venerdì 4 dicembre 2009

Dal corriere Adriatico di oggi


Immobili frazionati per fare cassa


La manovra del Comune punta a stuzzicare l’interesse dei privati

dopo le ultime aste deserte


Falconara Dopo un’asta andata deserta ed un avviso a “trattativa privata” rimasto lettera morta, l’amministrazione comunale ha deciso di vendere “a pezzi” alcuni immobili di proprietà dell’ente. “Il frazionamento – spiega l’assessore al patrimonio Matteo Astolfi – era l’unica soluzione possibile, abbiamo fatto delle indagini e sembra che in questo modo le proprietà siano più interessanti ed appetibili”. Nella nuova vendita sono stati inseriti due immobili, il complesso di via IV Novembre e un ampio appartamento su due piani (dove per un certo periodo sono stati collocati gli uffici dell’assessorato alla cultura) in via Corridoni 13. “La consistente superficie complessiva di queste due proprietà – dice Astolfi – e conseguentemente l'elevato prezzo a base d'asta può aver ridotto drasticamente il ventaglio dei potenziali acquirenti interessati, inoltre in questo periodo di crisi finanziaria il mercato immobiliare è sostanzialmente fermo e i valori immobiliari hanno subito un calo significativo. A questo punto abbiamo ritenuto più vantaggioso per l'amministrazione procedere alla vendita frazionata di tali immobili decidendo di immettere sul mercato immobiliare cespiti che, avendo una consistenza ed un prezzo minore ,possano avere una maggiore appetibilità ed un maggior numero di potenziali acquirenti”. L’immobile di via Corridoni n.13 è stato così suddiviso in cinque lotti di dimensioni e valori diversi (da 124 mila e 36 mila euro) per un totale di 665.300 euro, mentre per via IV Novembre le unità sono quattro (fra cui un magazzino) ed in questo caso si parte da 81 mila euro per arrivare a 210 mila euro per complessivi 487 mila euro. Per quello che riguarda gli appartamenti di via Corridoni gli eventuali acquirenti si dovranno accollare l’onere della suddivisione degli impianti di acqua, luce e gas. “Naturalmente – fa presente Astolfi – daremo la precedenza a chi deciderà di comperare tutto insieme, ma in questo modo dovrebbe essere più facile alienare questi immobili, in particolare l’edificio di via IV Novembre che è abbastanza grande e facilmente suddivisibile.


Sembra che grazie a questa suddivisione l’interesse finalmente ci sia e ci auguriamo che questa sia la volta buona”. Definita la questione di queste due proprietà il Comune sta anche avviando la “ricognizione”, per la messa in vendita in tempi brevi, di una trentina di appartamenti sparsi in tutto il territorio cittadino che facevano parte del patrimonio della società comunale “Gpc” e la cui cessione contribuirà a dare un po’ di sollievo alle esauste casse dell’ente. “Contiamo di farci almeno un milione e mezzo di euro – precisa l’assessore Astolfi – in qualche caso non si tratta di immobili di pregio, però visti i prezzi decisamente abbordabili speriamo che gli attuali locatari, i quali ovviamente hanno il diritto di prelazione, potrebbero essere interessati all’acquisto”.

marina minelli,

giovedì 3 dicembre 2009

Da Quotidiano.net di oggi

Sanità, D'Anna: "Le Marche
tra le più sprecone d'Italia"

Il VII rapporto Aiop sull'attività ospedaliera, presentato alla Camera dei Deputati, "attribuisce alla Regione un 31,1% di inefficienza facendo la differenza tra il valore dei servizi prodotti e il costo effettivo ripianato dallo Stato"

Ancona, 3 dicembre 2009 - Il VII rapporto Aiop (Associazione italiana ospedalità privata) sull'attività ospedaliera, presentato ieri mattina alla Camera dei Deputati, indica la Regione Marche "tra le più sprecone d'Italia attribuendogli un 31,1% di inefficienza (spreco) facendo la differenza tra il valore dei servizi prodotti e il costo effettivo ripianato dallo Stato”. A dirlo il consigliere regionale Giancarlo D'Anna

"Un risultato che contrasta nettamente con quanto sostenuto e pubblicizzato a suon di spot a pagamento dalla Regione Marche - sostiene D'Anna -. Una certificazione di quanto sosteniamo da anni. Di fronte ad una spesa enorme per la Sanità, oltre l'80% del bilancio, non sono risolti annosi problemi come le lunghe liste d'attesa, l'ammodernamento dei macchinari, l'assunzione del personale necessario, la mobilità passiva. Oggi da Roma la conferma: la Sanità Marchigiana è al top dello spreco in Italia. Nonostante il lifting quotidiano attraverso la propaganda pagata coi soldi dei cittadini.

mercoledì 2 dicembre 2009

Sollievo-Brandoni, bilancio chiuso
Maggioranza contro il ricorso sulla Variante: “E’ di una gravità mai vista”

dal Corriere di oggi

Falconara Il ricorso al Tar contro la variante di Montedomini, presentato dalla lista civile Cittadini in Comune con l’obiettivo dichiarato di mettere in crisi la maggioranza di centrodestra, ha fatto perdere al sindaco qualche notte di sonno, ma alla fine l’assestamento è stato chiuso. Non senza polemiche e malumori che hanno reso incandescente la seduta consiliare di lunedì sera.

Secondo il capogruppo del PdL Clemente Rossi “il ricorso al Tar per ottenere la sospensiva della Variante è di una gravità senza precedenti”. “Non tanto – ha chiarito – perché il privato cittadino non possa adire una tale via legale, essendo nel suo pieno diritto, quanto perché ispirata da una forza politica che si ritiene unica depositaria della verità e degli interessi genuini di una intera cittadinanza. Quando si è battuti politicamente, per la via democratica, con i numeri e con le idee, e si fa ricorso ad ‘aiuti’ esterni all’istituzione che direttamente si rappresenta, si riconosce la propria debolezza e si certifica la propria sconfitta”. Brandoni aveva già evidenziato la “strumentalità e la malafede dell’azione, in prossimità dell’approvazione dell’assestamento di bilancio, nel tentativo di affossare l’amministrazione e, più ancora, nella finalità oggettiva di danneggiare la città”, mentre Rossi ha stigmatizzato “l’atteggiamento distruttivo di questa forza politica”. Duro anche l’attacco del consigliere del PdL Piero Pastecchia che ha messo l’accento sullo scorretto e “subdolo tentativo di mettere in difficoltà la maggioranza”. “Abbiamo usato uno strumento legale e di diritto – ha replicato il capo gruppo dei Cic Loris Calcina –. Sindaco e maggioranza non pensavano che saremmo andati fino in fondo, pensavano che saremmo stati omertosi, che non avremmo fatto seguire alle parole i fatti. Con il ricorso rivendichiamo il tentativo di evitare i danni alla città e ai falconaresi che la Giunta Brandoni ha innescato con la variante urbanistica. Il nostro è un atto di difesa dell’interesse pubblico, cosa che sindaco, giunta e PdL non sono capaci di garantire poiché si rifiutano di capire che l’urbanistica non serve per fare cassa, l’urbanistica serve a gestire il territorio”.

“Solo la buona urbanistica e la buona pianificazione possono dare nel tempo un vantaggio anche economico – ha proseguito Calcina – Al contrario, una cattiva urbanistica, come lo è la variante di Castelferretti, sarà anche una cattiva economia, un cattivo affare a causa del quale le conseguenze saranno pagate dai cittadini”.


Manutenzioni stradali congelate

Falconara Il Comune, per l’assestamento del bilancio (approvato lunedì in consiglio con il voto contrario dell’opposizione) ha dovuto tirare ancora di più una cinghia già abbastanza stretta. Al conto economico del 2009 sono infatti improvvisamente mancati gli oltre due milioni di euro della contestata “variante” di Montedomini e l’amministrazione cittadina, per chiudere il buco, ha dovuto tagliare una serie di spese. Sono state infatti momentaneamente “congelate” le risorse destinate agli interventi su via del Consorzio e su altre strade che necessitano di manutenzioni.

ASSESTAMENTO

CLEMENTE ROSSI capogruppo Pdl


Assestare, secondo il Dizionario di Tullio De Mauro, vuol dire “mettere in sesto, sistemare” o meglio ancora “regolare con precisione”.
Sempre il De Mauro, però, dà anche un altro significato “estensivo”, nel senso di “assestare un colpo”, “mettere a segno, sferrare un pugno”.
Credo che qualche forza politica sia caduta in questo equivoco semantico.
In buona fede, si intende!
Ora, se l’intento fosse o fosse stato quello di far cadere la Giunta Brandoni, poco male. Caduta una Giunta, se ne fa un’altra. Elezioni a parte!
Ma se l’uppercut, il montante, malauguratamente, e, si intende sempre in buona fede, fosse diretto, non volendo beninteso, contro interessi concreti di qualche migliaio di ignari cittadini, la cosa cambia aspetto e diviene, certamente, più preoccupante.
Chi paga, si intende politicamente, un ritardo indeterminato e indeterminabile, per non poter urgentemente riparare qualche buca, rifare qualche marciapiede, sistemare degli asfalti, mettere in sicurezza qualche scuola, avviare la sistemazione dei corsi d’acqua, non fare sostanzialmente opere pubbliche primarie di cui i cittadini ci rimproverano, tutti, collettivamente, un enorme ritardo?
Ma che importa, è sufficiente aver difeso aprioristicamente l’ambiente, tenuta alta la fiaccola unidirezionale della tutela paesaggistica.
Forti e puri, qualcuno deve aver pensato che questa impostazione debba essere un piccolo prezzo da far pagare, in nome di un paese che in realtà non c’è, di una struttura produttiva a misura d’uomo disegnata, più che altro, nella fantasia di qualche intellettuale “radical chic”, della perdita di decine di posti di lavoro, poiché si reputa che essi siano ampiamente recuperabili, di interessi, innominabili per qualcuno, di imprese composte, sempre secondo alcuni, forse più da “predatori” che da “imprenditori”. Quelle strutture pubbliche che sono fatiscenti possono ancora aspettare, tanto c’è sempre un Matteo Astolfi a cui affibbiare delle responsabilità.
Ma che importa, una Giunta “arrogante” e “incapace” merita questo ed altro!
Non solo, ma i 2.200.000 € che vengono a mancare, fatti solo per far cassa, ne possiamo far bellamente a meno, tanto che incidenza hanno nella voragine finanziaria in cui è immerso il Comune! Una goccia nel mare! A che servono in definitiva?!
Forse il Sindaco e la sua Giunta dopo 18 mesi di Amministrazione, proprio perché “arrogante e autoreferenziale”, non è ancora riuscita ad avere ben chiara la lista delle priorità. O forse pensa o ha pensato, con quei soldi, di elargire qualche benefit in giro, magari ai cosiddetti “interessi esterni”. Chissà!
Ma i nostri prodi non si fermano qui, non sono poi così sciocchi, si rendono conto dell’autogol che sta dietro l’angolo proclamando certe affermazioni.
Essi sono intelligenti e anche astuti.
La critica , fatta su un solo versante, si capisce, rischia di diventare un boomerang, allora si affrettano, bontà loro, ad essere costruttivi e a suggerire soluzioni, alternative brillanti ed originali.
I vituperati 2.200.000 €, allora, non sono più così maleodoranti e, pur rimarcandone la distanza circa la provenienza (si capisce bisogna ben salvaguardare i tre quarti di nobiltà) occorrerebbe investirli tutti nel problema delle esondazioni.
Goffredo, ti prego, prendi nota, perché tu non hai capito come si fa a rendere puliti dei soldi che altrimenti sarebbero non ricevibili!
Ma non ti fermare qui, sappi che devi ancora riscuotere 2.000.000 € dall’Api dal lontano 1997. Basta chiederli e, come i Re Magi, te li avrebbero deposti o te li deporranno ai tuoi piedi.
Infine, in un crescendo rossiniano, c’è il vero colpo d’ala, i nostri novelli Silvan, vanno a scomodare la Società Autostrade, non per chiedere di più, è questa la finezza, ma di commutare i 4/5/10 milioni di € (non si capisce bene quanti, è un tripudio!) per il nuovo casello, concordato nel 2005, per elargirli a i comuni per tutte le più svariate esigenze ed emergenze. Come non essere più costruttivi e geniali, più bravi!
Amministratori di Chiaravalle, Montemarciano, Falconara che vi siete succeduti nel tempo, non avete capito niente. Gli accordi stilati in passato sono carta straccia!
Voi che vi aspettate dal nuovo casello nuova spinta economica per le vostre genti e soprattutto l’opportunità di realizzare raccordi, circonvallazioni che sappiano velocizzare e allentare la morsa del traffico sui vostri centri storici, avete sbagliato tutto!
E il cittadino, poveretto, non ci capisce più niente. Domanda, chiede, si incavola, sempre più disorientato.
Ecco un bel servizio di corretta informazione.
Ecco a che cosa conduce la saccenza e il fondamentalismo di chi pensa di interpretare, in maniera categorica, l’opinione e i bisogni della maggior parte della popolazione.
Ma c’è ancora una cosa che voglio aggiungere, in chiusura.
Crediamo davvero che sia una bella mossa rivolgersi alla magistratura, sia pure amministrativa, allorché le nostre posizioni sono battute politicamente e democraticamente?
La magistratura, è ovvio, specialmente se sollecitata, fa solo il suo dovere.
Ma la politica, l’istituzione di cui essa è l’espressione più diretta, non abdica forse al suo ruolo, se chiede appoggi esterni? Non è un minus per essa? Non è una dichiarazione di resa? Il vero nemico della politica , non è la politica stessa? O, meglio, l’antipolitica?
Attenzione, colleghi, a fare harakiri. Non per noi stessi, che oggi ci siamo e domani no; ma per la qualità stessa della nostra democrazia.

martedì 1 dicembre 2009

Falconara :L'azienda in difficoltà
CAM: il personale dice no alla cassa integrazione.
Per i precari poche chances


FALCONARA - Gli impiegati amministrativi del Cam dicono no alla cassa integrazione e per i precari dell’azienda si riducono drammaticamente le possibilità di rinnovare il contratto di lavoro. L’assemblea sindacale di ieri mattina si è opposta al piano aziendale di cassa integrazione spalmata su 23 impiegati a rotazione (anziché gravare su 5/6 posti in esubero) che avrebbe consentito la trasformazione dei tempi determinati in scadenza al 31 dicembre in indeterminati. «Un’operazione consensuale - spiega Stefano Tenenti - ci avrebbe agevolato nella trattativa ma i lavoratori non si fidano più: già nel 2006 avevano rinunciato alle ferie arretrate, agli incentivi e, per i livelli alti, a parte dello stipendio e non è cambiato nulla». Una beffa dunque per i precari, visto che per primavera è prevista l’estensione della raccolta rifiuti “porta a porta” fino a via degli Spagnoli e quindi l’utilizzo di almeno 3 operai in più. Unità che aumenterebbero con l’arrivo della nuova raccolta in tutti i quartieri. «Una specie di ricatto - aggiunge Tenenti - ma il Cam non può chiedere la cig, attivando quindi lo stato di crisi, e poi assumere: è una contraddizione in termini». L’alternativa proposta dal sindacato è quella di adeguare la Tarsu ai costi dell’azienda. Operazione sicuramente impopolare che il Comune non vuole rischiare. «Comprendo Brandoni - prosegue Tenenti - ma in ogni città, il porta a porta ha generato costi maggiori per attrezzature e aumento di personale».
di MARCO CATALANI