mercoledì 3 settembre 2008

Arrestato spacciatore insospettabile


FALCONARA Un altro studente-spacciatore in manette, il giro di vite sul traffico di droga a Falconara non si ferma. Lunedì intorno alle 21.30. S.G., studente di Montemarciano incensurato di appena venti anni, è stato fermato dai Carabinieri di Falconara per un normale controllo. Il ragazzo è subito apparso nervoso, così i militari lo hanno perquisito, trovando nelle sue tasche tre grammi di hashish. Inevitabilmente a quel punto è scatta anche la perquisizione nell’abitazione del giovane. Risultato: nella camera da letto del giovane gli uomini del comandante Matteo Demartis hanno trovato altri cento grammi di hashish. Oltre alla droga, il giovane nascondeva in casa anche dei “kit” per la distribuzione e la vendita delle dosi ai compratori, probabilmente suoi coetanei. S.G. è stato subito arrestato e ora è in attesa della convalida da parte del giudice. L'arresto del ragazzo è solo l'ultimo atto della lotta per stroncare il mercato della droga tra i giovanissimi della città. Solo questa estate, infatti, i giovani finiti in manette per spaccio di stupefacenti sono stati diversi. Come, ad esempio, Luca G, studente diciannovenne di Chiaravalle fermato il 9 giugno scorso con addosso circa dieci grammi di cocaina. Prima, verso la fine di maggio, un altro studente falconarese di venti anni era stato arrestato sotto gli occhi increduli dei genitori poiché trovato in possesso di tredici pasticche di anfetamina e dieci grammi di hashish. E nella stessa giornata erano stati stati denunciati anche un ventiquattrenne e due diciassettenni trovati con cinque grammi di hashish all’interno del parco Kennedy.

L'Europa di Sarkò e Berlusconi
Dialogo e nessuna rottura con Mosca.


Ma la Georgia non si tocca




Tratto da "l'Occidentale"

Era un vicolo stretto quello che si è trovata a percorrere l’Unione europea nel vertice straordinario sulla questione russo-georgiana del primo settembre 2008. Da un lato, infatti, alto era il rischio di chiudere la partita con un nulla di fatto, che avrebbe portato a parlare di irrilevanza europea ed incapacità di incidere nelle crisi che ne minacciano i confini. Dall’altro lato poi, più che concreta era la possibilità che in sede di Consiglio europeo si arrivasse alla rottura o che perlomeno i malumori e le ansie, in gran parte giustificate, dei Paesi dell’est si tramutassero in bellicosi distinguo e clamorose prese di posizione in realtà senza ricadute concrete.
La dichiarazione finale in dodici punti, pur nel linguaggio paludato tipico della diplomazia di Bruxelles, riesce a scongiurare questi due rischi, quello dell’irrilevanza e quello della rottura. L’Unione europea batte un colpo e lo fa mostrandosi il più possibile unita. Sembra insomma essere in grado di mescolare realismo e principi ideali. Non è improvvisamente apparso all’orizzonte un nuovo attore di politica internazionale e comunque la fermezza del primo settembre andrà valutata nelle scelte delle prossime settimane. Ma in questa fase di profondo vuoto diplomatico occidentale, in gran parte imputabile alla lunga e laboriosa campagna elettorale americana, da Bruxelles è giunto qualche segnale confortante.
Sulla rilevanza specifica della risoluzione finale del Consiglio europeo ci soffermeremo tra poco, prima però è indispensabile individuare i protagonisti principali di questo parziale, ma significativo, successo diplomatico europeo. Senza dubbio decisivo è stato l’operato della coppia Sarkozy-Berlusconi, protagonista di un gioco di squadra sinergico, supportato dal cancelliere tedesco Merkel.
Il premier italiano e il suo ministro degli Esteri Frattini erano stati chiari fin dalla vigilia del vertice. L’Italia sarebbe andata a Bruxelles non, come qualche critico nostrano si era affannato a malignare, per perseguire una politica filo-russa dettata dal timore delle ritorsioni energetiche e dall’amicizia personale che lega Berlusconi all’attuale primo ministro russo. Scopo preciso della nostra diplomazia era quello di fare professione di realismo e ricordare costantemente come allo stato attuale, con le molteplici crisi aperte (dall’Afghanistan all’Iran), l’Occidente euro-atlantico non possa permettersi un ulteriore allontanamento dall’alleato russo.
La professione di realpolitik italiana, ricevuto il via libera dal cancelliere Merkel nel bilaterale che ha preceduto il vertice di Bruxelles, è stata poi controbilanciata dalle parole del presidente di turno Sarkozy. Se le sanzioni non sono per il momento all’ordine del giorno, nel richiamo alla necessità che Mosca prenda atto che lo “spirito di Yalta” non può più essere applicato alle nuove relazioni internazionali, il Presidente di turno Ue mostra di avere ben chiari i timori dei Paesi dell’ex blocco sovietico e di operare affinché trovino la giusta rappresentanza nelle istituzioni comunitarie.
La coppia Sarkozy-Berlusconi, proponendo un mix virtuoso tra realismo ed idealismo, è riuscita a lanciare un monito importante a Mosca, senza giungere alla duplice e pericolosa rottura, interna ai 27 e nei confronti del Cremlino.
Il documento finale dei 27 contiene l’attesa condanna dell’operato di Mosca nella crisi georgiana (compreso il riconoscimento delle due autoproclamate repubbliche di Ossezia ed Abkhazia), la richiesta di ritiro delle forze russe sulle posizioni precedenti allo scoppio del conflitto e la decisione di inviare osservatori europei sul confine osseto-georgiano. Sono poi confermati gli aiuti economico-finanziari alla Georgia ed è anticipato un interessante “partenariato orientale” (denominato anche “sinergia Mar Nero”) che, se applicato, dovrebbe garantire all’Ucraina un ulteriore avvicinamento al blocco occidentale.
Ma il vero punto qualificante è quello conclusivo, il dodicesimo, dove si ricorda a Mosca che il complicato negoziato per il rinnovo del partenariato Ue-Russia, ripartito a giugno al vertice di Khanty-Mansijsk (dopo i fallimenti del 2007 a Samara) è direttamente legato al rispetto degli accordi firmati da Mosca e Tbilisi il 12 agosto scorso. Per il momento gli incontri fissati tra Ue e Russia di Bruxelles (15 settembre) e di Nizza (14 novembre) sono congelati. Per dimostrare che alle parole devono necessariamente seguire i fatti Sarkozy, Barroso e Solana saranno a Mosca e Tbilisi l’8 settembre prossimo.
Dunque improvvisamente l’Europa ha trovato la via per una coerente e volontaristica politica estera comune? Sarebbe troppo ingenuo passare dalle visioni ipercritiche e catastrofiche agli eccessivi entusiasmi. Il vertice di Bruxelles di ieri potrebbe però essere “storico” se osservato dal punto di vista del metodo dispiegato dall’Ue: una sapiente composizione dunque di realismo ed idealismo, una guida salda offerta dalla Presidenza francese, una sponda altrettanto sicura offerta da due Paesi fondatori come l’Italia e la Germania e, da non dimenticare, il gioco di squadra di Londra, comunque decisiva nel sostenere le ragioni dei Paesi della cosiddetta “nuova Europa”.
Non mancano certo le incognite nell’immediato futuro. Come reagirà Mosca all’iniziativa europea? Quanto veramente interessa al Cremlino l’eventuale rottura del negoziato sul partenariato strategico con l’Ue? Davvero a Mosca, dopo il silenzio imbarazzante della Cina sulla questione caucasica, sta cominciando a farsi strada l’impressione che la diplomazia dei carri armati e del gas potrebbe condurre in un vicolo cieco? E ancora, l’Unione europea sarà in grado di non erodere dall’interno l’unità di intenti ottenuta, correndo a dividersi nelle prossime settimane di fronte al potente gigante energetico russo? E soprattutto, per quanto tempo riuscirà ad occupare la scena in attesa che il suo alleato d’oltre Atlantico scelga il suo “comandante in capo”?
Per una volta questi interrogativi possono passare in secondo piano. La vera notizia è che l’Europa ha dato un segnale, confortante, di esistenza. Pretendere di più sarebbe stato davvero troppo. Tra il nulla del passato e il poco del presente non vi è dubbio su quale sia l’opzione migliore.

martedì 2 settembre 2008

Castelferretti, Brandoni fa dietrofront


Dal Corriere Adriatico


FALCONARA – I residenti avviano una petizione (più di 300 le firme raccolte fino ad ora) ma già ieri il primo cittadino, dopo un sopralluogo a sorpresa insieme all’assessore Astolfi, ha deciso di ritirare l’ordinanza che in poco più di quindici giorni ha scatenato polemiche e malumori. L’atto, firmato da Brandoni il 13 agosto scorso, aboliva il divieto di transito su piazza Albertelli e piazza della Libertà, ma secondo i cittadini che abitano nella zona l’unico risultato “è quello di complicare ancora di più la viabilità e di rendere pericoloso il passaggio e l’attraversamento dei pedoni, specie se anziani o bambini”. Infatti non essendoci sbocco, per le auto entrate nell’area, l’unica soluzione è fare retromarcia con evidenti difficoltà sia di manovra che di visuale. “Nella petizione – ha spiegato Laura Cerasa, una delle promotrici dell’iniziativa – chiediamo all’amministrazione di revocare un’ordinanza che non ha senso e non risolve i problemi del centro di Castelferretti, anzi li complica”. Le firme che sono state raccolte domenica mattina e ieri, dovevano essere consegnate entro pochi giorni all’amministrazione cittadina, ma il sindaco Brandoni nel tardo pomeriggio di ieri ha voluto capire di persona qual era la situazione e si è presentato in piazza della Libertà accompagnato dall’assessore ai lavori pubblici Astolfi. “Abbiamo constatato che la viabilità così com’è non va – ha chiarito Brandoni – dunque revocheremo, quanto prima, l’ordinanza del 13 agosto che era stata proposta dal comando della Polizia Municipale come la soluzione più idonea, però non è così. Ad ogni modo la segnaletica non era ancora stata modificata”. La petizione, comunque, dovrebbe ugualmente arrivare sul tavolo del Sindaco, perché oltre all’ordinanza della discordia, affronta anche la questione “isola pedonale” per la quale viene chiesto il ripristino. Nell’ordinanza del 13 agosto (visibile integralmente sul sito www.comune.falconara-marittina.an.it sezione atti amministrativi, ordinanze sindacali) viene preso atto “dopo una prima fase sperimentale, dell’inadeguatezza delle prescrizioni e dello scarso riscontro ottenuto da parte degli utenti della strada”. Nell’atto si fa riferimento, inoltre, “all’incremento della richiesta di posti auto soprattutto nell’area circostante il centro storico di Castelferretti” e per questo, dunque viene “ravvisata la necessità, quindi, di revocare il divieto di transito esistente sulla parte rialzata di piazza Albertelli e nella zona carrabile di piazza Libertà”. Una scelta che ai residenti è sembrata quanto mai insolita, visto che, fra l’altro, a poche centinaia di metri dal Castello, è stato realizzato “un parcheggio scambiatore di vaste dimensioni e totalmente gratuito”. Brandoni, nel corso della sua breve visita al centro di Castelferrretti ha potuto constatare di persona anche un’altra evidente difficoltà legata alle infrastrutture stradali e ha promesso di porvi rimedio quanto prima. “Piazza Albertelli – ha osservato – è in uno stato di notevole degrado perché molto dei mattoncini a spina di pesce usati per la pavimentazione sono stati divelti e si sono create buche e scalini. Dovremo trovare i fondi per sistemare tutta l’area”.
Baia “internazionale”, un blog da record





Dal Corriere Adriatico di Martedi 2 Settembre

FALCONARA – Nato nel gennaio di quest’anno il blog del consigliere comunale del Partito della Libertà Raimondo Baia (nella foto) ha raggiunto la ragguardevole quota di oltre 4000 accessi. “L'avventura del mio blog – dice – è iniziata dapprima in sordina, è stata quasi una scommessa. Sono ormai trascorsi 7 mesi e il mio spazio si è consolidato ed è cresciuto oltre le mie più rosee previsioni. Ad agosto ci sono state 500 visite, 920 pagine visualizzate (5400 in totale), mentre il tempo medio di permanenza sul sito è stato di 15 minuti ed il 35% sono state nuove visite”. Ma ciò che incoraggia Baia ad andare avanti “è vedere la carta geografica ‘overlay’ con i luoghi degli accessi: Italia che fa la parte del leone ovviamente, ma anche USA, Pakistan, India, Giordania, Norvegia, Gran Bretagna, Ucraina, Romania e perfino la lontana Alaska”. Luogo aperto di riflessione e di confronto (il sottotitolo, una frase di Aristotele, è impegnativo: “la dignità non consiste nell’avere cariche, ma nell’essere coscienti che ce le meritiamo”, ma chiarisce da solo qual è il modo di stare in politica del consigliere) il blog del consigliere spazia dai temi locali alle discussioni più generali legate a fatti politici o ad eventi sociali italiani. “Ho voluto offrire fin dall'inizio uno spazio di libera informazione – spiega il consigliere del PdL – ogni giorno ‘posto’ uno o più articoli di cronaca locale falconarese e intorno a questi articoli si sviluppa una libera discussione. Ultimamente inserisco anche articoli tratti da riviste online come ‘L'occidentale’, ‘Il domenicale’ ed altri che risultano anch'essi molto apprezzati”. Il blog di Raimondo Baia è all’indirizzo http://www.alleanzafalconara.blogspot.com/

lunedì 1 settembre 2008

Brandoni ricicla il vecchio Comune




FALCONARA – Due riunioni di giunta una dietro l’altra, poi forse un incontro per iniziare a parlare della chiusura di Esino Entrate e i preparativi per l’arrivo del nuovo comandante della Polizia Municipale che dovrebbe entrare in servizio a metà mese. E’ impegnativa l’agenda del sindaco Brandoni in questa prima settimana post vacanze. “Nell’ordine del giorno della giunta di martedì – spiega – ci sono vari argomenti, mentre quella di mercoledì sarà dedicata solo al patrimonio immobiliare. Vorremmo analizzare una per una le proprietà e anche tutte le varie locazioni per decidere quali passi intraprendere per ottimizzare risorse e spazi”. Intanto alla fine della settimana scorsa gli uffici del servizio politiche sociali sono passati da via Roma a palazzo Bianchi (l’ex Municipio di via Matteotti) e il Sindaco ha subito fatto un sopralluogo per capire bene com’è la situazione del vecchio “ma grandissimo edificio che considero sottoutilizzato”. “Lo vorremmo utilizzare tutto – spiega – certo ci sono dei problemi oggettivi, tipo gli infissi che andrebbero rifatti poi la presenza massiccia dei piccioni che ormai si sono stabiliti nei terrazzi e sotto i tetti. Dovremo trovare una soluzione incruenta perché i volatili con il loro guano hanno reso alcune zone impraticabili”. Un vero peccato secondo Brandoni, perché “palazzo Bianchi è stupendo, luminoso e dovrebbe essere sfruttato di più”. Nel palazzo degli anni ’30, che per qualche decennio ha ospitato tutti gli impiegati e l’aula consiliare, potrebbero essere trasferiti anche gli uffici di via Corridoni e per quei locali, quindi, il Sindaco non esclude una vendita “sono due piani autonomi rispetto al condominio dunque potenzialmente interessanti”. “Invece la ex aula consiliare – prosegue – sarà divisa in altri uffici, ma verrà ricavata anche una saletta riunioni che arrederemo con alcune poltroncine dell’ex cinema Sport, le altre serviranno per la sala concerti della scuola di musica di via Marsala”. Insomma, per la giunta Brandoni la parola d’ordine è economizzare (e se possibile riciclare) su tutti i fronti e nei giorni scorsi un altro esempio era arrivato dall’assessore alla cultura Stefania Signorini che, utilizzando per la mostra mercato del fumetto il tendone della protezione civile, ha portato a casa un risparmio secco di 9.500 euro, visto che per la struttura noleggiata alla Croce Gialla ci sono voluti solo 500 euro. L’esecutivo dovrebbe anche riprendere in mano (forse addirittura martedì) un argomento lasciato in sospeso, cioè quello della fusione Cam-Anconambiente che il Sindaco vuole definire entro settembre e sul quale la giunta si è presa una pausa di riflessione. Quanto al consiglio comunale, prima del 15 ne sarà convocato uno per il parere, richiesto dalla Regione, sulle due nuove centrali Api, mentre entro il 30 si dovranno votare gli equilibri del bilancio 2008.