sabato 8 novembre 2014

Licenziati 114 dipendenti: sparita la «Gatto cucine»

mercoledì 5 novembre 2014



Meteo Marche, sarà giovedì la giornata più piovosa



ANCONA - Meteo Marche: sarà giovedì la giornata peggiore dell'ondata di maltempo preannunciata da diversi giorni. 

Ne dà notizia il Servizio Agrometeo della Regione Marche che ha diffuso oggi l'ultimo bollettino con le previsioni più accurate. Eccole.

PREVISIONE PER MERCOLEDI' 5
CIELO: a divenire prevalentemente nuvoloso da nord-ovest anche a dispetto dei residui di sereno previsti al mattino sulla fascia costiera.
PRECIPITAZIONI:attese nel pomeriggio-sera in discesa dall'area appenninica settentrionale.
VENTI:meridionali, in genere moderati ma con forti raffiche sia da sud-ovest sulla dorsale appenninica che da sud-est sulla fascia costiera; indebolimenti serali.
TEMPERATURE:in aumento.
ALTRI FENOMENI:foschie e locali nebbie mattutine sull'entroterra.

PREVISIONE PER GIOVEDI' 6
CIELO:da nuvoloso a molto nuvoloso.
PRECIPITAZIONI:localmente di buona regolarità ed incidenza, tendenti, nel corso della giornata, ad arretrare verso le province settentrionali; atteso poi un nuovo impulso serale a partire dall'entroterra meridionale.
VENTI:inizialmente deboli e sud-occidentali poi in rotazione oraria per disporsi dai quadranti settentrionali da dove potranno spirare con moderata intensità sulle zone costiere.
TEMPERATURE:con poche variazioni, in possibile lieve calo nei valori massimi.
ALTRI FENOMENI:foschie e locali nebbie.

PREVISIONE PER VENERDI' 7 
CIELO:ancora in prevalenza coperto con qualche dissolvimento possibile soprattutto a nord.
PRECIPITAZIONI:previste al momento di poco incidenti soprattutto sulle province meridionali.
VENTI:settentrionali, in genere poco avvertibili o al più deboli sull'entroterra, fino a moderati sulla fascia litoranea.
TEMPERATURE:in lieve diminuzione le minime.
ALTRI FENOMENI:foschie e nebbie.

PREVISIONE PER SABATO 8
CIELO: nuvoloso; dissolvimenti da nord specie in serata.
PRECIPITAZIONI: non se ne escludono soprattutto sulle province meridionali.
VENTI: nord-occidentali, da deboli a moderati fino al pomeriggio, poi a divenire trascurabili per la sera.
TEMPERATURE:stabili.
ALTRI FENOMENI:foschie e nebbie.


(  Corriere Adriatico)   

mercoledì 15 ottobre 2014







Ancona, Indesit diventa americana

Il grande supermarket Marche

di Agnese Carnevali


ANCONA - Su Indesit sventola la bandiera a stelle e strisce. Dopo trent’anni si chiude l’era della famiglia Merloni e si apre il nuovo corso con gli americani di Whirpool. Ieri il colosso statunitense degli elettrodomestici ha acquistato ufficialmente la maggioranza delle azioni del gruppo di Fabriano.

Se ne va così un altro pezzo del made in Italy marchigiano. Un’operazione da 758 milioni con cui i Merloni - Antonella, Maria Paola, Aristide e Andrea i quattro figli di Vittorio da tempo malato, e la madre Franca Carloni - dicono addio all’azienda che per trent’anni è stata il marchio di famiglia. Dimissioni irrevocabili dall’attuale Cda. Il nuovo sarà nominato in un paio di settimane.

Un addio che porta con sé ottant’anni di storia. È negli anni Trenta che Aristide Merloni fonda l’azienda, legando il suo nome alla sua terra, Fabriano, dove sorge l’azienda, che sarà ribattezzata dal figlio Vittorio, Indesit, nel 1984 quando acquisisce il marchio. Anni di espansione e di crescita. Anni in cui erano le Marche ad imporsi sul mercato. Un tempo che nell’immaginario collettivo non si sarebbe mai esaurito. Un legame quello tra la famiglia Merloni e Fabriano che si pensava destinato a durare per sempre.

Si è infranto invece sulla modernità dei tempi, la durezza della crisi e le regole della globalizzazione.
Indesit è solo l’ultimo esempio dello shopping degli stranieri nelle Marche. Prima di Indesit, Poltrona Frau, Nazareno Gabrielli, Benelli, Berloni cucine, gruppo Ferretti. Mentre sarebbero già nel mirino dei portafogli esteri Banca Marche e l’aeroporto Raffaello Sanzio.

Benvenuti nel supermarket Marche. Dalla moda ai motori, dal legno alla nautica. Il meglio del made in Italy cede alle offerte degli investitori stranieri. E dall’industria il fenomeno si allarga a banche ed infrastrutture. L’istituto di credito, sin dal nome simbolo del territorio regionale, farebbe gola agli americani e agli arabi degli Eau.

Sull’aeroporto avrebbero mostrato interesse 8 investitori, tra cui gruppi canadesi, sudamericani e nord europei. E mentre si preparano nuove operazioni di vendita, cosa rimane sul territorio? Poltrona Frau, è passata agli americani della Haworth e la Nazareno Gabrielli al gruppo libanese aggregato alla Iris Fund. A Pesaro in pochi anni hanno visto passare di mano Benelli ai cinesi di Qjian Jiang, Berloni a Corporation Hcg di Taiwan, che detiene il 94% delle azioni e Cometa. Nella nautica il 58% del gruppo Ferretti è dei cinesi Shandong Heavy Industry, che ha fatto cambiare bandiera alla pesarese Cometa e alla dorica Crn.

Ma il fenomeno ha caratterizzato anche altre realtà storiche. La Defendi di Camerano (bruciatori per fornelli), ora nella multinazionale tedesca Ego Blanc und Fisher. E poi la Sogemi di Osimo (accessori per auto) che presenta capitale lussemburghese. Ad Ascoli non dimenticano le cessioni della Carlo Erba poi Pfizer (colosso nel settore farmaceutico) agli americani e della Roland (strumenti musicali) ai giapponesi.
Mercoledì 15 Ottobre Il messaggero.it

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L PAESE IN GINOCCHIO

La sentenza dell'Istat: l'Italia non cresce dal 2011


L'istituto rivede il dato del Pil in base ai nuovi parametri: -0,3% nel 2014. Il governo rinvia alle 18 il Consiglio dei ministri sulla legge di stabilità

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Niente da fare. L'Italia, per dirla con uno slogan caro a Matteo Renzi, non "cambiaverso". Nel giorno in cui il governo dovrebbe dare il via libera alla legge di Stabilità (il consiglio dei ministri, inizialmente previsto per le 15, è stato rinviato alle 18) l'Istat certifica l'ennesimo dato negativo: il Pil del nostro Paese non cresce dal secondo trimestre del 2011. E continuerà a non crescere. 
Nel quarto trimestre 2013 il Prodotto interno lordo ricalcolato in base ai nuovi conti nazionali è negativo: -0,1%. Non va meglio nel 2014 dove, nel secondo trimestre, il Pil è diminuito dello 0,2% sul trimestre precedente e dello 0,3% su base annua. L'Italia è quindi ufficialmente in stagnazione.
 (Il Tempo)

lunedì 13 ottobre 2014



                        DISASTRO ITALIA

C’era una volta Guido (e la protezione civile)

L’efficienza di Bertolaso uccisa dalle inchieste 

L’orgoglio italiano ridotto a «un’aspirina»


L’Italia è una Repubblica (poco) democratica fondata sul capro espiatorio. Siamo così impegnati, ad ogni calamità, incidente, scandalo, a cercare le colpe, da dimenticare i rimedi per evitarne di nuovi. Così abbiamo l’alluvione di Genova, che irrompe nel 2014 con la stessa furia distruttiva del 2011. Autunno allora, autunno adesso. E via, la girandola delle accuse, modellate come plastilina contro l’avversario di turno.
Le soluzioni, dunque. Franco Gabrielli, numero uno della Protezione Civile, è stato chiaro: «La Protezione Civile è senza mezzi, è come se mi avessero mandato sul fronte con una scatola di aspirine». È tutto qui, dunque, il problema, agibilità e risorse. E il pensiero non può non andare a quegli anni spericolati del Governo Berlusconi, quando a capo del Dipartimento c’era Guido Bertolaso. Rifiuti di Napoli e il terremoto dell’Aquila. L’emergenza del sisma del 2009 diventò ferita nazional popolare, e il Paese si strinse attorno a quell’uomo che riusciva dove altri non riuscivano, celebrità (perchè lo fu, eccome) risaltata dalle occhiaie di chi, tra un vertice, un coordinamento e un nuovo campo da allestire, evidentemente dormiva pochissimo. E i risultati c’erano. La reazione dello Stato all’emergenza del sisma aquilano fu esemplare. Nel 2010, l’Ocse, per la prima volta redasse un rapporto su un sistema di protezione civile del suo complesso, il nostro. E ne sottolineò «l’efficacia di coordinamento», con il governo centrale. Proprio in quello studio, dunque, si sottolineava che l’aver collocato il Dipartimento della protezione civile sotto la diretta responsabilità del Presidente del Consiglio era garanzia delle migliori condizioni per gestire le crisi. All’Aquila si ebbe il paradigma più significativo di quella filosofia. La dimensione internazionale della Protezione Civile di Bertolaso non si fermò nelle lodi dell’Ocse. Nel Gennaio 2010 fu incaricato dal Governo di recarsi ad Haiti, colpita da un devastante terremoto, per partecipare al coordinamento delle attività di soccorso. D’altronde, anche in questo ramo a Bertolaso l’esperienza non mancava, considerando che nel 2005 un editoriale del Corriere della Sera evidenziava come l’Italia, simbolo nel mondo della disorganizzazione, nel portare il proprio contributo alle popolazioni del sud est asiatico colpite dallo Tsunami aveva dimostrato doti di efficienza molto superiori alla nordica (e per questo celebre per pianificazione) Svezia. Tutto questo grazie alla Protezione Civile. Autore dell’articolo: Mario Monti. Proprio negli anni del suo governo cominciò il progressivo depotenziamento della Protezione Civile. Figlio, ovviamente, di quel turbinio mediatico-giudiziario che colpì Bertolaso e lo portò, a fine 2010, a lasciare. Già, perchè l’Italia non ama gli uomini forti e risolutori. Per i quali la tenaglia è sempre pronta. E quella di Bertolaso fu particolarmente stringente. La sua vita e la sua missione professionale furono terremotate da indagini giudiziarie e inondate da campagne mediatiche a suon di intercettazioni, con una sfumatura di gossip. Il tutto a un passo da un provvedimento del governo per riformare la Protezione Civile, e trasformarla in Spa. Il tutto quando Berlusconi aveva annunciato la sua intenzione di nominarlo ministro. Ma si sa, in Italia va così. E le migliori intenzioni si sciolgono nella cronaca giudiziaria, che raggiunge punte paradossali come nel processo "Grandi Rischi", fondato sulla implicita convinzione di certa magistratura che in Italia i terremoti si possono anche prevedere. In questo processo, diviso in due tronconi, Guido Bertolaso è stato sottoposto ad un supplemento di indagine dopo due richieste di archiviazione della Procura della Repubblica respinte dal Gip. Questo è il risultato del "grande trauma": il principio che di fronte all’emergenza non sia più consentito agire "in emergenza", facendo prevalere la politica sulla burocrazia e accettando il rischio che per salvare vite umane e mettere in sicurezza città si possano infilare qualche sciacallo tra le pieghe di una missione nobile. E così, ora, chi deve agire ha le mani legate e niente più di una scatola di aspirine. E chi ha agito, come Bertolaso (che non ha al momento alcuna condanna), ora lo fa in altri Paesi, come Sudan ed Etiopia, dove la disperazione non aspetta, certo, un nulla osta. E noi, qui, a girare in tondo, alla ricerca di colpe mentre l’Italia crolla.
Pietro De Leo (IL TEMPO)


    NOTIZIE DALLA VALLESINA


Ex Ardo, da oggi 1.500 ​lavoratori in mobilità


ANCONA - Da oggi 1.450 lavoratori della ex Antonio Merloni sono avviati alla mobilità, cioè al licenziamento: 820 nelle fabbriche di Fabriano e del circondario, e 630 a Gaifana di Nocera Umbra. Sono gli operai non riassunti dalla J & P di Giovanni Porcarelli che, pur fra mille difficoltà (da ultimo l'annullamento dell'acquisizione di ramo d'azienda da parte della corte di Appello di Ancona) ha riassorbito 700 addetti del gruppo elettrodomestico fondato da Antonio Merloni, la più grande azienda contoterzista europea fino agli anni '80, crollata come un castello di carte sotto il peso della crisi economica, particolarmente punitiva nel settore del 'biancò, e di scelte industriali sbagliate. La ex Antonio Merloni è in amministrazione straordinaria dall'autunno del 2008, e per i dipendenti non riassunti da Porcarelli, finora protetti dalla cassa integrazione in deroga, non si vedono prospettive all'orizzonte. La mobilità durerà un anno per chi ha meno di 40 anni, due anni per i 40-50enni, tre anni per chi ha più di 50 anni. L'Accordo di programma del 2010 fra ministero dello Sviluppo economico e le Regioni Marche e Umbria che con un plafond di 35 milioni di euro avrebbe dovuto incentivare la reindustrializzazione dei due territori in crisi, è rimasto un paracadute chiuso, nonostante gli interventi regionali siano regolarmente partiti, e le Marche, ad esempio, abbiano presentato 62 progetti. Non si sono fatti avanti imprenditori intenzionati a investire, e le due Regioni e Fiom, Fim e Uilm chiedono una verifica al Mise per poter rimodulare e semplificare la parte nazionale dell'Accordo, «strozzata», sostengono, dai vincoli della legge 181. Nel Fabrianese, i nuovi ingressi in mobilità gonfiano i dati già allarmanti della disoccupazione: il 13% della popolazione, che sale al 22% se si considera esclusivamente la fascia della in età da lavoro. Un quadro cui si aggiungono le incertezze legate al contenzioso giudiziario sulla J. & P. (aperto dalle banche creditrici dell'ex Merloni) e del piano industriale della Whirlpool, la multinazionale Usa che ha acquisito il controllo della Indesit.

(Corriere Adriatico)


Un apprezzamento scatena la zuffa
Guerra tra due bande per una ragazza



FALCONARA - Due bande si affrontano in pieno giorno per una ragazza. Paura in piazza Garibaldi. Grida, urla, spintoni. Volano ceffoni e pugni. Una scazzottata in pieno giorno tra “bande” rivali, sotto gli occhi di bambini, mamme e nonni a spasso per l’affollato centro di Falconara. E’ successo poco dopo le 18 in piazza Garibaldi. La pace della domenica è stata bruscamente interrotta dagli schiamazzi che provenivano dalla piazza, in vicinanza di un bar. Due gruppi di giovani prima hanno cominciato a litigare, poi sono venuti alle mani. Solo il tempestivo intervento dei carabinieri di Falconara, sollecitati dai tanti testimoni, e poi della polizia municipale ha evitato che l’accesa lite potesse degenerare in rissa. I militari dell’Arma e i vigili hanno provveduto a fermare i giovani e identificarli.

(Corriere Adriatico)
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Rapinano un ragazzo per rubargli il cellulare e pestano a sprangate l'amico intervenuto per difenderlo



ANCONA - Uno studente di Filottrano di 22 anni è stato gravemente ferito intorno alle 5 del mattino tra sabato e domenica da un gruppo di cinque rapinatori, che lo hanno picchiato nei pressi della discoteca Miami di Monsano.

Il giovane, Francesco Ciocci, originario di Jesi ma residente a Filottrano, era accorso in aiuto di un amico, un coetaneo anche lui di Filottrano, che i cinque - sembrerebbe albanesi - avevano circondato e preso a schiaffi per derubarlo del cellulare. Attaccato a colpi di spranga e a pugni, lo studente ha avuto la peggio, riportando gravissime lesioni al volto, alla mascella e al cranio. E' grave, ma non in pericolo di vita.

(Il  Messaggero)
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I clochard dormivano ovunque
Nel cuore della notte arrivano i controlli


ANCONA - Clochard all'ospedale di Torrette. Arriva la polizia. Materassi, cuscini e coperte. Persone che dormono all'interno della cittadella ospedaliera.

Infermieri professionali e operatori sociosanitari che sempre più spesso non esitano a fornire avanzi del vitto a questi poveri disperati. Nel cuore della notte, tra sabato e domenica, il blitz della polizia contro i bivacchi.

(Corriere Adriatico)
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Maxi rissa alla stazione ferroviaria
Carabiniere a terra, quattro arresti


FANO - Quattro maghrebini, due dei quali fratelli, sono stati arrestati dai carabinieri per una rissa scoppiata davanti alla stazione ferroviaria di Fano, per motivi ancora da chiarire. I quattro erano venuti alle mani, con un gruppo di connazionali che li incitava e che ha reagito all'arrivo di una pattuglia dei carabinieri, uno dei quali è stato spinto a terra da uno dei litiganti, che voleva colpire l'avversario. I militari non si sono fatti intimidire, ma solo l'arrivo di rinforzi, una pattuglia da Marotta e una dei vigili urbani di Fano, ha fatto disperdere il pubblico.

I quattro maghrebini sono stati bloccati e ammanettati, uno di loro, con il volto tumefatto e insanguinato ha perso due incisivi: portato al pronto soccorso, guarirà in dieci giorni. I due fratelli, rispettivamente di 39 e di 44 anni, già noti alle forze di polizia per reati contro la persona e sottoposti all'obbligo di firma, erano entrati in colluttazione con un quarantenne e n quarantaduenne, cognati, anche loro con precedenti penali. Saranno tutti processati per direttissima domani.

(Corriere Adriatico)
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Tariffe, aumenta di 10 centesimi
il biglietto per la corsa semplice


ANCONA - Il Comune di Ancona viaggia verso l'aumento del biglietto del bus. Si tratta della tariffa urbana per l'utilizzo dei mezzi Conerobus. La decisione non è ancora presa dalla giunta, ma arriverà a giorni. Intervenendo ieri alla Tenda democratica in piazza Cavour il sindaco Valeria Mancinelli ha confermato la rimodulazione delle tariffe urbane, annunciando che la manovra prevede tra l’altro l’aumento del biglietto semplice di 10 centesimi. Si allunga la durata temporale per l'utilizzo del ticket.

(Corriere Adriatico)
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I malviventi inseguiti da due clienti
Recuperata la cassettina con 200 euro


JESI - Entrano al Pergolesi Enocaffè e rubano la cassetta con 200 euro di offerte per l'Associazione Italiana per la lotta alle Leucemie. E' successo sabato pomeriggio. I due ladri algerini hanno approfittato di un attimo di tranquillità e del cambio turno tra i soci del locale e hanno arraffato il contenitore. La prontezza di due clienti ha permesso il recupero del contenitore. I malviventi sono stati rincorsi fin quasi a Porta Valle e poi si sono dileguati a mani vuote. Gli agenti del Commissariato di Jesi hanno raccolto denuncia ed elementi per l'identikit.

(Corriere Adriatico)