sabato 3 gennaio 2009

Adescava un viado, multato il primo dell'anno





Dal Carlino del 3 Gennaio


Voleva festeggiare l'arrivo del nuovo anno regalandosi un'ora di sesso a pagamento con un viado, si e' ritrovato con in mano una sanzione salata da 300 euro comminatagli dalla polizia locale di Falconara. E' cominciato proprio male l'anno per un marchigiano arrivato nel territorio falconarese in cerca di svago a luci rosse, finito invece tra le braccia di una pattuglia dei vigili urbani di Falconara, guidata dal comandante Stefano Martelli ed impegnata in una serie di controlli per tutta la lunga notte di San Silvestro. L'uomo, residente fuori provincia, e' stato intercettato in via Clementina mentre contrattava una prestazione sessuale con un trans; all'arrivo dell'auto di pattuglia, avvicinatasi con i lampeggianti accesi, il viado coperto da un lungo cappotto, e' fuggito tra i campi ma per l'incauto cliente non c'e' stata possibilita' di fuga. Cosi', il primo verbale del 2009 stilato dal Comando falconarese (a San Silvestro i vigili sono rimasti in servizio fino alle 4 del mattino) rigurda il contrasto alla prostituzione: nonostante il fenomeno sia notevolmente scemato, restano infatti alcune sacche di recrudescenza, che i vigili urbani di Falconara stanno combattendo con controlli e sanzizoni. Per tutto il periodo a cavallo di San Silvestro, sono inoltre proseguiti i controlli contro la vendita illegale e l'utilizzo dei giochi pirici. I vigili urbani hanno passato al setaccio i punti vendita del territorio, senza tralasciare quelli gestiti da stranieri (una senalazione diramata a livello nazionale puntava l'attenzione sui negozi cinesi) ma in tutti gli esercizi falconaresi non sono state riscontrate irregolarita'.
Quello che Napolitano avrebbe dovuto assolutamente dire ma non ha detto











Napolitano: plauso unanime, ma con letture diverse. Così hanno aperto i notiziari stanchi e assonnati del primo giorno dell’anno, a commento del discorso del Presidente Giorgio Napolitano, rivolto agli italiani la notte di san Silvestro.
Una sintesi tanto perfetta quanto deprimente. Nella sua illogicità e incoerenza semantica, una sintesi nella quale sta tutta l’inutilità di questo rito annuale che si ripete con annosa insistenza (con la sola eccezione dell’ultimo Cossiga) sempre gli stessi contenuti: l’intangibilità della Carta Costituzionale (scritta da uomini nati nella seconda metà del 1800!), l’unità della nazione (magari!), le riforme (ovviamente condivise), la pace sempre e comunque (anche quando ti arrivano due razzi Qassam in cucina all’ora di pranzo), l’Europa (ma quale, ma dove)….
Il giorno successivo i plausi sono sempre unanimi e le letture sempre diverse, come sono sempre gli stessi, dopo la befana, i veti, i distinguo, le riforme non fatte, per difendere questa o quella rendita. Insomma un’ inutile cerimonia per santificare il politicamente corretto e per far sì che nulla cambi.Nella mia risaputa, smisurata ed immodesta arroganza, ecco che cosa mi sarei aspettato dal discorso di Napolitano, seguendone i punti da lui toccati.Sul Medio Oriente avrei semplicemente citato l’articolo 7 della carta costitutiva di Hamas: « [...]Il Profeta – le benedizioni e la salvezza di Allah siano su di Lui – dichiarò: “L’Ultimo Giorno non verrà finché tutti i musulmani non combatteranno contro gli ebrei, e i musulmani non li uccideranno, e fino a quando gli ebrei si nasconderanno dietro una pietra o un albero, e la pietra o l’albero diranno: 'O musulmano, o servo di Allah, c’è un ebreo nascosto dietro di me – vieni e uccidilo; ma l’albero di Gharqad non lo dirà, perché è l’albero degli ebrei”». Hamas è un gruppo terroristico che vuole la distruzione d’Israele e che sta riducendo alla fame i Palestinesi della Striscia di Gaza e, caro D’Alema (lo statista che ama passeggiare a braccetto con i capi Hezbollah a Beirut), tanto basta per dare a Israele il diritto di difendersi. Finché questo punto non sarà chiarito, nessuna pace è possibile in Medio Oriente, finché i regimi autoritari d’Iran e Siria continueranno a rifornire di armi Hamas ed Hezbollah, nessuna pace è realistica. Vogliamo dire, o no, che noi in Occidente, scegliamo l’unico Stato democratico del Medio Oriente e siamo contro i terroristi e i dittatori!?
Su tutt’altro argomento, la crisi economica, Napolitano non ha pronunciato l’unica parola determinante in questo momento: ottimismo. Ottimismo perché il fondo è stato toccato, perché Wall Steet non può crollare un giorno si e uno no, come invece dicono i telegiornali, perché per la prima volta dal 1959 i prezzi diminuiscono (siamo in deflazione, qualcuno lo dica alla BCE!) e non solo i prezzi dei beni di consumo, ma anche quelli delle case, dell’energia, della benzina, dei mutui. Ciò lo sintetizza l’Isae, che ogni mese pubblica la percentuale delle famiglie in difficoltà (che sono cioè costrette a fare debiti o ad intaccare i risparmi): l’ultimo dato mensile disponibile al 13 dicembre scorso ci dice che la percentuale è scesa al 15,3% dal 20% del primo semestre dell’anno. Insomma aumenta il potere d’acquisto delle famiglie. Qualcuno lo dica, per favore.
E’ vero tuttavia che il reale problema è mantenere il reddito, il posto di lavoro, ma su questo il Presidente avrebbe dovuto pronunciare un’altra semplice parolina: liberalizzazioni, lasciar che le imprese facciano il loro mestiere senza lacci o lacciuoli, liberi e responsabili nella loro capacità di rischiare, competere e creare benessere e posti di lavoro.
Questo ultimo passaggio inevitabilmente introduce il terzo grande tema affrontato da Napolitano, le riforme. Per fare le riforme, dice il Presidente, è necessario che esse siano condivise (ma avrebbe sicuramente voluto dire concertate), che le forze politiche facciano uno sforzo di impegno comune per l’interesse pubblico e via con la solita retorica del dialogo.
No, Presidente, per fare le riforme ci vogliono solo (!) due semplici condizioni, la legittimazione degli elettori e il coraggio. Era sufficiente dire, dialogate il meno possibile ma abbiate coraggio, fatele queste benedette riforme, fregatevene delle caste e delle rendite, dei no-Tav e di tutti quelli che semplicemente difendono interessi particolari, ridate a questo Paese le condizioni per volare.
Caro Presidente Napolitano, non basta citare Roosevelt per essere Roosevelt.Buon anno a Lei e a tutti i lettori.


Da L'Occidentale

venerdì 2 gennaio 2009

Il "boss" gestiva la prostituzione dalla Romania, preso


Dal Carlino del 2 Gennaio

Dalla Romania ordinava, dava indicazioni su come e dove far prostituire le ragazze. Servendosi, secondo l'accusa dell'intermediazione di Guido Spinelli e della sapiente regia sul campo di Marinela Andromache, una prostituta romena, Florin Daniel Cucianu metteva anche in guardia dai pericoli. Gran conoscitore delle normative, forniva indicazioni precise telefonicamente ai suoi collaboratori su come comportarsi per evitare di essere cacciati dall'Italia. Cucianu e' stato arrestato in Romania dai carabinieri del reparto operativo diretti dal col Luciano Ricciardi, in collaborazione con l'Interpol. Secondo gli investigatori teneva le fila di un traffico di prostitute sue connazionali nella zona tra Falconara e Montemarciano. Si tratta di un filone scaturito dall'inchesta che aveva portato all'arresto dell'ispettore di polizia Domenico Gioia, 50 anni, ora agli arresti domiciliari. Il romeno, su cui pendeva un mandato d'arresto europeo, 39 anni, e' stato gia' estradato in Italia. Ora si trova nel carcere di Rebibbia a disposizione dell'autorita' giudiziaria di Ancona. Cucianu e' accusato di aver gestito alcune ragazze romene - tre quelle identificate, ma secondo i carabinieri sono molte di piu' - standosene tranquillamente in Romania, da dove teneva contatti con due suoi presunti complici: Guido Spinelli, 38 anni, e la romena Marilena Andronache. La donna era stata arrestata proprio da Gioia per sfruttamento della prostituzione. Dalle indagini e' emerso che a Cucianu bastava telefonare alle ragazze per metterle in riga, e se non le trovava, per loro erano pesanti minacce. In soli 2 mesi, attraverso la Western Union, il romeno avrebbe ricevuto dall'italia 18 mila euro, provento dell'attivita' di prostituzione svolta dalle sue ragazze in quel breve periodo di tempo. Particolare curioso, l'uomo era un fine conoscitore delle piu' recenti norme in materia di contrasto alla prostituzione, tando da essere considerato una sorta di "consulente giuridico" per i suoi complici in Italia. Per lui, invece, il posto di comando era la Romania, da cui si e' spostato solo due tre volte per controllare i suoi interessi nel nostro Paese. L'accusa a suo carico e' di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione, anche come reato associativo.
La polemica
Casagrande: Nessuna discriminazione verso il Comune"



Dal Carlino del 2 Gennaio

"Mi stupiscono le dichiarazioni del sindaco Goffredo Brandoni, all'indomani del rinvio di una pratica che, come spesso accade quando la scadenza non e' imminente (e in questo caso e' a marzo), viene solo rinviata su richiesta di approfondimento". Cosi' Patrizia Casagrande, presidente della Provincia di Ancona, risponde al sindaco di Falconara, che aveva interpretato la sospensione dell'iter sulla Variante di Castelferretti come una strumentalizzazione politica. "La Provincia - continua la presidente - non esercita alcuna discriminazione nei confronti di Falconara, ne' del suo strumento urbanistico. Come il sindaco Brandoni gia' sa l'esame della pratica e' solo stato rinviato alla prossima giunta utile. Il lavoro del settore urbanistica e del Ctp e' conscluso e consentira' alla giunta di espreimere il parere di conformita', l'unico che la Provincia possa esprimere, contrariamente a quanto accadeva in passato quando era il Consiglio provinciale ad approvare attraverso il voto". Il messaggio si conclude con i "piu' distesi auguri al sindaco Brandoni", che ha davanti a se' "un nuovo anno molto impegnativo".
Una ragazza rom cambia il cognome: troppi pregiudizi


Dal Carlino del 2 Gennaio

Con l'inizio del 2009, spera in una vita migliore grazie a un nuovo cognome: Romina Spinelli, 18 anni appena compiuti, ha deciso di abbandonare il cognome paterno per adottare quello della madre, ed evitare cosi' che i preconcetti sulle sue origini le impediscano di condurre una vita normale. Troppo scomodo il cognome Spinelli, che a Falconara e' ormai chiaramente legato alla comunita' rom e quindi genera diffidenza e pregiudizi, creando una barriera che ostacola l'inserimento sociale e lavorativo. Cosi', assistita da un legale, Romina ha scritto alla Prefettura di Ancona, che ha accolto positivamente la sua richiesta: "L'istanza - scrive nella sua risposta il viceprefetto Raffaele Ognissanti - merita di essere presa in considerazione, a causa della connotazione negativa che il cognome Spinelli ha nel contesto socio-ambientale, per essere lo stesso rilevatore dell'appartenenza all'omonimo gruppo etnico rom". L'iter burocratico per il cambio di cognome e' arrivato ora alle battute finali: la richiesta e' stata pubblicata all'albo pretorio del Comune e se entro il 5 gennaio nessuno si fara' avanti per presentare obiezioni, il procedimento sara' perfezionato. Per la comunita' rom di Falconara, quella di Romina Spinelli e' la terza richiesta di cambio di cognome e le domande sono state avanzate tutte dai figli di Umberto Spinelli, che pure e' il punto di riferimento del gruppo rom residente ormai da anni nel territorio; l'ultima domanda era stata inoltrata alla Prefettura due anni fa dal fratello maggiore di Romina, Guerrino Spinelli, che aveva deciso ugualmente di adottare il cognome della madre, meno conosciuto e quindi non riconducibile al gruppo etnico rom, dopo aver constatato l'impossibilita' di trovare un lavoro stabile.