venerdì 13 settembre 2013


Domani sabato 14 febbraio 
in piazza Fratelli Bandiera
a  Falconara M.
dalle 9 alle 13

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                    REFERENDUM


mercoledì 4 settembre 2013




Si getta dal balcone a 16 anni
I familiari: è stato un incidente


Resta l'ipotesi di una reazione disperata
al matrimonio combinato con un uomo più grande


ANCONA È stata operata d'urgenza ai femori per ricomporre una frattura scomposta e poi, ieri mattina, anche alle rotule che nella caduta si è entrambe fratturata. Resta in gravi condizioni la 16enne pakistana precipitata nel tardo pomeriggio di lunedì dal balcone della sua abitazione nella zona industriale.
Nel volo nel vuoto da un'altezza circa 8 metri la ragazzina ha riportato anche un trauma cranico, che tuttavia non preoccupa troppo i medici. Ora la ragazza è ricoverata nel reparto di Rianimazione di Torrette. I medici non hanno sciolto la prognosi ma non disperano di salvarle la vita. Le prossime 48 ore saranno determinanti per capire se il decorso post operatorio procede bene.

I carabinieri della Stazione di Filottrano intanto vogliono far piena luce sull’episodio. Hanno ascoltato i familiari della ragazza nella serata di lunedì. Il padre e il fratello maggiore dell’adolescente che hanno assistito alle operazioni di soccorso dei medici dell'eliambulanza hanno negato la presenza di dissapori familiari, escludendo categoricamente di averla mai costretta a un matrimonio combinato con un connazionale.

Secondo la versione dei due, la ragazza sarebbe scivolata dopo essere salita su quel ballatoio - senza ringhiera nè muretto di protezione - che fa da copertura all'immobile e che si trova al terzo piano, adiacente ad un capannone industriale. Non ci sarebbe stato alcun gesto volontario e autolesionista, piuttosto si sarebbe trattato di un infortunio avvenuto per cause accidentali come la perdita improvvisa di equilibrio. Ma perché la giovane sarebbe salita sul quel ballatoio senza protezioni?

Il maresciallo Valeriano Mazzocco, comandante della Stazione dei carabinieri di Filottrano, si è già confrontato con i pochi testimoni per cercare di arrivare alla verità su una vicenda delicata. Si riserva, però, di ascoltare la giovane straniera non appena le condizioni psico-fisiche lo consentiranno. E allora probabilmente il giallo
sarà definitivamente risolto.

(Corriere Adriatico)


Preghiera e digiuno con il Papa
La Diocesi di Ancona si prepara



ANCONA - Papa Francesco all’Angelus di domenica ha lanciato un “grido che sale da ogni parte della terra, da ogni popolo, dal cuore di ognuno, dall’unica grande famiglia che è l’umanità, con angoscia crescente: è il grido della pace”. 

Un grido per dire: “Vogliamo che in questa nostra società, dilaniata da divisioni e da conflitti, scoppi la pace; mai più la guerra. La pace è un dono troppo prezioso, che deve essere promosso e tutelato”. Grido, ancora, che guarda alla Siria e che auspica la pace nella regione. 

Così ha indetto, per sabato 7 settembre, una veglia di digiuno e di preghiera per la pace in Piazza San Pietro - qui – “dalle 19 alle 24, ci riuniremo in preghiera e in spirito di penitenza per invocare da Dio questo grande dono per l’amata Nazione siriana e per tutte le situazioni di conflitto e di violenza nel mondo. L’umanità ha bisogno di vedere gesti di pace e di sentire parole di speranza e di pace! Chiedo a tutte le Chiese particolari che, oltre a vivere questo giorno di digiuno, organizzino qualche atto liturgico secondo questa intenzione”.

L’Arcidiocesi di Ancona Osimo accogliendo l’invito del Santo Padre e in comunione con tutta la Chiesa, per lo stesso sabato 7 settembre, dispone che in tutte le Celebrazioni Eucaristiche, in particolare in quel

le del sabato pomeriggio (prefestive) si preghi per la pace.

L’Arcivescovo sarà presente alla preghiera per la pace nella parrocchia di Santa Maria delle Grazie, ad Ancona, dalle ore 19.30. Chiunque può partecipare, tuttavia l’invito è per le persone di evangelica buona volontà e per quanti vivono esperienze ecclesiali di associazioni e movimenti. Per quanto attiene al digiuno, l’Arcivescovo ha sottolineato, che ognuno si regoli con la propria coscienza.
(Corriere Adriatico)


Ferito in una rissa al porto
clandestino finisce in carcere


ANCONA - Svolgendo accertamenti dopo la segnalazione di una violenta lite scoppiata ieri nella zona del porto ad Ancona, gli agenti della Squadra Volanti hanno arrestato K.L., 32 anni, tunisino, clandestino senza fissa dimora.
L’arresto dell’extracomunitario non è scattato per la rissa ma perchè su di lui pendeva un ordine di custodia cautelare emessa dal tribunale di Modena per danneggiamento aggravato e resistenza a pubblico ufficiale avvenuti nel maggio 2012 nel locale Centro di identificazione ed espulsione.

Al momento del fermo, avvenuto nella zona di Posatora, il trentaduenne presentava ferite da taglio superficiali guaribili in sette giorni. Agli agenti ha raccontato che gli sarebbero state procurate da uno sconosciuto durante una lite: il fatto è accaduto vicino al molo del Mandracchio e la zona, dove sono state trovate tracce di sangue, è stata transennata.

Il tunisino è stato medicato e condotto nel carcere di Montacuto. Gli agenti stanno compiendo accertamenti per rintracciare il presunto aggressore sulla base di ciò che ha riferito il tunisino.
(Corriere Adriatico)

martedì 27 agosto 2013



Siria, Fidanza: UE fermi omicidio-suicidio dell'occidente

La strategia di Obama e dei suoi alleati mediorientali ed europei sta per creare ulteriori e incalcolabili danni, dopo il nefasto sostegno alle ‘primavere’ che hanno reso Egitto, Libia e Tunisia delle polveriere in cui imperversano gruppi fondamentalisti. Siamo di fronte a un tentativo di omicidio-suicidio da parte dell'Occidente.
L'omicidio di un governo come quello di Assad che da mesi cerca di arginare le milizie qaediste inopinatamente sostenute dalla propaganda occidentale; il suicidio di chi continua ad armare gli stessi carnefici che dichiara di voler combattere, spianando la strada alle fazioni più estreme del fondamentalismo islamico. Le argomentazioni e le modalità utilizzate dal premio Nobel ‘sulla fiducia’ Barack Obama ricordano molto da vicino quelle che il suo predecessore George W. Bush utilizzò contro Saddam Hussein: le stesse accuse mai dimostrate, gli stessi probabili esiti drammatici di un conflitto più lungo e sanguinoso del previsto e di un territorio tutt'altro che pacificato. L'Europa, che anche in questo caso balbetta, impedisca questa follia. Si esprima a favore di una soluzione politica, si schieri a difesa delle comunità cristiane massacrate dai cosiddetti ‘ribelli’ e della Siria che non vuole cedere al fondamentalismo».
È quanto dichiara Carlo Fidanza, eurodeputato di Fratelli d’Italia.