domenica 11 agosto 2013

Soldi e hashish sequestrati dai carabinieri



 

 

Vendeva kebab e hashish
Un arresto a Falconara



 
FALCONARA - I carabinieri della Tenenza di Falconara ieri sera hanno arrestato per spaccio di droga il tunisino D.J., 49 anni, tunisino, gestore di un noto kebab del centro. Da tempo il locale era nel mirino dei militari, che avevano individuato nell'esercizio commerciale un vero e proprio centro di smercio della droga.
Attraverso servizi di appostamento con l'utilizzo di attrezzature per filmare a distanza quanto avveniva nel skebab, infatti, i carabinieri in borghese hanno potuto riprendere un episodio di spaccio hashish ad opera dello steso gestore del kebab. A conclusione dell'intervento, oltre al sequestro di circa 400 euro provento dell'attività illecita, di vari cellulari e circa 30 grammi di hashish suddivisi in dosi e nascosti all'interno di un borsello posto sotto il secchio della spazzatura in cucina, si è proceduto anche a comunicare all'autorità amministrativa quanto accaduto ai fini della sospensione della licenza.

giovedì 1 agosto 2013







                           IN PIAZZA A DIFENDERE 

                         L'AUTOMEDICA

venerdì 26 luglio 2013



Legge sull’omofobia. Negri: «Dopo il

fascismo, evoca i tempi torbidi delle ideologie statali»

(Da Tempi)

L’arcivescovo di Ferrara mette in guardia dalla legge: «I sacerdoti e i vescovi che a Messa citeranno brani di San Paolo potrebbero essere denunciati»


«Sulla sana laicità del nostro popolo e della nostra società, incombe un pericolo gravissimo», avverte oggi su Libero l’arcivescovo di Ferrara, Luigi Negri: «Lo stato, per difendere una certa opzione e i suoi sostenitori, specificamente coloro che professano teoricamente l’omosessualità e la praticano nella società, penalizza in maniera gravissima e irreversibile le altre opinioni e le altre opzioni».



LEGGE IDEOLOGICA. La legge sull’omofobia, che sarà discussa in Parlamento, per la prima volta «a più di settant’anni dal fascismo» introduce «un reato di opinione che evoca i tempi torbidi delle ideologie statali che sembravano superati per sempre. Tempi in cui lo Stato, scegliendo posizioni ideologiche, le imponeva» e «sacrificava quelle non coincidenti con la sua». «Il nostro popolo – denuncia Negri – rischia di perdere quella libertà di espressione fondamentale, di scelte, di opzioni, di opinioni e di concezioni della vita che costituiscono il nucleo profondo dell’esperienza laicale».

SACERDOTI PERSEGUIBILI. Spiega l’arcivescovo di Ferrara: «Chi continuerà a fare riferimento alla grande tradizione eterosessuale dell’occidente che ha trovato nel magistero della chiesa cattolica e nella pratica della vita cristiana in questi secoli una grande e significativa testimonianza, rischia di essere inquisito se esprime pubblicamente le proprie convinzioni». «I sacerdoti e i vescovi che nell’ambito delle celebrazioni liturgiche pubbliche citeranno brani di San Paolo inerenti alla scorrettezza delle posizioni omosessuali, o il Catechismo della Chiesa Cattolica o buona parte della Dottrina Sociale della Chiesa, – avverte – potrebbero essere denunciati alle autorità pubbliche».

DIFENDERE LA LIBERTÀ.  La cristianità italiana, dice Negri, non deve dimenticare «l’insegnamento di Giovanni Paolo II nella “centesimus annus”»,  e continuare a difendere la propria libertà. Perché «tutte le volte che si lavora per la propria libertà si lavora per la libertà di tutti e tutte le volte che si perde o si vede ridotta la propria libertà, la si perde o la si riduce per tutti». «Negli ultimi tre anni sono stati più di centomila i cristiani massacrati in spregio alla libertà di coscienza nella stragrande maggioranza dei Paesi del mondo». Possibile che la «difesa dell’omosessualità» sia » prioritaria rispetto a questo «problema concretoe alla libertà di coscienza?

mercoledì 17 luglio 2013





Dite ai giornali che l’amico italiano del “satrapo” kazako è più P. che B.

 Lluglio 17, 2013 Luigi Amicone (Tempi)
 
L’autorevole e di sinistra Der Spiegel il 13 marzo scorso ha segnalato tra «i consulenti» dell’«autocrate» non Silvio, ma i principali leader del centrosinistra europe
Sarebbe bastato leggere i giornali stranieri per porsi delle domande sulla salute dell’informazione italiana al seguito del pasticciaccio brutto combinato dai nostri apparati di polizia con la “deportatio” (termine usato dai gionali kazaki) della moglie e figlia di Mukhtar Kabulovich Ablyazov.
Per prima cosa, come racconterà sulle pagine del settimanale Tempi Fausto Biloslavo, tutto si può dire di un ricco sfondato ricercato dall’Interpol, tranne che è un “dissidente” e “capo dell’opposizione”.
Punto secondo, ciò è niente davanti alla figura da Borat che ha fatto Ezio Mauro nel suo tonitruante editoriale di lunedì e replica del martedì, in cui, per berlusconizzare il Kazakistan e chiedere le “Dimissioni, subito” del ministro Alfano, ha dovuto dipingere un Ciancimino asiatico come Solzenicyn e un padre-padrone come un Gheddafi del Cremlino. «Un satrapo che dall’età sovietica, reprimendo il dissenso, guida quel paese e le ricchezze oligarchiche del gas, che gli garantiscono amicizie e complicità interessate da parte dei più spregiudicati leader occidentali, con il putiniano Berlusconi naturalmente in prima fila».

Naturalmente ciascuno è libero di pensare quello che vuole. Però, chi glielo dice a Ezio Mauro che l’autorevole e di sinistra Der Spiegel il 13 marzo scorso ha segnalato tra «i consulenti» dell’«autocrate» non Berlusconi, ma i principali leader del centrosinistra europeo e il «former prime minister Romano Prodi», tutti «membri dell’International Advisory Board di Nazarbayev» dove «ciascuno è pagato annualmente con un fee a sette cifre»? Non è un reato. E neanche un peccato. Però non si sa mai, magari poi Borat si in cazza e berlusconizza pure il padre del Pd.