giovedì 19 giugno 2014



Eventi estivi Castelferretti, 14 giugno-5 settembre 2014
Castelferretti presenta

 il palinsesto estivo: tutti gli eventi


Eventi estivi Castelferretti, 14 giugno-5 settembre 2014
Portare la famiglia al centro del cartellone estivo è il motto su cui si basa il palinsesto degli eventi da giugno a settembre stabilito dal Comune: il format è stato confermato anche quest’anno, con manifestazioni e intrattenimenti per tutti i gusti.
Assodato anche il sodalizio fra l’Amministrazione Comunale e le associazioni ACLI e PROLOCO Castelferretti, la cui organizzazione sinergica ha permesso di implementare le proposte del cartellone estivo castelfrettese, che interesserà il quartiere di Falconara, mentre la famosa “Festa della Famiglia”, si svolgerà dall’11 al 20 luglio.

Il palinsesto castelfrettese estivo si inizierà ad animare da sabato 14 giugno, a partire dalla mezzanotte, con la prima partita mondiale della Nazionale di Calcio su maxi schermo allestito presso la sala della comunità. Si proseguirà il 27 giugno con la serata Kid’s Game alle ore 21:15 in Piazza della Libertà. Atteso lo show del duo comico Lando e Dino, che si esibirà dalle 21:15 nella serata di giovedì 3 luglio.

Per quanto riguarda la “Festa della famiglia”, si partirà venerdì 11 luglio con lo storico corteo in costume per le vie del paese ed i tradizionali spettacoli medioevali. Seguiranno nello stesso week-end lo spettacolo per i bambini sabato 12 alle ore 21.15, e la Santa Messa delle ore 19:00 domenica 13 luglio. Lunedì 14 si proseguirà con i giochi in famiglia e martedì 15 sarà la volta della tradizionale cena fra i quartieri.
Mercoledì 16 la piazza castelfrettese farà da sfondo allo spettacolo a cura del campo mobile diocesano; la novità di quest’anno sarà la cena texana giovedì 17 luglio, e seguiranno balli country. Il protagonista della successiva serata, Venerdì 18 Luglio, sarà il teatro, con la commedia dialettale “Che confusiò rosina”, rappresentazione inscenata dalla compagnia teatrale “La Rama” di Monte San Vito. Sabato 19 Luglio Castelferretti scenderà in Piazza per il tradizionale Palio dei Ronchi, mentre la festa di chiusura sarà domenica 20 luglio, con la sfilata e la cena presso la Corte del Conte e spettacoli medioevali con sbandieratori, musici di Castelferretti e la Castellana di Scapezzano. 
A fare da cornice al cartellone castelfrettese, dal 12 al 20 luglio ci sarà anche la mostra fotografica presso la Sala “Pro Castelferretti”, avente per oggetto il “Passaggio del fronte”, il cui 70esimo anniversario cadrà proprio il 20 luglio. La ricorrenza verrà celebrata con un prestigioso corteo di mezzi storici a partire dalle ore 10, mentre alle ore 11 si celebrerà la Santa Messa presso il piazzale del cimitero castelfrettese.
Il 24 luglio Castelferretti si animerà con il suo corpo bandistico.
Il mese di agosto si aprirà all’insegna dei balli latino-americani nella serata di venerdì 1 agosto a partire dalle ore 21:15, mentre il 30 e il 31 agosto appuntamento con la Fiera Franca organizzata dalla Pro Castelferretti. L’estate si concluderà il giorno 5 settembre con un evento musicale di chitarra classica al quale saranno invitate la cittadinanza e tutte le associazioni, ed i commercianti.
Tutti gli eventi sono ad ingresso libero.

Per info contatti: Presidente ACLI Castelferretti Cionna Emiliano tel. 3388271928 - 0719188967.


(Ancona today)


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lunedì 9 giugno 2014


                                             Leggendo qua e là


Urbino, cade dopo 68 anni la roccaforte rossa
Gambini è il nuovo sindaco, Sgarbi assessore

Il neo primo cittadino: «Hanno vinto la democrazia e la voglia di cambiamento


URBINO - Risultato storico all’ombra dei Torricini: Maurizio Gambini è il nuovo sindaco e per la prima volta dal dopoguerra cede la roccaforte rossa con la sconfitta del centrosinistra. Gambini ha sconfitta la candidata del centrosinistra Maria Clara Muci, a cui non è bastato l’apparentamento con la lista Demitri. Decisivo per il sorpasso e per la vittoria di Gambini, l’apparentamento con Francesca Crespini. 
Maurizio Gambini è raggiante in una via Mazzini invasa di persone festanti, con corteo, brindisi e la festa come una vittoria per la Nazionale: «Un risultato che va oltre le nostre aspettative. Questo vuol dire che non solo noi ma più di quattromila urbinati sono stanchi di questa amministrazione». Francesca Crespini, futuro assessore al turismo: «Sono contenta, la lista ha riportato tutti i voti, non ne persi per strada. Gli elettori hanno approvato questa scelta, ora rimbocchiamoci le maniche».
Vittorio Sgarbi a questo punto sarà il nuovo assessore alla cultura di Urbino. Sgarbi è arrivato nella notte a Urbino ed è rimasto in contatto telefonico, durante lo spoglio, con il Verde Giuseppe Canducci. «Non ci credevo fino alla fine, pensavo che la Muci potesse recuperare nel seggio di Gadana - ha spiegato il noto critico dimostrando di conoscere ormai la situazione seggio per seggio - E’ una giornata di liberazione, come quando cadde dopo il muro di Berlino, qui il muro è il Pd, caduto dopo 68 anni E’ la vittoria della democrazia contro un partito fascista». Entusiasta anche la consigliere regionale Elisabetta Foschi: «Sono molto contenta non solo per lo scarto più ampio del previsto, ma anche per la forza e la coesione della squadra che si è creata e che lavorerà benissimo».

RISULTATI FINALI  (Il Messaggero)

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Potenza Picena, Francesco Acquaroli è sindaco, Fratelli d'Italia entra in Comune, sinistra sfrattata dopo 20 anni


Lascerà il Consiglio regionale e al suo posto entrerà Ottavio Brini (Ncd) di Civitanova. Ha battuto il renziano Fausto Cavalieri. Borroni di Fb: vittoria con 1.400 voti di scarto

POTENZA PICENA - Il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Francesco Acquaroli è il nuovo sindaco di Potenza Piocena. Il consulente finanziario di 39 anni ha battuto con 1.400 voti di scarto il democrat Fausto Cavalieri. Lo ha già annunciato su Facebook Pierpaolo Borroni: «Civitanova saluta il nuovo sindaco di Potenza Piocena Acquaroli con 1.400 voti di scarto e il 58%»

Nelle 11 sezioni scrutinate su 13, Acquaroli ha preso 3.579 (59,31%) contro i 2.455 voti di Cavalieri (40,69%).

Dopo aver staccato l’avversario di centrosinistra Fausto Cavalieri di 10 punti al primo turno Acquaroli vince il ballottaggio, che ha un significato storico per il quinto Comune del maceratese (per numero di abitanti). Potenza Picena arrivava infatti da 19 anni di amministrazione monocolore di centrosinistra. Le urne hanno detto che ora si volta pagina.

Il giovane esponente Fdi stupì tutti già nel 2010 entrando in Consiglio regionale con oltre 5mila voti. Ora arriva la vittoria alle comunali su Cavalieri, sostenuto dalle liste Pd e dalla civica Città Futura. Al candidato renziano non è stata sufficiente la campagna elettorale ventre a terra delle ultime 2 settimane. Acquaroli, sostenuto dalle liste Il Centro Destra e Centrodestra, ha potuto contare su un gruppo compatto di sostenitori soprattutto nella città alta. Potenza Picena vira decisamente a destra, considerando l’appartenenza politica del nuovo sindaco.

L'affluenza al voto al ballottaggio è stata del 53% contro il 62,3% del primo turno.

Acquaroli diventa primo cittadino di una città con oltre 15mila abitanti, carica incompatibile con quella di consigliere regionale. Le sue dimissioni dalla Regione faranno scattare un seggio per l’esperto politico civitanovese del Ncd Ottavio Brini, primo dei non eletti.
(Il Messaggero)




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Telefonini e sigarette: tutti i benefit dei clandestini

Gli ospiti dei 13 centri d’identificazione d’Italia costano 40 euro al giorno più gli extra.  

Ogni giorno un pacchetto di sigarette e una scheda telefonica da 5 euro. E poi scarpe, tuta, felpa, mutande, asciugamani, calzini, magliette, dentifricio, spazzolino, pettine, shampo e bagnoschiuma, lenzuola pulite ogni due giorni, per le federe un po’ di pazienza: tre giorni.

Sissignori, avete letto bene: sigarette e scheda telefonica. Perché si sa che i vizi, quelli, è difficile perderli. E allora, clandestini, benvenuti in uno dei 13 Cie (Centri per l’identificazione e l’espulsione, ndr) d’Italia, Paese di Bengodi che non lesina, quando si tratta d’accoglienza. Gli immigrati irregolari e gli extracomunitari "pizzicati" sul suolo italico senza uno straccio di documento valido per starci, né documenti per l’identificazione, costano allo Stato 40 euro al giorno, che per un mese fa 1200 euro, benefit esclusi: lo stipendio medio di un impiegato italiano. Quei centri che per qualcuno sono vere e proprie carceri, a guardar bene e facendo due conti costano allo Stato quanto dei residence.
Dal 2010 ad oggi, la sola prefettura di Roma, che tratta i casi di stranieri fermati in provincia, ha disposto l’accoglienza nei vari Cie della Penisola in seguito all’emissione di un decreto di espulsione, per più di 19 mila persone. Di queste ne sono stati rimpatriate appena 3.700. Ora una domanda: che fine hanno fatto i restanti 15.300 clandestini ospiti dei Cie? Presto detto. Una parte potrebbe aver richiesto e ottenuto lo status di rifugiato politico, oppure potrebbe aver lasciato il Cie per decorrenza dei termini dopo essersi appellato al primo rigetto della commissione. Sforare i 60 giorni (30 più altri 30 prorogabili dal Giudice di pace) entro cui l’Ufficio immigrazione deve reperire documenti validi per l’espatrio, è infatti la norma. Si può tornare così a scorrazzare per l’Italia con un ordine del Questore a lasciare il Paese entro 7 giorni, pena una denuncia al Giudice di pace e un’ammenda da 10 mila a 20 mila euro (Sic!). Reperire dai consolati dei Paesi di provenienza dei clandestini un titolo valido per il rimpatrio, non è solo una corsa contro il tempo, ma un braccio di ferro estenuante con i consolati stranieri che prima di riprendersi i propri concittadini ci pensano non due ma quattro volte. Per un’altra piccola parte degli stranieri ospitati nei Cie in attesa dell’identificazione potrebbero aprirsi invece le porte di un carcere italiano qualora si scoprisse che il soggetto ha precedenti penali. Ma non finisce qui. Per terminare il conto e capire che fine abbiano fatto le 15 mila e più persone rimaste nei Cie a nostre spese, bisogna provare ad immaginare il peggio. Di casi limite ce ne possono essere tanti. Uno per tutti, la fuga. Il miglior modo per darsela a gambe da un Cie è richiedere una visita medica. Il personale del Cie è costretto a inviare i soggetti in ospedale dove vengono affidati ai medici. Non trattandosi di persone in arresto, ma di ospiti, gli agenti di polizia non sono infatti tenuti a piantonarli. I medici, da parte loro, non sono tenuti a trattenerli con la forza. Ecco che la fuga dall’ospedale diventa, per chi vuole evitare il rimpatrio in estremis, un gioco da ragazzi.
Ipotizzando una permanenza media di 60 giorni nel Cie (il tempo massimo stabilito dalla legge è di 180 giorni, 5 mesi, ndr) e un costo mensile di 1600 euro, cifra tonda pasti inclusi, i clandestini trattati dalla sola Prefettura romana ci sono costati, dal 2010 ad oggi, quasi 5 milioni di euro, più di un milione l’anno. Nel solo Cie romano di Ponte Galeria, attualmente sono ospitati circa 70 uomini e 30 donne, e non ci sono altri posti. Nei 13 centri d’Italia, in questi giorni, le brande libere si contano sulle dita di una mano. Ciò significa che un clandestino per il quale è stato emesso a Roma un decreto d’espulsione, dovrà essere scortato magari a Bari o a Milano: due uomini, se non tre per i casi più "indisciplinati", e un’auto sottratta al controllo del territorio. Trasferta andata e ritorno in giornata, il «servizio navetta» di ogni residence che si rispetti.
Mat. Vin. (Il Tempo)
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I fondi neri del Mose "gestiti" dalle coop rosse


Il presidente Mazzacurati (Cnv): "Marchese (Pd) curava i 

conti della sinistra". Referente anche all’epoca dei Ds


Il «sistema» tangentizio dietro gli appalti al Mose di Venezia seguiva un doppio binario. Da una parte c’erano delle specie di «stipendi» registrati in contabilità. Dall’altra c’erano finanziamenti compiuti grazie ai «fondi neri» costituiti attraverso un giro di false fatturazioni. Un fiume di denaro sporco, come il mezzo milione di euro che finisce dritto nelle tasche di Giampietro Marchese, esponente di spicco del Pd ed ex riferimento veneto degli allora Ds, creato anche grazie alle Coop rosse.
Gli atti investigativi della Finanza, svelano un meccanismo per distribuire tangenti, dai partiti di centrodestra a quelli centrosinistra. Denaro che andava a foraggiare le tasche della politica. C’è il caso dei «contributi» a Marchese. Il capitolo è quello dedicato ai «finanziamenti in nero», «trattasi del secondo meccanismo di finanziamento scoperto, ossia finanziamenti Cvn con risorse create tramite false fatturazioni da imprese consorziate a Cvn, pagamento del Cvn delle fatture alle consorziate, retrocessione di parti di questi importi al Cvn e consegna diretta in nero da Cvn al Marchese di questi somme». Questo lo schema di come, fra il 2005 e il 2013, erano costituite le somme e poi girate nelle tasche di Marchese. Ma chi era esattamente questo personaggio della sinistra? Lo racconta Giovanni Mazzacurati, presidente del consorzio Cvn: «Una persona che curava, diciamo, i conti direi della sinistra politica, come la persona con cui dovevo parlare per metterci d’accordo sulle dazioni che fossero state necessarie». In sostanza, Marchese «era il collettore dei soldi del Cvn per la sinistra, così come Galan e Chisso lo erano per la destra». A chiarire i contorni del ruolo dell’esponente del Pd è Mazzacurati: «Erano somme in contatti…C’erano delle occasioni in cui c’era bisogno di questo, così, a seconda dei tempi». Il denaro, frutto delle false fatturazioni, faceva un giro molto particolare: «Quelli che ricevevo da Savioli (Pio, componente del consiglio direttivo del Consorzio Venezia Nuova, ndr) provenivano dalle cooperative chiamiamole di sinistra (…) c’era il Coveco…poi il Coveco aveva nel suo interno varie cooperative». Finanziare Marchese, dunque, era necessario. Perché è lui a riuscire nell’intento di far essere favorevole il Pd al progetto del Mose. I rapporti che legano Marchese con Mazzacurati, invece, sono raccontati da Federico Sutto, dirigente del Cvn: «Si sono sempre sentiti, ancora da quando lui diventa consigliere regionale, si sono conosciuti credo su Jesolo inizialmente, quando sono stati fatti i lavori su Jesolo e dopo lui diventa vice presidente del Consiglio regionale, era un po’ il referente per quanto riguarda tutta quanta l’area Ds o Pd dopo e i rapporti li tiene direttamente Mazzacurati».
Intanto Raffaele Squitieri, presidente della Corte dei conti, ha avviato un’inchiesta interna per verificare se siano state rispettate tutte le procedure di controllo compiute negli anni sul Mose. Ieri, inoltre, si sono svolti i primi interrogatori di garanzia degli arrestati. Tra i primi a sfilare davanti al gip, il sindaco di Venezia Giorgio Orsoni. Il difensore del politico ha voluto precisare che Orsoni «non ritiene che gli sia addebitabile nessun tipo di responsabilità e si propone di dimostrarlo attraverso una serie di indagini difensive».
Ivan Cimmarusti  (Il  tempo)
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domenica 25 maggio 2014


MITICO     GIOVANNI



      Bellissima giornata venerdì 23 maggio.
     Giovanni Granata la cui amicizia mi onora da 15 anni,
     è stato  premiato dal Sindaco Goffredo Brandoni 
      per il suo impegno  nella Croce Gialla di Falconara.                     Giovanni , di Somaglia in prov. di Lodi viene ogni anno               ormai da 15 anni a Falconara, dove presta servizio per                  qualche giornata alla CROCE GIALLA falconarese.

  Sacrosanta la benemerenza a Gio',ormai cittadino  falconarese   a tutti gli effetti e in senso lato! Perchè?
 Dovete sapere che Giovanni oltre ad essere milite della nostra    croce  gialla,  ama  la  spiaggia di Falconara, venera i moscioli  nostrani (col verdicchio) ed ha un  mucchio di amici con cui    parla il perfetto dialetto falconarese!

 Speriamo presto di consegnare un'altra pergamena ad  Emanuela Bassi, di Casal Pusterlengo, anche lei milite della nostra CROCE GIALLA e carissima amica

giovedì 22 maggio 2014

                                
                                        FALCONARA E NON SOLO

Tasse: Tasi decisa ad Ancona, Jesi e Falconara


Ancona, 21 maggio 2014 - Tenendo fede a una precedente scadenza, per Ancona l’applicazione dellaIuc è cosa fatta. Nonostante sia arrivata la proroga dal governo che concede alle Amministrazioni locali la possibilità di approvare le modifiche al regolamento su tasse e imposte, la giunta Mancinelli è andata dritta per la sua strada, ha applicato il massimo previsto per la Tasi (servizi indivisibili) che non comporterà un aumento però di quanto versato lo scorso anno.
Andando per ordine va innanzitutto detto che la Iuc (imposta unica comunale) non è altro che il nome che raggruppa tre differenti tipi di imposte: l’Imu che va pagata entro il 16 giugno ed entro il 16 dicembre, rispettivamente prima rata e saldo; la Tari (la vecchia Tares ovvero la tassa rifiuti) che anch’essa dovrà essere corrisposta a metà giugno e a metà dicembre; la Tasi che invece dovrà essere pagata entro il 16 settembre nella parte riferita alla prima tranche. Il salasso per i cittadini arriverà a metà dicembre quando ci sarà il saldo di Imu, Tasi e Tari. Per le tre imposte arriveranno bollettini distinti uno dall’altro e la Tasi verrà conteggiata solamente per le persone anziane "perché non siamo riusciti ancora a mettere a punto un programma differente", ha spiegato ieri l’assessore al Bilancio Fabio Fiorillo. Ci siamo affrettati ad approvare l’aliquota entro la scadenza del 23 maggio ed evitare l’applicazione delle aliquote e scadenze standard. Certo – sbuffa - se avessimo saputo prima della proroga, avremmo avuto più tempo per discutere la Tasi".
Riguardo al rincaro della Tasi, va ricordato che il Comune di Ancona insieme ad altri ha aumentato il massimale previsto portando la percentuale al 3,3 per mille con detrazioni decrescenti che non vengono applicate quando la rendita supera i 440 euro, "ma è sempre meno di quello che avremmo ottenuto facendo pagare il sei per mille sulla prima casa", aggiunge l’assessore. Per tutti gli altri immobili, l’aliquota viene posta a zero, questo fa sì che questa imposta non gravi sugli inquilini. Per l’Imu, non si modificano le aliquote sugli immobili diversi dalle prime abitazioni che erano state già poste al massimo. La Tari ricalca la vecchia Tares, rispetto al 2013, in cui i cittadini pagavano anche 30 centesimi per mq che incassava lo Stato centrale.
Maria Gloria Frattagli


                                 CIO' CHE ACCADE VICINO A NOI

Bontempi, debiti per 18 milioni
Chiesto il concordato preventivo


CAMERANO - Cala il sipario sulla Bontempi Spa, la storica azienda produttrice di arredi con sede in via Direttissima del Conero L'azienda ha presentato istanza di concordato preventivo. La procedura prevede un piano di ristrutturazione del debito di carattere prevalentemente liquidatorio, volto alla dismissione del patrimonio. La crisi che dal 2008 si è abbattuta sull’economia mondiale non ha purtroppo risparmiato una realtà un tempo solida e in crescita come l’azienda fondata nel 1963 dai fratelli Alessandro e Giancarlo Bontempi. Un impero che nell’arco di quattro decenni è arrivato a contare sei stabilimenti, tre poli produttivi e 450 persone alle dipendenze del Gruppo. L’impresa fa oggi capo all’amministratore unico Alessandro Bontempi, è interamente partecipata dalla Solage Internationaled, e svolge attività di consulenza amministrativa e gestionale anche in favore di altre due società: la Solage srl con sedi in Ancona e Manfredonia (Puglia), e la Bzb srl delle quali detiene la totalità delle quote. Debiti per 18 milioni di euro e una congiuntura economica ancora negativa costringono a chiudere l'avventura.
Mercoledì 21 Maggio 2014
(Corriere Adriatico)
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Marche, i danni per l'alluvione
superano i 366 milioni di euro


ANCONA - Ad appena due settimane dall’evento tragico di Senigallia, il presidente della Regione Marche, Gian Mario Spacca, ha trasmesso lo stato puntuale dei danni. Il maltempo dal 2 al 4 maggio che ha sconvolto le Marche e causato l’alluvione a Senigallia lascia danni stimati per un importo di 366,181 milioni di euro. Il dato è stato trasmesso al Capo del dipartimento della Protezione civile della Presidenza del Consiglio dei ministri, Franco Gabrielli. La lettera del presidente segue la richiesta dello stato di emergenza per l’intero territorio delle Marche.

Ora Spacca ha inviato a Roma le schede che riassumono il valore dei danni riscontrati, elaborate tramite le Province e i Comuni, per confermare la richiesta, “con la quale dovranno essere messe a disposizione risorse a favore della popolazione, delle imprese e degli enti locali. La rapidità e precisione nella raccolta dei dati sono determinanti per una veloce concessione dello stato di emergenza.

È per questo che la Regione, con i Comuni e le Province, si è immediatamente attivata”. Il maltempo “ha colpito, in maniera preponderante, Senigallia e alcuni comuni limitrofi, creando danni diffusi alle abitazioni, alle attività produttive e alle infrastrutture pubbliche. Per questo motivo tutte le amministrazioni locali e statali, con il supporto della Regione, sono intervenute in maniera concorde per rispristinare i luoghi colpiti e, grazie all’intenso lavoro svolto, si può dire che, negli spazi e nelle aree pubbliche, a distanza di dieci giorni, non restavano tracce del grave evento calamitoso”.

Diversa, però, è la situazione nelle abitazioni e nelle sedi delle aziende, “dove gran parte degli arredi, dell’abbigliamento, degli elettrodomestici e, per le imprese, delle materie prime, delle attrezzature e delle scorte sono stati smaltiti perché inservibili. Date tali premesse, nonostante l’impegno della Regione, delle Amministrazioni provinciali e dei Comuni, ci si trova, senza dubbio, di fronte a un evento fronteggiabile solo con mezzi e poteri straordinari. Segnalo sin da ora che l’Amministrazione pubblica competente, in via ordinaria, a coordinare gli interventi conseguenti a questo evento, successivamente alla scadenza dello stato di emergenza, è la Regione Marche”.

Nella lettera trasmessa a Roma vengono riassunti gli importi delle varie tipologie di danno riscontrate: danneggiamenti segnalati dai privati (149,271 milioni), dalle attività economiche e produttive extra agricole (60,718 milioni), interventi degli Enti locali nella situazione emergenziale (6,773 milioni), fabbisogno stimato per il ripristino del patrimonio pubblico (149,417 milioni).
Martedì 20 Maggio 2014
(Corriere Adriatico)
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Picchia una persona e scatena il Far West
Bloccato dagli agenti in piazza Ugo Bassi


ANCONA - Scene da Far West ieri pomeriggio attorno alle 18 in piazza Ugo Bassi. Un uomo sceso da un apetto carico di ferri vecchi si è adagiato nei pressi di un'aiuola. All'arrivo delle ambulanze è scattato verso un bar dove ha colpito con un pugno una persona per scatenare poi il parapiglia. E' stato bloccato da agenti delle volanti e della municipale.
Mercoledì 21 Maggio 2014
(Corriere Adriatico)