“Dove vanno le famiglie Rom?”
Dal Corriere di oggi
L’associazione che tutela i nomadi critica la chiusura del campo Falconara “Ma qualcuno dei residenti è stato informato e soprattutto il progetto è stato discusso e condiviso?”. Elisabetta Sardi, da anni è impegnata attraverso un’associazione in azioni di tutela ed integrazione dei Rom falconaresi, contesta il modo di operare della giunta Brandoni che “ha deciso di avviare la chiusura del campo di via delle Caserme senza parlarne preventivamente con i diretti interessati”. “Ho letto la delibera – dice la Sardi – e pur non essendo contraria alla dismissione del campo, non sono convinta che la questione impostata in un modo del genere possa funzionare”. Anche perché, fa notare la Sardi, “delle sei famiglie residenti nel campo solo una è inserita nelle graduatorie per l’assegnazione delle case popolari, le altre dove andranno a finire?”. Ma c’è di più visto che il campo venne sistemato nel 1999 grazie ad un contributo regionale, quindi forse, “anche la Regione dovrà essere consultata ed esprimere un parere”. Sulla vicenda interviene anche il capogruppo del Pd Antonio Mastrovincenzo, assessore alle politiche sociali della giunta Recanatini per ricordare che “oggi si parla di ‘riqualificazione dell’area’ per realizzare un canile sanitario e un gattile, ma in questo ultimo anno il degrado della zona dove vivono diverse famiglie con bambini è aumentato a dismisura anche per l’incuria del Comune, dopo che la giunta di cui facevo parte aveva previsto il superamento progressivo del campo, ma al contempo interventi specifici per creare condizioni di vita dignitose”. “Dopo un anno di annunci – osserva – ora c’è un atto di indirizzo sulla chiusura del campo: vedremo come sarà attuato e, soprattutto, in base a quali criteri le famiglie che attualmente vivono lì, saranno sistemate nelle abitazioni. Su questo vigileremo attentamente”. Secondo Mastrovincenzo “tutto ciò si inserisce in una politica abitativa di questa amministrazione disordinata: persone che non hanno diritto continuano da anni ad occupare alloggi di emergenza mentre famiglie in serie difficoltà non possono veder riconosciuti i loro diritti. La giunta procede in modo estemporaneo”.
