sabato 8 febbraio 2014

                     

 


QUEST'ANNO MI PIACE ONORARE GLI AMICI  ESULI 

GIULIANO-DALMATI

CON IL RACCONTO DI

                            RICCARDO ADRARIO


        I ricordi!


         Da qualche anno ormai, nel mese di febbraio, si celebra in Ancona, come in altre città d'Italia, "il giorno del ricordo" per non dimenticare, appunto, quell'infausto 10 febbraio del 1947, quando, con la firma a Parigi del Trattato di pace, buona parte del territorio nazionale sul confine orientale, tutta l'Istria, con la città di Pola, le città di Fiume e Zara ci vennero strappate per consegnarle alla nascente Jugoslavia di Tito.
         La città di Trieste, in attesa di un incerto destino, venne consegnata all'Amministrazione Militare Alleata.
         Per non dimenticare, dicevo, perchè la cosa è stata lungamente, per decenni, tenuta nell'oblio e praticamente nascosta, quasi fosse, tra le altre cose, difficile spiegare all'opinione pubblica, al tempo della "vulgata resistenziale" imperante che noi, se con i vincitori della Seconda Guerra Mondiale, avevamo contribuito "enormemente" alla sconfitta della Germania nazista, se vincitori, come mai venivamo così tragicamente puniti con l'amputazione di territori e l'abbandono, al di là del filo spinato di confine, di centinaia di migliaia di connazionali.
Connazionali che, non subito (a parte nei primi momenti di confusione quando la gente fuggiva avventurosamente per mare e per boschi) e dopo aver tragicamente subito l'orrore delle FOIBE, le deportazioni, angherie e discriminazioni di ogni tipo, abbandonarono ogni avere e legame con la terra natia, per venire in Italia e poi, in parte, disperdersi in ogni angolo del mondo.

         Non fu facile: più di 300000, dalla fine della guerra e per circa 10 anni, scelsero la strada dell'esodo, ricevendo, a volte, in patria, poco benevoli accoglienze.

         Quell'infelice periodo storico io l'ho vissuto, nel passaggio dalla fanciullezza all'adolescenza e gli avvenimenti subiti mi hanno, in qualche modo, mio malgrado, segnato nel carattere.

         Il 10 febbraio di quest'anno, come ho già detto, in Ancona, il Comitato Provinciale dell'Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, ha organizzato, tra l'altro, anche una mostra fotografica con esposti numerosi pannelli illustrativi che parlavano dei diversi periodi storici e delle diverse dominazioni alle quali quelle terre erano state sottoposte. Scorrendo velocemente con lo sguardo i pannelli citati, mi sono soffermato a guardare, con particolare interesse, quello che illustrava il ritorno delle truppe italiane a Trieste il 4 novembre 1954, sì, perchè quel giorno, a Trieste, IO C'ERO!
C'ero talmente che, con profonda emozione, ho riconosciuto, al centro di una piccola fotografia, in mezzo a tanti manifestanti e alle numerose bandiere al vento di quell'indimenticabile giorno, il mio viso ventenne.

          Ero arrivato a Trieste in treno da Macerata, dove dal 1950, dopo esser partito dall'Istria con i miei genitori, ci eravamo sistemati, provenienti dal Centro Raccolta Profughi di Servigliano (AP), che era stata la nostra ultima destinazione da esuli.

         Non avendo ancora vent'anni, avevo appena conseguito (con la media dei voti più alta della mia classe) il diploma di geometra e mio padre, a conoscenza degli avvenimenti che interessavano Trieste mi indusse, e fu un gradito premio, ad affrontare quel viaggio.
Con un biglietto ferroviario A/R, rilasciatomi dal Distretto Militare di Macerata che per l'occasione era fortemente scontato (o addirittura gratuito) e con in tasca 3000 lire (a quel tempo erano una cifra) raggiunsi il giorno 3 di novembre, viaggiando in piedi tutta la notte, la città nuovamente Irredenta. Sì, Irredenta,  perchè dopo una decina d'anni in mano straniera, dopo alterne vicende, ritornava finalmente alla Madre Patria.
In città, ospitato dalla famiglia di una cugina di mia madre che aveva un figlio ventenne come me, assieme a quest'ultimo, praticamente avvolto nella bandiera tricolore, ho scorazzato per tre giorni per le vie, le piazze e i moli di Trieste tra una folla festante, inebriata e commossa che salutava e abbracciava i militari italiani, saliva sui mezzi in sfilata e sulle navi militari in porto. Soprattutto le ragazze (le mule di Trieste) con la loro prorompente giovinezza e irrefrenabile gioia, ricoprivano di baci i ragazzi in divisa.      Quanto li invidiavo!
Da un'altra foto di quel pannello si staglia la sagoma dell'Amerigo Vespucci, nave scuola della marina militare che io, quel giorno, assieme a tanti altri ho potuto visitare. 
Sfruttando la gioiosa confusione e approfittando della distrazione dei marinai di guardia, con giovanile incoscienza, mi sono arrampicato lungo le sartie dell'albero di maestra della nave cercando di salire più in alto possibile, forse per aggiungere la mia bandiera alle tantissime del "gran pavese" che già garrivano al vento, quando, con fare imperioso, il nostromo di bordo (usando il fischietto) mi impose di scendere. Dovevo retrocedere, ma la bandiera, scendendo lungo la schiena fin oltre i talloni, mi intralciò talmente la manovra che rimasi bloccato finchè un marinaio, appositamente incaricato, mi venne a liberare. Non fui nemmeno rimproverato. Quella era, evidentemente, una magica radiosa giornata.

         Mi è stato chiesto di ricordare qualche episodio della mia vita riguardante il periodo pre e dopo l'esodo. Bene!

         Non voglio rievocare episodi cruenti, che pure ci furono, ma nello spirito del "giorno del ricordo", cioè per informare gli ignari sugli accadimenti di quel tempo, mi viene in mente un fatto curioso che, nella sua banalità, è stato determinante per l'evolversi degli avvenimenti.

         Rovistavo, ancora bambino, tra le cianfrusaglie della soffitta di casa, quando, con mia grande sorpresa, rinvenivo tra le cose dimenticate un cofanetto di legno intarsiato con il coperchio in rilievo raffigurante animali misteriosi. Era, per la mia fantasia, sicuramente lo scrigno contente il tesoro di qualche antico pirata.
Lo scrigno conteneva veramente "un tesoro" che, per le circostanze storiche di allora ha, credo, influito favorevolmente su quanto accaduto più avanti.
Conservate con amorevole cura, divise in gruppi per date, nello scrigno del pirata c'erano le lettere e cartoline che, da militare, mio padre spediva alla mamma e quelle di lei in risposta ma, soprattutto, quelle lettere che, attraverso il servizio postale della Croce rossa internazionale (ah, averli oggi quei francobolli!) quasi 40 anni prima, due giovani sposi si scrivevano attraverso i fronti di guerra.

         Mio padre, fantaccino dell'Impero Austro-Ungarico, era prigioniero in Russia dove l'Impero, per ovvie ragioni (l'Italia era entrata in guerra) destinava i coscritti istriani. E allora?

         Bisogna sapere che, perduta la cittadinanza italiana con l'arrivo degli slavi in Istria, a seguito degli accordi internazionali di pace, i suoi abitanti potevano riottenerla facendo domanda di "opzione" per essa. Ma non era una cosa automatica in quanto dopo i primi momenti di facile accoglienza delle domande, le Autorità jugoslave, sorprese dall'ampiezza del fenomeno, non potevano sopportare l'esodo in massa della popolazione che avrebbe, tra l'altro, depauperato il tessuto industriale delle maestranze qualificate, indispensabili allo sviluppo del nuovo stato.
Partivano, infatti, dopo aver ottenuto l'opzione, tanti operai e tecnici delle industrie istriane.
Subentrò, quindi, una stretta nelle concessioni e molte richieste vennero respinte, vennero disposti ostacoli e ostracismi di ogni tipo per soffocare l'esodo incombente.

         Bisognava dimostrare, in maniera decisiva, di essere italiani.

         Così, dopo che la nostra domanda d'opzione si era "fermata", per la seconda volta, a Belgrado, a mio padre venne l'ispirazione di far notare, direttamente alle autorità slave, come mai due cittadini istriani che al tempo del primo conflitto mondiale, scrivendosi da fronti di guerra opposti, quando l'Istria non era ancora italiana (e men che meno slava), lo facevano esprimendosi nella loro lingua madre italiana. Quelle lettere, quindi, finirono con le relative carte bollate, in qualche cassetto del Ministero degli Interni di Belgrado e furono, quasi sicuramente, decisive al raggiungimento del nostro scopo.

         Infatti, un giorno di giugno del 1950, riuscimmo a partire per l'Italia.

         Mi chiamo ADRARIO Amato Riccardo, vado per gli 80 meno 2 (mi piace il primo numero perchè rappresenta un auspicio, per ora, poi si vedrà); sono nato in un ridente paesino di pescatori adagiato sulla costa orientale dell'Istria a 12 km circa dalla città di Abbazia, conosciuta, quest'ultima, quale importante centro turistico già dal 1800 in quanto frequentata dalla nobiltà della corte imperiale degli Asburgo. Anche il paesino, da tempo, nutriva velleità e ambizioni turistiche, oggi ampiamente conseguite.

         Un gruppo di case che, su un lato, dal molo alla montagna si addossano a salire, una sull'altra, raggiungendo il verde dei boschi, mentre altre, in fila lungo la spiaggia si espongono, al mattino, ai raggi del sole nascente.
Affacciato sul golfo di Fiume (o del Carnaro), arricchito dalla presenza alle sue spalle del Monte Maggiore (1492 s.l.m.) che, con la sua ombra lo protegge dai caldi pomeriggi estivi, un piccolo torrente che, d'inverno, poteva rivelarsi impetuoso, divideva i due gruppi di case così che la gente, scherzando, si distingueva tra quelli di qua o di là del ponte. A proposito di detto ponte, ricordo che quando giunsero gli slavi, le autorità disposero la sua demolizione perchè, si mormorava, dava fastidio in quanto somigliante a un famoso ponte di Venezia così come fu rimossa, dalla facciata del municipio (e nascosta chissà dove),  la pietra scolpita raffigurante il leone di S. Marco alato che, con la zampa sul libro aperto, ricordava il lungo dominio della Serenissima su quelle terre.

         Ricordo le brezze leggere che facevano filare veloci le barchette a vela della mia infanzia, la bora sferzante, le limpide e trasparenti acque dei miei bagni, la vita del mare. Dalla finestra della mia cameretta, ogni mattina, scoprivo, vicina e amichevole, la punta rocciosa dell'isola di Cherso rivolta verso nord e, più lontano, a est, scorgevo le vette del Velebit, facente parte delle Alpi Dinariche, già in Jugoslavia.

        
Sradicato da questo mio paradiso (che oggi si può facilmente individuare cliccando su Google la parola Valsantamarina) mi sono ritrovato improvvisamente, all'età di 15 anni, in un ambiente diverso: lontano dal mare, dai giochi abituali, dagli amici, e...
Ma perchè quelli nuovi (intendo gli amici) della Patria agognata nell'indicarmi ai loro compagni dicevano (magari senza cattiveria) : "Vedi quel ragazzino biondo?! E' uno slavo", se quelli di là nella Patria perduta, venuti da fuori, mi chiamavano, con palese disprezzo "svinja talijanska" cioè maiale italiano?

         I primi tempi, a Macerata, sono stati difficili, ma poi...

         In uno dei primi giorni di scuola (medie superiori) ci venne richiesto di imparare, a memoria, la poesia di Ugo Foscolo "A Zacinto". Poichè il mio cognome incomincia con la lettera "A" ed ero seduto al primo banco, la professoressa mi invitò a declamarla, chiamandomi in cattedra.
Cominciai: "Nè più mai toccherò le sacre sponde dove il mio corpo fanciulletto giacque, Zacinto mia, che ti specchi nell'onde del greco mar..." e , quasi senza rendermene conto,  il mio viso prese a rigarsi di lacrime. Parlavo del greco mar ma pensavo al mio che, credevo allora, non avrei mai più rivisto. Naturalmente mi sbagliavo, ma allora non si potevano prevedere, dati i tempi, i successivi eventi della Storia.
La professoressa, sorpresa e sbalordita nel vedere in lacrime quell'alunno pallido e mingherlino, com'ero a quel tempo, mi interruppe quasi subito e, senza chiedermi niente, mi rimandò al banco. Naturalmente, più tardi, informandosi sulle mie condizioni, mi prese in simpatia.

         Da quel giorno ho sempre preso 8 in italiano (che gli altri compagni si sognavano) e fu la mia silenziosa rivincita e, forse, una piccola vendetta per i torti subiti. Ma ero bravo...RICORDO!

        

        20.03.2013


giovedì 30 gennaio 2014



Dal 19 aprile e fino al 4 ottobre due nuove rotte dall’aeroporto di Ancona-Falconara, Berlino Tegel e Duesseldorf


ANCONA – Con l’orario estivo 2014 Germanwings
 
(Gruppo Lufthansa) apre due nuove rotte dall’aeroporto

 di Ancona-Falconara. Dal 19 aprile e fino al 4 ottobre 

due voli collegheranno l’aeroporto delle Marche a 

Berlino Tegel e Dusseldorf. Servite da una frequenza a 

settimana, per un totale di 60 voli, le nuove rotte 

saranno operate da un CRJ 900 da 90 posti.

(Cronache Anconetane)

Falconara, completati gli interventi per la 

sicurezza in via Clementina



FALCONARA – Prosegue senza soluzione di continuità l’attività dell’ufficio segnaletica della Polizia Municipale che sta portando avanti il percorso di potenziamento della segnaletica verticale e ritracciatura di quella orizzontale, mentre sono all’ordine del giorno una serie di interventi per incrementare la sicurezza di automobilisti e pedoni. Tra le tante incombenze che caratterizzano l’attività dei vigili urbani falconaresi si snodano infatti anche una serie di interventi, pressoché quotidiani, di manutenzione ordinaria e straordinaria, con l’intento di rendere più sicure le strade della città.
In particolare per quanto attiene la segnaletica verticale in via Clementina, nel tratto di strada compreso tra l’intersezione stradale ove è ubicato il ristorante “Prenna” e il distributore di “metano” si è provveduto infatti recentemente al completo rinnovamento dei vecchi segnali arrugginiti e/o scoloriti, ed inoltre all’installazione di uno “specchio parabolico” da 90 cm di diametro in corrispondenza della curva ubicata nei pressi dell’uscita del distributore del metano, all’installazione, sempre in corrispondenza della curva di cui al punto precedente, di alcuni “delineatori modulari di curva” per evidenziare al meglio la conformazione della strada nonché all’installazione, in ambedue i lati della strada, dei cartelli stradali di pericolo “Curva” per pre-segnalare agli utenti la presenza della curva sopra citata. Infine, nei giorni scorsi, sono stati installati in corrispondenza dello stabile sito al civico n. 5 una serie di “paletti in ferro”, distanti metri 01,20 dal margine della carreggiata, in modo da formare un “corridoio protetto” per il transito in sicurezza dei bambini-pedoni ivi residenti vista la mancanza del marciapiede.
Il commento. “L’attenzione dell’Amministrazione comunale per migliorare la segnaletica, soprattutto in direzione della sicurezza di automobilisti e cittadini. è massima e giornaliera – spiega il vicesindaco Clemente Rossi -. Molto spesso gli interventi non saltano all’occhio in maniera evidente perché si tratta di manutenzione ordinaria che ha bisogno di una costante attenzione da parte degli operai e dell’Ufficio segnaletica. Preziose sono anche le segnalazioni dei cittadini che vengono puntualmente esaminate dall’ufficio e dall’assessorato che rappresento e, nella misura in cui esse sono razionali da un punto di vista logico, ben inseribili nel quadro della viabilità comunale e anche sostenute dalla disponibilità finanziaria, vengono prontamente eseguite. A volte, apparentemente, c’è un ritardo tra quanto segnalato e le realizzazioni: occorre però tenere presente che gli interventi vanno realizzati all’interno di una programmazione ed in un quadro di economicità perché anche le aziende pubbliche devono fare i conti con l’efficienza economica. L’anno scorso possiamo annoverare oltre quattrocento interventi che vanno da quelli più piccoli a quelli più impegnativi effettuati come da programmi o, laddove necessario, in urgenza. Informo che domani 29 gennaio inizieranno i lavori di ristrutturazione e rinnovo della ringhiera e dell’imbocco del sottopasso pedonale in prossimità della stazione ferroviaria. Una pattuglia della polizia municipale sarà impegnata anche per garantire la fluidità della circolazione e la sicurezza dei pedoni. Pertanto gli automobilisti prestino la massima attenzione”.
(  Cronache  Anconetane   )

mercoledì 22 gennaio 2014

Da " IL CORRIERE ADRIATICO " e "CRONACHE ANCONETANE"

Croce Gialla di Ancona
Un solo mezzo al 118


ANCONA - Dal 1 febbraio la Croce Gialla di Ancona metterà a disposizione della centrale operativa del 118 un solo mezzo. La decisione alquanto dolorosa è stata presa dal comitato di gestione dell'associazione guidata dal Alberto Caporalini dopo l'analisi dei costi. Spiega il presidente: "Andare avanti in queste condizioni è impossibile. I rimborsi che la Regione Marche ci riconosce sono fermi al 2001, ad ogni chilometro percorso la tabella tuttora in uso stabilisce una remunerazione che non arriva a 40 centesimi. I protocolli stilati con la centrale operativa prevedono da parte nostra la disponibilità di mezzi super attrezzati in grado di far fronte a qualsiasi tipo di emergenza sanitaria si dovesse concretizzare durante il trasporto all'ospedale. Ogni ambulanza ha un costo di 90.000 euro e dopo tre anni non è più idonea per questi tipi di servizi". La decurtazione della seconda macchina a disposizione del 118 è quella in servizio tutti i giorni dalle 8 alle 20. Resta disponibile invece il primo mezzo nell'arco delle 24 ore. Una decisione clamorosa presa a malincuore con la consapevolezza che la strada intrapresa è l'unica in grado di garantire se pur in modo parziale la riduzione delle perdite. Per il momento la Croce Gialla di Ancona è l'unica associazione che ha adottato questo tipo di provvedimento nei confronti della Regione.


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Appalti truccati e corruzione
Sequestrata la Edra Ambiente

Sequestrati società e beni per 40 milioni; eseguite 45 perquisizioni


REGGIO CALABRIA - Il Comando provinciale di Reggio Calabria della Guardia di Finanza ha effettuato un'operazione che ha portato all'arresto di 16 persone nell'ambito di un'indagine su appalti truccati e corruzione. Gli arresti riguardano imprenditori, funzionari e pubblici dipendenti e sono stati eseguiti, oltre che in Calabria, in Veneto, Marche e Toscana. Contestato il reato di associazione per delinquere finalizzata alla turbata libertà degli incanti, corruzione e rivelazione di segreto d'ufficio.

L'operazione, secondo quanto riferiscono gli investigatori, ha portato alla disarticolazione di una associazione composta da imprenditori, funzionari e pubblici dipendenti. Dalle indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Reggio Calabria, è emersa l'esistenza di un cartello criminale, in grado di pilotare, a detta degli investigatori, sistematicamente l'andamento e l'aggiudicazione di numerosi appalti pubblici.

Società e beni per un valore di 40 milioni di euro sono stati sequestrati dalla Guardia di Finanza nell'ambito dell'operazione denominata "Ceralacca 2", i finanzieri hanno anche eseguito 45 perquisizioni in Calabria, Veneto, Marche e Toscana, le quattro regioni interessate dall'operazione. Disposta anche l'interdizione dall'esercizio della sua attività nei confronti di un imprenditore del quale, al momento, non sono state rese note le generalità.

L'operazione compiuta stamane è la prosecuzione dell'indagine sfociata nel marzo 2012 nell'arresto di alcuni imprenditori edili di Gioia Tauro che avevano monopolizzato gli appalti della Provincia di Reggio Calabria e della Sorical, la società per le risorse idriche calabresi.

Nella prima parte dell'inchiesta la procura di Reggio Calabria aveva accertato lo stretto collegamento tra alcuni imprenditori di Gioia Tauro, e una serie di funzionari pubblici di Reggio e di Catanzaro, con l'obiettivo di controllare tutte le gare d'appalto dei due enti. Chiunque dei funzionari pubblici si opponeva veniva preso di mira con attentati incendiari alle autovetture e minacce.

Le indagini hanno avuto inizio dopo la segnalazione di una dirigente della Stazione unica
appaltante della Provincia che notò una busta relativa ad una gara d'appalto ancora da espletare
sulla sua scrivania, anzichè essere custodita in cassaforte. L'episodio fu denunciato alla guardia
di finanza e le indagini portarono a nove arresti.

Le persone a carico delle quali sono state eseguite le ordinanze di custodia cautelare sono Francesco Bagalà, di 29 anni, di Gioia Tauro; Luca Vescio (34), di Lamezia Terme; ; Massimo Siciliano (44), di Catanzaro; Isidoro Gagliardi (45), di Crucoli; Luigi Cosentino (46), di Cosenza; Giuseppe Riccio (48), di Crotone; Giulio Ricciuto (44), di Pizzo; Pietro Salvatore Teti (50), di Soverato; Michele De Siena Clericuzio (53), di Catanzaro; Francesco Cianflone (60), di Serrastretta; Andrea Romano (47), di Antonimina; Nicola Pelle (32), di Locri; Beniamino Murdaca (34), di Locri; Marianna Montirosso (49), nata in Svizzera; Mariarosaria Barranca (46), di Melito Porto Salvo, e Francesco Mingodaro (52), di Parghelia.

Le società sequestrate, insieme al loro patrimonio aziendale, sono la Condotte srl, con sede a Serrastretta; la Gsc (Dosolo, in provincia di Mantova); la Icop (Antonimina); la Picem di Luca Vescio (Serrastretta); la Edra Ambiente (Senigallia, in provincia di Ancona); la Capillupi Enzo srl (Curtatone, in provincia di Mantova); la Adige Strade srl (Trevenzuolo, in provincia di Verona); la Astarte srl (Locri); l'impresa individuale di cui è titolare Isidoro Gagliardi, che è un ingegnere; la Costruzioni srl (Amato); la Stemag srl e la ditta individuale di cui è titolare Franco Santagada, di 49 anni, di Cosenza. L'imprenditore nei confronti del quale è stata disposta l'interdizione dall'attività è Franco Santagada.
Martedì 21 Gennaio 2014

Condannato per rapina
bloccato dai carabinieri


CASTELFIDARDO - E’ stato scovato e arrestato oggi a mezzogiorno dai carabinieri nella sua abitazione di Castelfidardo dai carabinieri in esecuzione di un ordine di carcerazione emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Macerata, un trentenne accusato di rapina e furto. Dovrà espiare la pena definitiva di un anno, 9 mesi, 7 giorni e 900 euro di multa per fatti commessi il 27 febbraio 2008 a Osimo e Porto Recanati.

Il giovane era già stato arrestato all’epoca quando era stato sorpreso, bloccato e arrestato con un complice coetaneo marocchino, entrambi fermati nella frazione osimana di Campocavallo, a bordo dell’autovettura Fiat Punto di colore grigia, mentre si allontanavano da una ditta dove avevano consumato il furto di un computer portatile ed una calcolatrice.

Perquisiti, i due marocchini erano stati trovati in possesso di arnesi da scasso ed un cellulare marca “Nokia”. Dagli accertamenti era emerso che il veicolo ed il cellulare risultavano oggetto di una rapina consumata a Porto Recanati ai danni di un giovane recanatese. Il marocchino di 30 anni condannato anche dalla Corte d’appello, è stato arrestato e accompagnato nella Casa Circondariale di Montacuto.
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Osimo, blitz in un magazzino commerciale gestito da cinesi: scoperti clandestini, abusi edilizi e rifiuti non smaltiti a norma di legge

OSIMO – Personale della Polizia di Stato del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Osimo, diretto dal V.Questore Mariella PANGRAZI, in collaborazione con la Polizia Municipale di Osimo, diretta dal Maggiore Graziano GALASSI, hanno effettuato controlli presso un grande magazzino commerciale di Osimo gestito da cittadini cinesi allo scopo di prevenire e contrastare l’immigrazione clandestina, verificare la sicurezza dei luoghi di lavoro e strutturali, nonché eventuali violazioni amministrative. Durante il controllo venivano identificati 15 cittadini cinesi in regola, in possesso di permesso di soggiorno in Italia, due dei quali venivano denunciati in stato di libertà alla competente Autorità Giudiziaria per aver violato le norme che regolano la permanenza sul territorio italiano. Inoltre si accertava che gli stessi domiciliavano in una foresteria adiacente al negozio che veniva trovata in precarie condizioni igieniche, strutturali e priva di riscaldamento; per tali motivi veniva richiesto il sopralluogo da parte dell’A.S.U.R. e del preposto Ufficio Tecnico Comunale per verificarne l’abitabilità e procedere all’ordine di ripristino dei luoghi e degli impianti. Durante le operazioni si accertava che nello stesso stabile erano in corso dei lavori di ristrutturazione che risultavano essere eseguiti senza autorizzazione e pertanto veniva denunciato in stato di libertà l’amministratore delegato della ditta proprietaria dell’immobile per il reato di abuso edilizio, nonché per il reato di gestione di deposito di rifiuti non autorizzato in quanto si rinveniva sul luogo anche una notevole quantità di rifiuti speciali. Ulteriori verifiche sono in corso da parte dell’Ufficio Tecnico Ambientale del Comune di Osimo in merito alla copertura dello stabile al fine di verificare se la stessa sia realizzata con Eternit già trattato con materiali a norma di Legge. I predetti controlli in collaborazione con la Polizia Municipale di Osimo saranno ripetuti anche nei prossimi giorni al fine di prevenire eventuali incidenti causati dalla mancanza dei requisiti di sicurezza nei posti di lavoro e negli alloggi, nonché di prevenire e reprimere il fenomeno dell’immigrazione clandestina e del suo sfruttamento.


giovedì 16 gennaio 2014



QUI   FALCONARA 

  ( UN PO' DI UTILE INFORMAZIONE, UN PO' DI NECESSARIA PUNTUALIZZAZIONE E UN PO' DI CRONACA.....)    

Mini Rata IMU 2013: istruzioni per l’adempimento


L’amministrazione comunale, in vista della scadenza prevista per il prossimo 24 gennaio per il versamento della MINI IMU ha predisposto un vademecum per l’adempimento ed inoltre per chi non avesse il computer sono a disposizione tre postazioni internet (una all’Urp e due nelle ex circoscrizioni di Via Scrima e Piazza Salvo D'Acquisto) per compilare l’F24.




Differenziata, il Comune di Falconara risponde: "Accuse infondate: ecco i dati"
Differenziata a Falconara, il Comune 

risponde: “Accuse infondate: ecco i dati”


Differenziata, il Comune di Falconara risponde: "Accuse infondate: ecco i dati"
L’Assessore Astolfi: “In riferimento alla polemica e le accuse pervenute dalle liste civiche Falconara Bene Comune e Cittadini in Comune è doveroso sottolineare ed evidenziare quanto segue”


COMUNICATO STAMPA

"In riferimento alla polemica e le accuse pervenute dalle liste civiche Falconara Bene Comune e Cittadini in Comune è doveroso sottolineare ed evidenziare quanto segue.
I livelli di costo del servizio di raccolta e smaltimento rifiuti a Falconara è sempre stato più altro di quello dei comuni limitrofi più piccoli e soprattutto rispetto a quelli non rivieraschi, inoltre nel 2009 (primo anno intero della amministrazione Brandoni) la raccolta differenziata a Falconara era solo del 21%, come mai questi dati di partenza vengono omessi da Borini & Co???
Volendo comunque pensare che la polemica non sia fine a se stessa, allora entriamo nel dettaglio dei costi degli ultimi 5 anni e delle modalità di intervento messe in atto per aumentare la frazione differenziata.

STATO DELL’ARTE

La raccolta differenziata a Falconara viene attualmente svolta sulla base del Progetto di Riorganizzazione dei Servizi di Igiene Urbana del Comune di Falconara presentato da Marche Multiservizi Falconara Srl, con nota n. 391 del 01.03.2011 e approvato dalla Giunta comunale con delibera n. 32 del 08.03.2011. Il Piano, in sintesi, prevedeva:
•        l’avvio nell’intero territorio comunale, della raccolta stradale della Frazione Organica (FORSU), e delle frazioni carta, plastica, vetro e indifferenziata con la collocazione di una batteria di contenitori, indicativamente uno ogni 70 abitanti, per un totale stimato di circa 320 punti di raccolta;
•        la distribuzione a tutte le famiglie non ancora servite, di un kit composto da una biopattumiera da  7-10 litri e da 150 sacchi anno in materiale biodegradabile;
•        l’attivazione di un servizio mirato di raccolta differenziata sulle medie e grandi attività commerciali, con riferimento alla zona CIAF;
•        la riorganizzazione del servizio di spazzamento, mediante un sistema combinato manuale e meccanico su tutto il territorio, con incremento della meccanizzazione e mantenimento del servizio manuale su alcune aree particolari;
•        l’attivazione del servizio di raccolta rifiuti ingombranti e scarti verdi gratuito per il cittadino;
•        l’avvio di un servizio di raccolta differenziata sul lungomare, mirato alle utenze ristoratrici presenti, con la creazione di micro isole ecologiche con contenitori per carta e plastica e raccolta differenziata mirata per la frazione organica;
•        l’avvio di un servizio stradale di raccolta differenziata per l’olio vegetale esausto;
•        l’istituzione della figura di ispettore ambientale.
Nel contempo è stato mantenuto il porta a porta misto a Palombina Vecchia, come già approvato con Delibera n. 64 del 17.03.2009.
Estensioni del porta a porta misto sono state poi effettuate dall’Azienda nelle zone a confine con altri Comuni (Rocca, Fiumesino, Barcaglione) dove maggiori risultavano i conferimenti da cittadini di passaggio da altri territori nei cassonetto stradali. Altre utenze domestiche con servizio mirato sono quella della zona CIAF (circa 60).
Attualmente la popolazione servita dal porta a porta ammonta a circa il 26-27% del totale.
L’applicazione del nuovo modello ha portato ad un immediato incremento della raccolta differenziata, riscontrabile fin dagli ultimi mesi dell’anno di inizio 2011.
Infatti, In termini di percentuale di raccolta differenziata si sono avuti i seguenti risultati:
2010      25,23 %
2011      32,32 %
2012      41,19 %
Nell’anno in corso, pur non avendo ancora i risultati definitivi, la percentuale dovrebbe attestarsi sul 46 %, essendo a tutto ottobre pari al 45,95% (dati parziali MMS).
In termini di costo per lo smaltimento della frazione indifferenziata ciò si è tradotto in una minor spesa nel 2012 di €100.397,29 (lordo) rispetto al 2011.
Per l’anno 2013 confrontando i dati finora a disposizione, relativi a 10 mesi, con la spesa sostenuta da gennaio a ottobre 2012, si ha un minor costo pari a € 264.958,99 (lordo). Tali costi comprendono il tributo speciale per il deposito dei rifiuti in discarica e l’addizionale del 20%, vigente dal 2010, sul tributo.
E’ evidente che se ci si spinge con il porta a porta in maniera sempre più capillare i costi di gestione e ritiro del rifiuto aumentano in maniera considerevole, senza che a ciò si traduca, in maniera proporzionale, una riduzione dei costi nel conferimento e del non pagamento delle multe. Questa previsione è stata alla base delle scelte di programmazione della raccolta di prossimità che privilegia le isole ecologiche
Questo più che raddoppiato livello di frazione differenziata negli ultimi 5 anni dal 21 al 46% senza che vi siano stati aumenti significati (ad eccezione degli adeguamenti ISTAT) della TARSU per cittadini ed imprese conferma l’ottima scelta dell’Amministrazione Comunale, che vuole contemperare l’esigenza di una tutela ambientale ottimale senza l’aggravio della tassazione sui cittadini
Il nostro obiettivo è quindi quello di raggiungere il 65% di differenziata come da legge senza che per arrivarci i cittadini debbano spendere un euro in più per la TARSU.
Da sottolineare che la TARES è costata di più rispetto al precedente TARSU per gli aggravi e le modifiche normative introdotte dalla Stato, e che non un euro di più è costato il servizio per quanto di competenza Comunale.
Comunque i progetti previsti, così come gli obiettivi prefissati, potranno essere rimodulate in funzione delle modifiche normative che dovessero giungere in materia.
A titolo di esempio, il Governo sembra voler prevedere il differimento dei termini per il raggiungimento del 65% di raccolta differenziata con contestuale revisione della materia dell’addizionale al tributo speciale di conferimento. Inoltre le indicazioni anche a livello europeo sembrano indicare che la maggiore importanza dovrà essere data non tanto alla percentuale di raccolta quanto alla percentuale di effettivo recupero. Questo proprio perché la tutela dell’ambiente non si ottiene con alti livelli di differenziazione dei rifiuti ma bassa qualità, piuttosto con elevata qualità del differenziata in maniera tale da poterlo recuperare e riciclare. Solo così si può tutelare al meglio l’ambiente senza togliere elevati soldi dalle tasche dei cittadini contribuenti.
IN CONCLUSIONE RISPEDIAMO AL MITTENTE LE ACCUSE DI INADEMPIENZA E OPPRESSIONE FISCALE VERSO I NOSTRI CITTADINI, ANZI CI PREGIAMO DI POTER DIRE DI AVERE SEMPRE IMPEDITO CHE POTESSERO ESSERE AUMENTATE I LIVELLI DI TASSAZIONE SULLA CITTADINANZA FALCONARASE."
 

L’assessore all’Ambiente
Matteo Astolfi


(ANCONA TODAY)

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Furto al centro Il Ritrovo di Falconara


Falconara (Ancona), 16 gennaio 2014 - Odioso il furto messo a segno nella notte tra martedì e mercoledì al centro ricreativo Il Ritrovo (ex Centro Qui), in via della Repubblica a Falconara, dove i ladri sono entrati forzando
con un piede di porco la porta in alluminio e, saliti negli uffici al primo piano, hanno messo tutto a soqquadro e hanno rastrellato tutti i contanti: in questi giorni sono in corso i tesseramenti e quanto versato dagli associati era custodito in cassaforte, che è stata aperta.


(RESTO DEL CARLINO)

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Castelferretti: stavano per rapinare le Poste, colpo sventato

Castelferretti: stavano per rapinare le Poste, colpo sventato

Un perfetto esempio di collaborazione tra cittadinanza e forze dell'ordine ha permesso di sventare una rapina questa mattina alle Poste di Castelferretti, in via Stazione


Castelferretti: stavano per rapinare le Poste, colpo sventato
Un perfetto esempio di collaborazione tra cittadinanza e forze dell’ordine ha permesso di sventare una rapina questa mattina alle Poste di Castelferretti, in via Stazione. A riportare la notizia è il Resto del Carlino. Poco prima delle 8 del mattino una residente ha notato tre uomini che, con indosso delle parrucche, si stavano avvicinando all’ufficio postale. La donna ha avvisato il figlio, che ha subito contattato il 112.
La prima ad intervenire è stata una pattuglia della Polizia Municipale, che si trovava in zona e si è subito precipitata sul posto. I banditi, forse avvisati da un palo, si sono subito dati alla fuga a bordo di un Suv, rinunciando al colpo.
(ANCONA TODAY)




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