giovedì 13 agosto 2009

Dal Corriere di oggi

Vandali in azione all’ex piattaforma Bedetti



Falconara In questi giorni la Polizia Municipale sta effettuando, insieme alla Asl, una serie di accurati controlli per la verifica della situazione nei bar e nei ristoranti situati lungo l’arenile. Al momento sembra che sia tutto nella norma, ma il comandante Stefano Martelli ha garantito un report preciso e dettagliato nei prossimi giorni. Intanto nella notte fra martedì e mercoledì i vandali si sono accaniti contro alcune strutture dello stabilimento “Fanesi” situato all’altezza della ex piattaforma Bedetti. A notte fonda ignoti frequentatori della spiaggia hanno divelto i cartelli pubblicitari sistemati intorno alle torrette dei bagnini di salvataggio ed hanno poi danneggiato alcuni giochi in plastica, ombrelloni e sedie. Il rischio degli atti di vandalismo è sempre in agguato specie di notte, quando un bicchiere di troppo o la noia possono accendere cattivi pensieri nella mente di gruppi che seminano danni e potrebbero raccogliere guai. I controlli specie in questo periodo sono particolarmente rafforzati.

mercoledì 12 agosto 2009



Dal Corriere di oggi





E’ già allo studio la razionalizzazione dell’area. Tedeschi e olandesi a caccia di low cost


Quanto sole sul lettino biposto
Con gli spazi di “Rita”, Picchio Beach ha raddoppiato. E arrivano gli ombrelloni caraibici

Falconara Il colpo d’occhio è davvero suggestivo, specie la mattina presto con la spiaggia è quasi deserta o la sera al tramonto o quando all’orizzonte compaiono le luci delle navi in arrivo al porto di Ancona. Perché da quest’anno “Picchio Beach”, lo stabilimento che Stefano Copparoni ha rilevato tredici anni fa trasformando la vecchia concessione a gestione familiare in uno dei punti di riferimento dell’arenile falconarese, ha cambiato volto almeno nella zona spiaggia.

E vai con i caraibi

I tradizionali ombrelloni di tela sono spariti per lasciare posto a quelli di paglia in stile caraibico. Pali di legno con piano di appoggio esattamente a metà, intelaiatura di metallo e sopra un tetto di paglia, talmente fitto che quando piove la sabbia lì sotto rimane perfettamente asciutta. Ai clienti la novità pare sia piaciuta anche se date le dimensioni considerevoli sotto ad ogni ombrellone vengono sistemati non uno, ma due nuclei familiari. Però dati gli spazi fra le file e fra gli stessi ombrelloni i bagnanti di possono spalmare a piacimento.

La novità ha funzionato

“Ha funzionato – dice Jessica, compagna di vita e di lavoro di Stefano Copparoni – si sono trovati tutti benissimo e abbiamo già una bella lista di attesa per l’anno prossimo”. “I clienti – prosegue Jessica – da noi spesso fanno gruppo, se non sono amici lo diventano, si aggregano, forse perché sono tutti più o meno sulla stessa fascia di età, cioè sui 35-40 anni, quindi l’ombrellone grande in comune è stato un motivo in più per stare insieme”. Il deciso cambio di rotta, accompagnato da altre novità come il gettonatissimo lettino “a due piazze” per quelli che vogliono prendere il sole in coppia.

Il raddoppio in chiave sport

Nel corso dell’inverno, infatti, Stefano Copparoni ha acquistato l’adiacente “da Rita”, diventando così unico titolare di un fronte mare lungo una settantina di metri. L’ampliamento ha consentito anche una piccola rivoluzione nel settore sportivo con l’avvio dei corsi di spinning a cura della palestra Body Harmony. Poi beach volley, tennis e il campetto da basket. E a stagione 2009 ormai arrivata quasi al culmine, Jessica e Stefano cominciano a fare qualche riflessione sul futuro visto che, sistemata la spiaggia, l’anno prossimo toccherà a tutta la zona ristorazione.

Razionalizzazione in arrivo

“Adesso ci sono due strutture – osservano – la nostra e quella dell’ex ristorante ‘da Rita’, vedremo come razionalizzare il tutto, ci stiamo pensando”. Nell’attesa “di là” vengono dirottate le feste di compleanno, ma il fermento vero è sempre dalla parte del vecchio “Picchio Beach” dove sfreccia dalla mattina alla sera un nutrito plotone di dipendenti di varia origine e nazionalità, lo storico gruppo dei ragazzi rumeni, un paio di cinesi e i serissimi, ma anche super veloci ed attentissimi afgani che seguono la spiaggia. Uno stabilimento plurilingue da sempre che in queste settimane si è internazionalizzato visto che (forse per merito dei voli della Ryanair dalla Germania e dal Belgio) sulla spiaggia sono comparsi anche tedeschi, belgi ed olandesi alla ricerca di vacanze low cost.

M.Minelli



Quaranta tipi di pizza bastano? Falconara Mare e cucina. E che cucina: da Picchio Beach la prenotazione è consigliata, se anche se non veramente obbligatoria. Ma soprattutto nel week-end visto che i tavoli in sala e sotto la veranda si riempiono in fretta, una telefonatina a Jessica è sempre meglio darla, così per sicurezza. Merito dello chef Stefano Copparoni che nella sua carta propone insolite e ricchissime insalate, antipasti, primi sfiziosi, pesce ed un leggerissimo fritto misto servito con una croccante tempura di verdure. In più ci sono anche una quarantina di tipi di pizza cotta nel formo a legna e straordinari dolci al cucchiaio tutti fatti in casa e tutti in evoluzione perfezionamento di anno in anno. L’estate 2009 per esempio è stata quella del sorbetto di frutta fresca di stagione. Melone, anguria, pesca sono proposti in versione ghiacciata da assaporare alla fine di un pasto o come dissetante e leggerissimo intermezzo di una caldissima giornata di mare.



Un marocchino arrestato con 11 ovuli di eroina nel marsupio

Inseguimento in spiaggia Manette per un pusher


Dal Corriere di oggi

Falconara Lo tenevano d’occhio da diverso tempo poi lunedì sera, quando mancavano circa trenta minuti alla mezzanotte, hanno deciso di prenderlo. Così davanti alla stazione ferroviaria è iniziata la breve fuga di un 24enne di origine marocchina. Si è visto rincorrere dai carabinieri ed ha pensato di seminarli imbucando il sottopasso pedonale che conduce alla vicina spiaggia. Proprio sull’arenile è stato però efficacemente braccato.

Nel suo marsupio c’erano undici ovuli preconfezionati contenenti un grammo di eroina ciascuno. Nessun dubbio per i militari dell’Arma coordinati dal tenente Matteo De Martis: il giovane, già noto alla giustizia per altri precedenti di microcriminalità, si pensa avesse “la roba” per venderla ai tossicodipendenti della zona. La perquisizione ha portato al rinvenimento anche di circa mille euro in contanti che, si sospetta con convinzione, siano i proventi della precedente attività di spaccio.

L’extracomunitario, senza un posto di lavoro e fissa dimora, è stato subito interrogato ed in seguito tratto in arresto. Più tardi è stato trasferito al carcere di Montacuto, in attesa del processo per direttissima che si svolgerà lunedì prossimo. Ieri mattina, intanto, c’è stata dal giudice monocratico la convalida dell’arresto.

Nel procedimento penale sarà assistito dall’avvocato De Gaetani. Ora i carabinieri proseguono nelle indagini nel tentativo di sapere se il 24enne era legato ad un gruppo dedito ad attività illegali e da chi riceveva la sostanza stupefacente.
Mondaini: “Per il Cam serve grande attenzione”


Dal Corriere di oggi

Falconara “Il Cam si trova in una delicata fase caratterizzata, da un lato, dalla ricerca di un assetto che consenta il necessario recupero di efficienza e, dall’altro, dagli scenari connessi alla riforma dei servizi pubblici locali”. L’assessore alle partecipate Raimondo Mondaini ci tiene a sottolineare la “grande attenzione dell’amministrazione nei confronti della multiservizi”. La giunta continua a perseguire rispetto al Cam “obiettivi di efficienza che consentano di garantire servizi di qualità sempre migliore a costi che trovino corrispondenza con altre realtà disponibili sul mercato e sulla base di tali criteri l’Amministrazione valuterà eventuali proposte di razionalizzazione che il cda vorrà predisporre”. Secondo Mondaini però è “del tutto fuorviante cercare un nesso tra la necessità di una riorganizzazione dell’azienda ed il mancato perfezionamento del progetto di fusione con Anconambiente”. “Sono convinto del fatto – dice – che qualsiasi scelta in materia di aggregazione tra aziende debba essere preceduta da una attenta analisi. Del resto l’obiettivo di una fusione, o aggregazione, non può certo essere quello di trovare un partner con il quale condividere i problemi irrisolti del soggetto più debole, bensì quello di creare un’entità che abbia dimensioni aziendali”.

martedì 11 agosto 2009

E' rimasto solo il Tg3 a difenderci da quel tiranno del Cav.



Ne avevamo sentite tante sul Cav. ma questa le batte tutte. In una articolessa apparsa ieri su Repubblica, a firma di Alessandra Longo, la redattrice scrive che “Nei corridoi del Tg3 i giornalisti si chiedono quale sia il modello di informazione vagheggiato dal premier. Qualcuno evoca il ministro della propaganda irachena di Saddam”.
Sappiamo che i giornalisti del Tg3 sono dei professionisti che fanno liberamente il proprio mestiere, scrivono e dicono quello che pensano nei telegiornali e nelle trasmissioni di approfondimento. Come il direttore Di Bella che, in seguito alle esternazioni del premier sulla Rai, ha confessato di aver staccato il telefonino perché riceveva troppe chiamate di solidarietà. O la collega Giovanna Botteri che da New York fa notare come “Negli Usa nessun politico si sognerebbe di dire alla stampa cose simili” (anche se Obama sta usando blogger e canali alternativi per smarcarsi dai segugi di Washington), o ancora Maurizio Mannoni che aggiunge: “Ne ho viste tante da ‘Samarcanda’ in poi ma come adesso no, mai”. Tutte queste dichiarazioni, messe insieme, dimostrano che siamo in democrazia, altro che Iraq di Saddam. In Italia se vuoi attaccare Berlusconi sei liberissimo di farlo. Se vuoi difenderti altrettanto.
Invece ci ricordiamo bene chi era Mohammed Saeed al-Sahaf, più conosciuto come ‘Alì il comico’. “Quel mattacchione diventato poi cult che andava in onda su tutte le tv del mondo assicurando che ‘no, non è vero, nessun americano è arrivato a Baghdad’”, come scrive la Longo. E allora, spiace dirlo, se al Tg3 gira voce che siamo diventati come l’Iraq al crepuscolo della tirannia, significa che di professionisti, in quei corridoi, ce ne sono tanti, ma specializzati nell’insulto. Perché ci vuole una gran bella faccia tosta ad associare il Cav., il nostro impegno militare e per la ricostruzione in Iraq, il sacrificio dei soldati italiani per liberare quel Paese, con il tiranno che l’aveva distrutto, portandolo al collasso economico, ai gas, allo sterminio, alle fosse comuni.
Del resto basta tornare con la memoria ai reportage di Fulvio Grimaldi da Baghdad, alle puntate del Tg3 in cui si osannava Chirac per essersi opposto al diabolico intervento di Bush, agli speciali di Report e Primo Piano dedicati alla “congiura neocon” contenuta nel Piano per il Nuovo Secolo americano per capire che mai e poi mai al Tg3 si sarebbero sognati di abbattere o rovesciare con la forza il vecchio tiranno iracheno. Speriamo solo che i partigiani acquartierati nei corridoi della Rai non pensino di liberarsi del Cav. come invece gli iracheni hanno fatto con Saddam. Si ritroverebbero subito le truppe americane di Obama a difendere la democrazia nel nostro paese. E allora chissà Di Bella e i suoi da che parte deciderebbero di stare.


L'OCCIDENTALE