venerdì 12 gennaio 2018

Puzze e torcia, i lavoratori difendono la Raffineria: «Fanno campagna elettorale sulla nostra pelle»

Puzze e torcia, i lavoratori difendono la Raffineria: «Fanno campagna elettorale sulla nostra pelle»

La Rsu dell'Api interviene contro il tam tam dei social network che tende ad associare i fenomeni odorigeni con l'attività del petrolchimico: «I politici mascherano pochezza di contenuti»


Puzze e torcia, i lavoratori difendono la Raffineria: «Fanno campagna elettorale sulla nostra pelle»
Non siamo interessati a interpretare il ruolo di ostaggi di una campagna elettorale che cerca di mascherare la pochezza ddi proposte e contenuti con falsi accadimenti funzionali a polemiche per il proprio tornaconto». Firmato, nero su bianco, dalle rappresentanze sindacali della Raffineria Api. I lavoratori dicono la loro dopo il tam tam mediatico che, soprattutto sui social network, ha puntato il dito sul petrolchimico rispetto alle due notti di aria irrespirabile avvertita in diversi punti della città. Un fine settimana, la scorsa, con il numero verde per le emergenze ambientali allertato più volte, la polizia municipale a incontrare direttamente i cittadini nei loro appartamenti per raccogliere le segnalazioni e l'Arpam in azione. Arpam e Municipale si sono anche presentati ai cancelli della Raffineria per richiedere la documentazione sulle emissioni nelle nottate in questione.
«Vogliamo esprimere rabbia e indignazione – sbottano i lavoratori – perché nonostante i controlli puntuali ed immediati degli enti a fugare le preoccupazioni si è voluto fare polemica anche sulla visibilità del vapore e della torcia resa tale dall’avvio delle operazioni di manutenzione e comunicate in precedenza a tutti gli interessati. Tutto ciò si rivela come specchio evidente di una campagna di disinformazione e calunnia che nella sua gravità mina a destabilizzare la serenità e la tranquillità dei lavoratori durante un periodo importantissimo per tutto il sito in coincidenza con la fermata impianti per l’esecuzione della manutenzione generale».
Secondo la Rsu, prosegue il comunicato «accusare i lavoratori che si guadagnano da vivere in stabilimenti impattanti ma necessari e criminalizzarli è divenuto oramai lo sport nazionale da cui certa politica locale non si discosta. I lavoratori però dicono no, rivendicando la bontà dell’ operato, della sorveglianza e del vivere il lavoro in maniera seria e corretta. I lavoratori, per larga parte residenti con le proprie famiglie a Falconara e zone limitrofe, operano sempre in conformità alle normative vigenti ed alle procedure interne garantendo sempre la sicurezza, il rispetto della salute e dell’ambiente sia all’interno che all’esterno del sito. La rsu continuerà nella missione di sempre: difendere il lavoro, vigilare sulle operazioni e sulla gestione degli impianti e sarà come sempre in prima linea nella difesa della salute dei lavoratori, ma sarà anche altrettanto dura ed intransigente contro chi, strumentalmente, si accanisce contro le nostre maestranze».
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M.Catalani


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venerdì 5 gennaio 2018

Un nuovo mezzo di trasporto per anziani e disabili, consegnate le chiavi alla Polis

Un nuovo mezzo di trasporto per anziani e disabili, consegnate le chiavi alla Polis

Da sempre la Polis si occupa di aiutare le famiglie in difficoltà su tutto il territorio, le quali hanno un disabile o un anziano bisognosi di assistenza
Un nuovo mezzo di trasporto per anziani e disabili, consegnate le chiavi alla Polis
i è tenuta venerdì 22 dicembre la cerimonia di consegna, con tanto di taglio del nastro, per l’inaugurazione del nuovo mezzo di trasporto per i cittadini di Falconara. In questa occasione i “Progetti del Cuore”, rendono disponibile un nuovo mezzo di trasporto per anziani e disabili volto a garantire ai cittadini il servizio di trasporto sociale gratuito per una durata di quattro anni, durante i quali il servizio sarà estito in maniera integrale: dall’allestimento del mezzo per il trasporto disabili, alla gestione delle spese, come ad esempio l’assicurazione compresa di copertura casco. Quest’anno a ricevere il mezzo sarà la Polis di Falconara che avrà a disposizione un Fiat Doblò attrezzato.
Da sempre la Polis si occupa di aiutare le famiglie in difficoltà su tutto il territorio, le quali hanno un disabile o un anziano bisognosi di assistenza. All’inaugurazione, per festeggiare l’arrivo del mezzo, erano presenti i responsabili del progetto, le famiglie degi futuri utenti del trasporto e i presidenti di Polis, che hanno avuto il piacere di ringraziare le attività che hanno reso possibile il progetto, mettendo il proprio logo sulla carrozzeria del mezzo. «Avere un mezzo attrezzato per il trasporto dei nostri cittadini bisognosi è uno strumento eccezionale - specifica il dirigente Enzo Criscione durante la cerimonia - che ci permette di dare risposta alle nostre tante esigenze. Ci occupiamo da sempre di coloro che hanno disabilità, in particolare adulti e anziani, i quali a volte non sono autosufficienti e necessitano di un aiuto, soprattutto negli spostamenti. La nostra assistenza che prevede il trasporto dai rispettivi domicili, fino alle strutture di cura e di degenza trasporti per le visite mediche o esami specialistici, trasferimenti verso le case di riposo o per qualsiasi altra necessità personale. Tutti questi servizi sono fondamentali per sostenere le famiglie in difficoltà, e il mezzo, con i suoi molti viaggi giornalieri, diventa uno strumento irrinunciabile per poterli effettuare».
A sostenere il progetto anche Annalisa Minetti, che aveva presentato l’iniziativa all’inizio nell’ambito dei “Progetti del Cuore” per cui: «La mia esperienza personale mi ha resa particolarmente sensibile a tutte le iniziative con cui si cerca di migliorare la vita dei cittadini diversamente abili, al punto di avermi guidato verso i “Progetti del Cuore” come quello che si sta portando avanti a Falconara: la vocazione di questa iniziativa è di contribuire a risolvere il problema, sempre più stringente per l’Amministrazione pubblica e per le associazioni di volontariato, della destinazione di fondi per l’acquisto di mezzi da trasformare e adibire al trasporto dei cittadini con disabilità o ridotta capacità motoria». 


martedì 26 dicembre 2017

Don Leo, folla all'addio e ultima notte a San Giuseppe prima della sepoltura

Don Leo, folla all'addio e ultima notte a San Giuseppe prima della sepoltura


Cimitero chiuso per Santo Stefano, la tumulazione è rinviata. Chiesa stracolma, molti assistono alla funzione dal maxischermo



Don Leo, folla all'addio e ultima notte a San Giuseppe prima della sepoltura
L'ultimo saluto della sua comunità. E l'ultima notte da passare nella "sua" San Giuseppe. La salma di don Leo sarà sepolta solo domani, mercoledì 27 dicembre, nel cimitero di Falconara. Appuntamento alle 9.30 al camposanto cittadino, chiuso oggi per Santo Stefano, e feretro ancora in chiesa che resterà aperta ben oltre le esequie. Palombina Vecchia si è fermata oggi, martedì 26, giorno di Santo Stefano, per il funerale di don Leonida Fabietti, il parroco fondatore della chiesa di via Italia a Palombina Vecchia. Con la chiesa stracolma è stato necessario, per consentire a tutti di seguire la funzione, allestire un maxi schermo nella palestra di via Goito. Tanti e commossi i ricordi che hanno affiancato il rito funebre celebrato dal vescovo Angelo Spina: degli scout, del Masci, dei gruppi pastorali, dell'Azione Cattolica, del volontariato parrocchiale. Prete costruttore, lo definisce don Valter Pierini, attuale parroco cresciuto proprio nella parrocchia del Rosario quando il giovane don Leo era vice di monsignor Bernardo Baldoni, don Baldò, come lo chiamano tuttora affettuosamente i falconaresi. «Vale la pena di ricordare che nel 1995 don Leo ha ristrutturato e inagurato la casa per ferie e i campi scuola di Santa Maria di Loreto a Barcaglione, restaurando nel 2000 la chiesetta annessa. Nel 2001 ha acquistato e ristrutturato un'altra casa per ferie a Piedilama. L'intera vita di don Leo è stata dedicata con grande passione all'educazione cristiana dei bambini, dei ragazzi, dei giovani». 
Monsignor Spina non ha fatto in tempo a conoscerlo. Il porporato, durante l'omelia, si è detto comunque colpito dalla figura del Don per aver letto in anteprima, visto che dovrà curarne la prefazione, il libro che la parrocchia sta preparando per i 50 anni dalla sua fondazione. Storia che è poi la biografia di don Leo visti i decenni spesi per erigere quello che è diventato, nel tempo, il punto di riferimento del quartiere più  popoloso della città. «Ha voluto fortemente questa parrocchia quando qui c'erano poche case – lo ha ricordato il sindaco Goffredo Brandoni – Don Leo è stato un faro e un approdo sicuro. Quando il mare è in burrasca approdare è più difficile. Don Leo ha fatto approdare tante persone con problemi. Ha fatto crescere la sua comunità. Gli sono grato. Ricordo quando era interlocutore di noi ragazzi che giocavamo nel campetto del Rosario perché era difficile parlare con don Baldoni. Non avevamo il coraggio di affrontarlo e così andavamo da don Leo. Ci siamo persi di vista e poi l'ho incontrato nuovamente quando sono diventato sindaco. Mentre io gli davo del lei per rispetto dell'abito che portava, lui mi chiamava Goffredo. Quando però si rivolgeva a me appellandomi "sindaco" capivo immediatamente che era perché mi voleva tirare le orecchie. Qualche volta ho modificato alcune decisioni dopo aver parlato con lui perché ha saputo farmi vedere l'aspetto cristiano del problema». Dopo la benedizione i fedeli si sono radunati al cospetto del feretro, ornato dalla stola sacerdotale. Al suo fianco i fazzolettoni scout del Falconara 2 e del Masci. Tutt'attorno una folla commossa e, ora, più povera.
M.Catalani
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venerdì 22 dicembre 2017













BUON       NATALE


E


FELICE      ANNO      NUOVO

martedì 19 dicembre 2017

Falsa identità, droga e furti: aumentano i controlli. Denunciate tre persone

Falsa identità, droga e furti: aumentano i controlli. Denunciate tre persone

Controlli da parte dei Carabinieri su tutto il territorio. Tre le persone che sono state denunciate. Queste in dettaglio le operazioni dei militari



Falsa identità, droga e furti: aumentano i controlli. Denunciate tre persone
Controlli nelle ultime ore su tutto il territorio di Falconara da parte dei Carabinieri. Tre le persone che sono state denunciate. Queste in dettaglio le operazioni dei militari.
Un cittadino nigeriano di 26 anni, residente a Jesi è stato denunciato per resistenza e falsa attestazione di identità a un pubblico ufficiale. L'uomo è stato rintracciato in seguito alla segnalazione di un’anziana signora che aveva richiesto l’intervento dei militari a causa della presenza di un individuo che le stava bussando petutamente al campanello della sua abitazione. All’arrivo dei Carabinieri il 26enne ha tentato la fuga ma è stato bloccato poco dopo sprovvisto di documenti ed in forte stato di agitazione. In seguito alle false dichiarazioni fornite sulla sua identità ed alle ripetute resistenze ai Carabinieri, è stato accompagnato in caserma e quindi denunciato per resistenza e falsa attestazione di identità a un pubblico ufficiale.
 
La seconda operazione ha visto protagonista un italiano di 52 anni, denunciato per possesso ingiustificato di chiavi alterate e grimaldelli. L’uomo con all’attivo svariati reati contro il patrimonio, non ha saputo giustificare il possesso di alcuni utensili da lavoro, rinvenuti dai militari nel vano porta oggetti dell’auto, in seguito ad una perquisizione operata sul posto.
 
Infine a Falconara, un uomo di 37 anni, di origine anconetane ma residente in città, è stato denunciato per porto ingiustificato di armi od oggetti atti ad offendere e detenzione di sostanza stupefacente finalizzata all’uso personale. L’uomo, fermato ad un posto di controllo a bordo della sua auto, è stato stato sorpreso in possesso di un coltello a serramanico di notevoli dimensioni e di una dose di hashish.
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