenziali, poi della torta rimarrà uno spicchio, verrà ripartito tra gli altri comparti.

Esempio di servizi essenziali?

La maggior parte sono rivolti al sociale. Non puoi pensare di non dare aiuto a gente bisognosa o a chi ha problemi di salute. Se prima aiutavi 500 famiglie all’anno con buoni mensa e bollette, e ora hai soldi per 300, devi tagliare da un’altra parte. Bisogna dare a chi ha meno. Poi ci sono altri servizi importanti, come la cultura e lo sport che leva i ragazzi dalla strada

Qualche numero, sindaco.

Il nostro è un bilancio da 25 milioni euro, meno di un terzo va alle spese del personale (8 milioni), 4-5 milioni di entrate della tassa rifiuti solidi coprono il costo del servizio, il resto deve essere ripartito tra i servizi indifferibili. E poi siamo penalizzati.

Cioè?

I bimbi abbandonati. Lo scorso anno abbiamo messo 800 mila euro e non sono bastati, investiamo una cifra e puntualmente viene sforata.

L’opposizione sostiene che snobbate i servizi sociali..

Non è vero, funzionano. E poi vorrei dire che Falconara nel 2008 era dopo Taranto il secondo comune sicuro di andare in dissesto finanziario, in questi tre anni abbiamo migliorato la nostra immagine, e ricevuto importanti riconoscimenti dal Governo centrale e non perché fosse di centrodestra ma perché ce li meritavamo. Anche il Sole 24 Ore in alcuni suoi articoli ci ha elogiato come comune virtuoso”.

Ma l’impressione è che stiate sempre sul filo

Il bilancio di Falconara va sempre monitorato, l’acqua rischia sempre di esondare. Ma se nel 2008 era uno dei peggiorio, adesso siamo nelle stesse condizioni di altri comuni.

emanuele coppari,

giovedì 17 novembre 2011

Occhio alla casa: Monti riscopre l'ICI

Il Giornale

Palazzo Madama ha votato la fiducia al governo tecnico guidato da Mario Monti con 281 "sì", 25 voti contrari (quelli dei senatori leghisti) e nessun astenuto. Il neo-premier è intervenuto in aula alle 13, per illustrare le misure principali che l'esecutivo intende adottare e presentarsi all'Aula, dove entrava per la prima volta.

Domani toccherà alla fiducia alla Camera. Il presidente Renato Schifani subito dopo il voto del Senato che ha dato la fiducia al governo, ha espresso all'economista gli "auguri di buon lavoro nell’interesse del Paese".
Questa mattina avevano parlato i ministri Corrado Passera e Elsa Fornero che, relativamente a ciò che sarà fatto nei prossimi mesi avevano sottolineato la necesità di "cambiare tutto ciò che serve per lo sviluppo", seguendo tre parole d'ordine: "risanamento, necessario e urgente perchè senza quello non ci si salva, crescita, coesione sociale e equità".
Entrando in Aula il nuovo premier ha ringraziato brevemente il presidente della Repubblica Giogio Napolitano e Silvio Berlusconi, che si è impegnato nei giorni scorsi, dice Monti, a "facilitare la mia presa di successione". Il neo-premier ha poi sottolineato la volontà del governo di essere vicino alla gente, di essere "un governo di impegno nazionale", che rinsalderà "le istituzioni" e si concentrerà in una "chiara difesa del ruolo del Parlamento".
Monti ha poi iniziato a delineare gli interventi che occuperanno l'esecutivo nei prossimi mesi, mettendo in primo piano la necessità di "convincere gli investitori internazionali che abbiamo imboccato la strada di una riduzione graduale del rapporto tra il debito pubblico e il Pil". Tre i punti da tenere bene in mente: rigore di bilancio, crescita ed equità.
Misure necessarie a restare parte dell'Ue, non come anello debole della catena, ma come partecipanti ad un progetto comune, perché "il destino dell'euro dipenderà anche da ciò che l'Italia farà nei prossimi giorni".
Qualche parola Monti l'ha dedicata anche alle raccomandazioni venute dall'Ue, che devono essere tenute in considerazione perché lasciar fallire il progetto Euro "disgregherebbe il mercato unico, le sue regole, le sue istituzioni, ci porterebbe al livello degli anni '50". E sarà necessario nelle prossime settimane pensare a misure ulteriori rispetto a quelle contenute nella lettera inviata all'Ue.
Monti ha poi sottolineato il discorso della pressione fiscale, che in Italia "è elevata", spiegando che "può essere modificata per renderla favorevole alla crescita", intervenendo su impresa e lavoro. Importante puntare anche sulla lotta all'evasione per far crescere il gettito e diminuire le aliquote. Ha poi continuato parlando di pensioni e di un sistema pensionistico che è "tra i più sostenibili d'Europa, ma rimane caratterizzato da ampie disparità di trattamento, tra fasce d'età e categorie". 
Fondamentale sarà per l'esecutivo "riformare il mercato del lavoro", nel quale sono necessarie "più equità" e l'eliminazione del "sistema duale", che causa trattamenti differenti. Poi investire sui giovani, eliminando i vincoli alla valorizzazione delle capacità individuali e accrescendo il livello d'istruzione delle forze lavoro, "oggi inferiore rispetto alla media europa". Serviranno a tale proposito "interventi mirati sulle scuole e sulle aree in ritardo e la revisione del sistema di selezione e allocazione". Riflessioni anche sul lavoro femminile, "una questione indifferibile". "Bisogna conciliare le esigenze del lavoro e della famiglia e sostenere la natalità", anche con una "tassazione differenziata".
Monti ha poi dedicato parte del suo discorso alle misure di tassazione, ricordando comel'esenzione dall'Ici delle abitazioni principali sia un'anomalia tutta italiana e che il decreto sul federalismo municipale prevede dal 2014 l'entrata inj vigore dell'Imu, che assorbirà "l'attuale Ici, escludendo la prima casa e l’Irpef sui redditi fondiari da immobili non locati, comprese le relative addizionali". All'interno di questa cornice, ha concluso il premier, "intendiamo riesaminare il prelievo sulla ricchezza immobiliare". Il discorso di Monti ha anche toccata il confronto con gli altri Paesi europei, ricordando come "l'imposizione sulla proprietà immobiliare" sia "particolarmente bassa" in confronto agli altri dell'Unione Europea.
Tra i primi impegni del nuovo esecutivo ci sarà comunque quello di dare attuazione alle manovre varate nel corso dell'estate, completandole anche con interventi in linea rispetto alle richieste dell'Unione Europea. 
In serata Monti ha risposto agli interventi emersi dal Senatonel corso del pomeriggio, prendendo atto dei problemi emersi ma commentandone solo alcuni, rinviando invece la discussione delle questioni più complesse alle commissioni parlamentari. Sui questi avanzati dai banchi della Lega ha dichiarato di voler seguire molto da vicino l'attuazione del federalismo fiscale. Con una battuta, si è poi smarcato dalle critiche di chi lo vuole troppo vicino ai poteri forti, facendo notare come, anche quando lavorava in ambito europeo, non abbia mai esitato a opporsi a norme che non condivideva, anche se proposte dai Paesi forti dell'Ue. Insomma, dichiarandosi un servitore dello stato e non "un devoto e disciplinato servitore delle multinazionali". In conclusione, ha rimarcato la necessità di una presenza incisiva dell'Italia in Europa e ribadito, "sulla premazia della politica" (rispetto al lavoro dei tecnici) "sfondate una porta aperta". 


Dal Corriere Adriatico

Inizia venerdì la tre giorni dedicata ai prodotti di stagione

Con “Sapori d’autunno” torna ad animarsi il centro di Falconara


Falconara Arriva l’autunno, cadono le foglie ma nel centro di Falconara sbocciano le iniziative. Si parte domani con la cena di apertura della tre giorni dedicata ai prodotti di stagione e le eccellenze locali. Un’occasione per gustare a prezzi contenutissimi un menù di qualità con piatti di stagione nella tensostruttura riscaldata in piazza Mazzini. Il tutto sotto il segno di “Sapori d’autunno” che fino a domenica animerà piazza Mazzini e il centro pedonale.

“La zona pedonale sarà un turbinio di degustazioni, aperitivi musicali e spettacoli itineranti” ha annunciato l’assessore alla cultura Stefania Signorini nel corso di una conferenza stampa. “L’esperienza degli scorsi anni è stata molto positiva – spiega l’assessore Signorini – e la mia intenzione è di creare la consuetudine di ritrovarsi nei fine settimana autunnali. La formula dell’enogastronomia accompagnata dalla musica dal vivo si è rivelata vincente: spero che “sapori d’autunno” sia l’occasione per le famiglie falconaresi di uscire di casa e popolare la città”.

La giornata di domani sarà dedicata ai più piccoli. Dalle 16,30 fino alle 19, nella sala Ex mercato coperto di corso Bixio infatti sarà allestito “Maninpasta”, un laboratorio per bambini a cura di Roberta Rinaldi della Fattoria didattica “La casa sull’albero” di Chiaravalle. Non mancherà la musica degli allievi di Artemusica e nel corso del pomeriggio sono state organizzate una serie di “letture animate”. Concluderà l’attività lo spettacolino con bolle di sapone, giochi di magia e le evoluzioni di un trampoliere, organizzato dal negozio Le Clownerie. Sempre venerdì, al centro Pergoli di piazza Mazzini, alle 17,30 è in programma la conferenza “Un bicchiere al giorno …vino e salute”, in collaborazione con l’Ais Marche. Ospite il dott. Claudio Modesti che interverrà nel corso dell’incontro che si chiuderà, intorno alle 19 con un momento musicale a cura di Artemusica.

mercoledì 16 novembre 2011

Dal Corriere Adriatico

Ex sindaco indagato per corruzione

Cingolani nel mirino con un costruttore: favori in cambio del posto in banca per la figlia

Montemarciano Sono indagati per concorso in corruzione l’ex sindaco di Montemarciano, Gerardo Cingolani, e l’imprenditore Mario Bolzonetti della Prima Costruzioni. Le indagini, iniziate alla fine dello scorso anno, portate avanti dalla Guardia di Finanza di Ancona e coordinate dal sostituto procuratore della Repubblica, Paolo Gubinelli, sono tuttora in corso per accertare eventuali ulteriori reati. L’attività, sviluppata dalla Tenenza di Senigallia, ha consentito di portare alla luce episodi di corruzione avvenuti tra il 2007 e il 2009, da parte dell'allora sindaco Cingolani, a fronte di atti contrari ai propri doveri d’ufficio. Le indagini hanno interessato un’area del Bosco della Castagnola di 65.000 metri quadri, originariamente donata dalla famiglia Ascoli al Comune di Montemarciano e sulla quale sarebbero dovuti nascere impianti sportivi e altre strutture destinate a finalità pubblica. E invece, su delibera del consiglio comunale, è stata destinata invece all’edilizia privata. I finanzieri hanno scoperto che, senza alcuna ricerca di mercato, era stata agevolata l’impresa edile che, a fronte di un corrispettivo definito in misura notevolmente inferiore alla media di mercato per la sua acquisizione, ha proceduto alla costruzione di una serie di immobili su quel terreno due dei quali sono stati sequestrati dalla Forestale poiché gli scarichi sfociavano nel bosco comunale anziché negli impianti fognari.

Il patto con il costruttore era che il corrispettivo dell’acquisto dell’area si sarebbe pagato solo una volta che gli appartamenti sarebbero stati venduti invece che entro il mese di novembre 2008, come previsto inizialmente. Il Comune, che ha rinviato l’incasso dell’acquisto dell’area da parte dell’imprenditore con delibere di posticipazione del credito - che peraltro veniva riportato a bilancio - non ha potuto incassare i 3 milioni di euro pattuiti sforando il patto di stabilità e perdendo i contributi statali. Per questo è stata interessata anche la Corte dei conti. L’ex sindaco, in cambio del favore, avrebbe avuto un appartamento del valore di 300 mila euro al prezzo di 100 mila e un aiutino per far assumere la figlia presso la sede della banca legata al gruppo imprenditoriale. Raggiunto telefonicamente Cingolani afferma “di avere la coscienza pulita, i fatti dimostreranno che ho ragione”. Aggiunge: “Aspetto tranquillamente e serenamente che la giustizia faccia il suo corso, ho sempre e solo agito per l'interesse comune e per la collettività, per il bene di Montemarciano”.

A. Bignami