venerdì 3 luglio 2009

“Per ora niente telecamere”
Il sindaco Brandoni intensifica i controlli dopo i furti negli chalet



Falconara “Cercheremo di intensificare i passaggi di giorno e di sera, in sinergia con tutte le forze dell’ordine, però di telecamere al momento non se ne parla, non ce le possiamo permettere”. Il sindaco Brandoni, che della sicurezza ha fatto uno dei suoi cavalli di battaglia fin dalle prime battute della campagna elettorale nel 2008, è impegnato in prima linea sul fronte dei controlli e spesso è di “pattuglia” insieme al comandante della Polizia Municipale Martelli e agli agenti di turno. “L’altra sera - racconta - abbiamo fatto un lungo giro toccando tutte le zone critiche, sia lungo la spiaggia sia sulle strade poiché sulla Flaminia ci sono di nuovo problemi con la prostituzione. Al mare, invece, la situazione è apparsa più tranquilla”.

Sindaco e comandante Martelli sono stati a dare un’occhiata nei pressi del cavalcavia all’altezza di via Roma (il primo venendo da nord) dove tutto era tranquillo e poi più giù verso la Stazione che è una zona maggiormente frequentata specie di sera. “Lì intorno - dice Brandoni - c’erano alcune persone e avevano delle bottiglie di birra, noi abbiamo ricordato che c’è un ordinanza che vieta di consumare, al di fuori dei locali pubblici, bevande contenute nel vetro. Tutto qui”. Nei prossimi giorni Brandoni dovrebbe incontrare il comandante della tenenza dei carabinieri di Falconara Demartis per stabilire un piano di azione comune, soprattutto dopo quanto accaduto nei giorni scorsi lungo l’arenile. Alla fine di giugno e poi ancora nella notte fra lunedì e martedì il bar Dona Flor e il ristorante Barracuda sono stati visitati dai ladri che hanno divelto e spaccato porte e vetrate e svuotato le dispense e i frigoriferi. Al Dona Flor, ignoti hanno sfondato a sassate la vetrata di ingresso e poi hanno distrutto tutti i tavolini che erano stati lasciati all’esterno sotto la piccola veranda del locale.

Il bottino anche in questo caso è stato soprattutto in generi alimentari e bevande, in particolare i ladri hanno portato via alcuni cartoni contenenti gelati (trovati poi poco lontano completamente liquefatti), molte birre, bottiglie di grappa e di whiskey, ma anche diverse scatole di leccalecca. “Spero che si tratti di due episodi isolati”, ha detto la presidente del consorzio Falcomar Adriana Brandoni evidenziando poi che il furto al Barracuda è avvenuto nella notte fra lunedì e martedì, “quando la spiaggia, non essendoci feste o altre iniziative, è molto meno frequentata”. “Inoltre - aveva commentato la Brandoni - i locali colpiti da questi eventi sono situati alle estremità dell’arenile cittadino che, abbiamo sempre indicato come punti particolarmente critici”. Ieri la presidente del consorzio Falcomar ha parlato della questione con il comandante della Polizia Municipale Stefano Martelli, evidenziando, appunto, la necessità di intensificare i passaggi proprio verso il cavalcavia della Stazione e la zona al confine con Ancona dove è situato il bar Dona Flor. Un incremento dei controlli potrebbe venire, anche, secondo il sindaco, dall’annunciato aumento dell’organico estivo degli uomini della Capitaneria di Porto di stanza alla delegazione di spiaggia di Falconara.

giovedì 2 luglio 2009

Viabilità in via Terzi, il sindaco ribatte a Mastrovincenzo
“Stiamo rimediando ai loro disastri”



Dal Corriere di oggi

Falconara Al sindaco Brandoni non sono piaciute le affermazioni del capo gruppo del Pd in merito alla questione di via Terzi a Castelferretti. “Trovo strano - dice - che Antonio Mastrovincenzo parli di dilettantismo della nostra amministrazione quando lui stesso non è stato capace, insieme alla giunta della quale ha fatto parte, di recuperare i misfatti e i disastri causati dalle stesse forze politiche di cui è ed era rappresentante. Se per professionalità amministrativa del centrosinistra Mastrovincenzo intende questo, sono ben felice che non ci venga attribuita quella professionalità, ben sapendo che questa giunta si sta contraddistinguendo per il rigore e la serietà con cui quotidianamente cerca di porre rimedio alle scelleratezze del passato”. In particolare, per quanto riguarda le modifiche alla viabilità di via Terzi, l’esecutivo ci tiene a precisare che è stato istituito il senso unico di marcia con limite di velocità di trenta chilometri dopo un percorso di analisi durato diversi mesi (fatto di assemblee pubbliche, sopralluoghi e incontri tra amministrazione, residenti e commercianti) e finalizzato alla riorganizzazione della viabilità di piazza Albertelli, piazza della Libertà e piazza Bissolati e ad una migliore fruizione del parcheggio della stazione. Sin da un primo esame della questione è emerso che il park a servizio del centro storico di Castelferretti era sottoutilizzato e nel corso del tempo la grande area di sosta si era trasformata in una cattedrale nel deserto, deposito di vecchie auto inutilizzate e ricovero notturno per sbandati. Per questo c’era bisogno di una via di uscita e di una di entrata, cioè via Terzi.


“Basta con i ladri-vandali”
Adriana Brandoni della Falcomar chiede maggiori controlli



Falconara “Spero che si tratti di due episodi isolati”. D’altronde, fa notare Adriana Brandoni, presidente del consorzio dei bagnini Falcomar, il furto al Barracuda è avvenuto nella notte fra lunedì e martedì, “quando la spiaggia, non essendoci feste o altre iniziative, è meno frequentata”. “Inoltre - spiega la Brandoni - i locali colpiti da questi eventi sono situati alle estremità dell’arenile cittadino che abbiamo sempre indicato come punti particolarmente critici”.

Ieri la presidente del consorzio Falcomar ha parlato della questione con il comandante della polizia municipale Stefano Martelli, evidenziando la necessità di intensificare i passaggi proprio verso il cavalcavia della stazione e la zona al confine con Ancona dove è situato il bar Dona Flor visitato dai ladri la settimana scorsa. “E’ inquietante la faccenda della vetrata spaccata - osserva la Brandoni - ma anche il fatto che abbiano rubato i gelati e poi li abbiano gettati via. Non c’è rispetto per niente e per nessuno e questo aspetto è triste e preoccupante. Quasi tutti i bagnini mettono via le attrezzature ogni sera e le tirano fuori ogni mattina, un lavoraccio necessario in questa situazione”.

Intanto nella notte fra martedì e mercoledì (dalle 22 all’1 e 30 circa) il sindaco Goffredo Brandoni e il comandante della Municipale, assieme a tre agenti, hanno verificato la situazione in spiaggia e in via Clementina. “Prima - informa una nota del Comune - i controlli si sono concentrati nei pressi dei due cavalcavia, posti nelle vicinanze della stazione ferroviaria, dove erano state segnalate forti criticità dai residenti”. Solo nei pressi del cavalcavia di via Cairoli stazionava un gruppo di extracomunitari e dalle parole di un bagnino con il quale sindaco e agenti si sono fermati a parlare è emerso che negli ultimissimi giorni “la situazione sull’arenile è migliorata, anche in seguito alla presenza dei carabinieri”. Effettuato un controllo anche sulla Adriatica e in via Clementina, dove il fenomeno della prostituzione in strada è tornato ad essere preoccupante, questione già affrontata dal sindaco nel corso di un incontro con il questore di Ancona Giorgio Iacobone. Sempre a proposito di sicurezza sull’arenile, oggi alle 19 presso lo stabilimento balneare “Mirko & Ale” in zona Disco il Consorzio Adriatico, in collaborazione con la società nazionale di salvamento, il consorzio Falcomar e la Palombina srl, ha organizzato un incontro formativo sulle corrette procedure da seguire in caso di atterraggio sull’arenile dell’elicottero del 118
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mercoledì 1 luglio 2009

VIAREGGIO FISCHIA I CONTESTATORI DI SILVIO


Il Cavaliere sul luogo della tragedia ferroviaria. Nonostante i morti, pochi militanti dell`opposizione fanno a gara per insultarlo. La maggioranza dei cittadini applaude il premier: non è qui per fare un comizio, ma per darci una mano MATTEO ORSUCCI VIAREGGIO L`aveva dichiarato a Napoli nella mattinata di ieri: «Andrò subito a Viareggio a prendere la situazione in mano». L`auto blu è arrivata al municipio intorno alle 16, Silvio Berlusconi è sceso e ad accoglierlo ha trovato buona parte della cittadinanza che si era riversata nella piazza antistante l`edificio.

Quando esplode una cisterna, quando la tragica conta dei morti deve essere aggiornata di ora in ora, quando i giornalisti stanno logicamente sulle balle alla gente, ecco in giornate come quella di ieri a Viareggio la commozione è davvero tanto forte che tutti si stringono attorno e le polemiche politiche vanno a farsi benedire.

C`è un popolo di giovani davanti al Comune. Non hanno tessere, non hanno incarichi nel PdL. O almeno non tutti. Buona parte sta li per assistere all`arrivo del premier. Ha detto che prenderà la situazione in mano.

«Meno male che arriva lui» dice Chiara «sa, mio zio ha finito di pagare il mutuo proprio ieri l`altro. L`ultima rata, proprio quella che ti fa dire "ora questa è casa mia". E invece nulla.

L`esplosione gliel`ha accartocciata.

Vent`anni di sacrifici per nulla». Chiara è una ragazzina che venti anni ce li ha a malapena. E in gruppo con alcuni amici. Non sono forsennati ber- lusconiani, ma non tirano molotov.

Vivono respirando l`aria del momento:

quella rassegnazione mista alla fiducia che deve comunque esserci anche in tragedie come queste.

Esce íl Cavaliere dalla macchina, cominciano i flash dei fotografi, le telecamere si fanno largo tra la folla, e le prime file tenute a freno dal cordone sanitario che gridano «Silvio! Silvio!».

Ieri c`era Viareggio in piazza, certo, ma anche e soprattutto una generazione un po` nuova: giovani coi tatuaggi, coi piercing, gente che qualche anno fa potevi dire "questo è del collettivo studentesco di sinistra" e che invece stava lì fuori a tifare Silvio.

Anche perché la tragedia ha colpito il cuore e quel nervo scoperto di una città che alla fine si è stretta intorno al proprio orgoglio. «Lo sai che è morta anche la mamma di Marco...», «Ma dài, poveraccio... Pensa che stasera dorme da me perché dai suoi nonni non c`è più posto». Teenager, come si dice oggi, che si sono affrettati a darsi una mano l`un l`altro e sono finiti, quasi per caso o forse no, ad applaudire Silvio Berlusconi. Il quale in Comune ha preso parte ad una conferenza stampa molto sobria: ha parlato delle vittime, certo, del fatto che si stesse ancora scavando e del dovere morale di non smettere, dei dispersi, e dell`impegno del Governo... intanto fuori gli animi andavano accendendosi.

Qualche scalmanato è arrivato cercando «quel nano bastardo», gen- te che insomma ha rispolverato il turpiloquio per la situazione. Gli altri, quelli che già avevano visto l`arrivo e che erano rimasti, hanno detto loro «che davanti a un fatto così, davanti ai morti, non c`è destra o sinistra che tenga». Qualcuno ha usato il solito slogan: «Fascisti di m...». E una signora, sempre in fila, si è voltata, con le lacrime agli occhi dicendogli che suo papà era morto partigiano ma che lei Berlusconi lo aveva applaudito perché in momenti del genere una città deve essere una e indivisibile.

Berlusconi o non Berlusconì.

«Silvio pezzo dim...» era l`altro leitmotiv.

Alcuni giovanotti e di sinistra, scossi dall`accaduto, hanno quasi rispolverato la massima morettina:

«Con questi leader qua non vinceremo mai...». Si riferivano al fatto che Viareggio è passata al centrodestra alle ultime amministrative. E che appunto davanti ai morti, ai dispersi, alle mamme che piangono bambini morti, non è certamente Silvio Berlusconi il problema.

La folla dei berlusconiani, addirittura di sinistra, ha contestato insomma gli antiberlusconiani tout court. Il premier è stato fatto uscire dalla porta del municipio che dà su via Garibaldi, per questioni di ordine pubblico.

Qualcuno tra la gente si è sentito male per il caldo. Qualcuno di è sgolato urlando: «Silvio sei un buffone».

Un ragazzo tutto pieno di tatuaggi si è girato alla fine dicendogli: «Ma un è che il buffone sei te?». Ecco, appunto.

Barracuda, i ladri ripuliscono la dispensa


Dal Corriere di oggi

Falconara Ancora furti notturni al mare questa volta a farne le spese è stato il ristorante-bar Barracuda situato a pochi metri dal cavalcavia della Stazione. Nella notte fra lunedì e martedì ignoti ladruncoli hanno forzato la porta d’ingresso ed hanno ripulito indisturbati frigo, dispensa e bar. Ma prima di scegliere che cosa portare via i visitatori notturni hanno anche fatto uno spuntino nella sala interna e visto che c’era anche uno stereo in buone condizioni hanno deciso di prendere gli amplificatori. Ieri mattina i titolari del ristorante (che si trova fra lo stabilimento balneare “Le Ragazze” ed un lungo tratto di spiaggia libera, la notte molto frequentata da sbandati che spesso dormono sulla riva del mare) si sono trovati di fronte ad una situazione disastrosa, ma a quanto pare ancora non è stata fatta la conta dei danni alla struttura e l’inventario di ciò che manca. I ladri comunque si accaniscono indifferentemente sia sul lato nord che su quello sud dell’arenile cittadino, è di mercoledì scorso il furto, con annessi atti di vandalismo, al bar Dona Flor, ultimo esercizio balenare nel territorio del comune di Falconara. Al Dona Flor ignoti hanno sfondato a sassate la vetrata di ingresso e poi hanno distrutto tutti i tavolini che erano stati lasciati all’esterno sotto la piccola veranda del locale.

Il bottino anche in questo caso è stato soprattutto in generi alimentari e bevande, in particolare i ladri hanno portato via alcuni cartoni contenenti di gelati (trovati poi poco lontano completamente liquefatti), molte birre, bottiglie di grappa e di whiskey, ma anche diverse scatole di chupacups i leccalecca multigusto preferiti dai bambini. I Carabinieri della Tenenza di Falconara, avvisati di quanto accaduto, hanno immediatamente effettuato un sopralluogo sul posto che comunque di notte, oltre ad essere abbastanza isolato e lontano dagli ingressi pedonali, è anche in una zona in cui l’illuminazione è decisamente scarsa. Visto quanto sta accadendo con inquietante ciclicità i bagnini sono sempre più preoccupati date anche le evidenti difficoltà di una stagione balneare che, a causa del tempo incerto, ancora non riesce a decollare nella sua pienezza. Nelle scorse settimane gli operatori che aderiscono al consorzio Falcomar avevano discusso della difficile questione e la presidente del consorzio Adriana Brandoni aveva parlato della possibilità di un accordo con i colleghi di Palombina Nuova per l’istituzione di un servizio notturno
di vigilanza.
Da Libero di Mercoledi 1 Luglio




L’ Associazione Impegno Rosa Appoggia Con Grande Convinzione L’azione Meritoria Del Premio Nobel Per La Pace, L’iraniana Shirin Ebadi, Da Circa Vent’anni Legale Di Prigionieri Politici E Di Vittime Di Violazioni Dei Diritti Umani. La Coraggiosa Ebadi Si È Dichiarata Disposta A Difendere La Famiglia Di Neda, La Giovane Uccisa A Teheran Ed Ormai Simbolo In Tutto Il Mondo Della Rivolta Contro Il Regime Iraniano. Si È Detta Pronta, Come Riporta Il Giornale Al Jazira, A Rappresentare Legalmente La Sua Famiglia Contro Coloro “Che Ne Hanno Ordinato L’omicidio E Coloro Che Le Hanno Sparato”

Nel Nostro Specifico Di Piccola Associazione, Vogliamo Contribuire Affinché “L’ordine Non Regni A Teheran” E La Feroce Repressione Del Regime Abbia Fine. Non Ci È Dato Sapere Se Le Elezioni Siano State Manipolate,E Quanto, Ma Sappiamo Quanto Basta Della Brutalità Del Regime Di Ahmadinejad.

Si Esprime, Da Troppo Tempo, In Proclami Antisemiti, Nel Disprezzo Delle Donne, Nell’intolleranza Religiosa,Ostile Ad Ogni Reciprocità, Fino Alla Repressione Sanguinosa Di Ogni Manifestazione Pacifica.

Non Vogliamo Entrare Nelle Dinamiche Dei Rapporti Tra Chi Avrebbe Vinto E Chi Avrebbe Perso In Iran, Stiamo Solo Dalla Parte Dei Tantissimi Giovani E Delle Tantissime Donne Che Lottano Per Un Islam Tollerante, In Cammino Verso La Separazione Tra Sfera Religiosa E Sfera Politica, Dunque In Direzione Opposta Alla Sharia


Associazione Impegno Rosa

Elena Tanzarella