lunedì 8 febbraio 2010


Noi non dimentichiamo

Ricordo le migliaia e migliaia di uomini, donne, anziani e bambini, lasciati morire nel buio di una foiba, seppelliti vivi tra i morti. Perché si risparmiassero le pallottole. Ricordo maestri, preti, soldati, operai, studenti seviziati e uccisi dalle milizie comuniste jugoslave nelle scuole, in strada, in chiesa, in casa propria. Cadaveri disseminati senza pietà lungo tutto il confine nord-orientale d'Italia. Ricordo giovani donne torturate con tenaglie roventi, rinchiuse in gabbie di ferro, stuprate ed esposte al ludibrio degli uomini di Tito. Ricordo quei carnefici ancora impuniti, prosciolti dall'accusa di sterminio per aver operato in territorio "extranazionale" o mai neanche processati. Ricordo la disperazione dei 350 mila esuli italiani di Fiume, dell'Istria, della Dalmazia. Costretti ad abbandonare le loro case, le loro terre, i loro ricordi radicati nei secoli. Ricordo migliaia di persone scomparse nel nulla che l'Italia, l'Europa ed il mondo hanno fatto finta di dimenticare. Ricordo il silenzio degli storici di partito e l'omissione complice della scuola pubblica italiana, perché le giovani generazioni non sapessero, perché non ricordassero. Il 10 febbraio di ogni anno, nel "Giorno del ricordo in memoria delle vittime delle foibe, dell'esodo giuliano - dalmata e delle vicende del confine orientale" io indosso il fiocco tricolore per tributare il mio riconoscimento a questi Figli d'Italia troppo a lungo dimenticati

domenica 7 febbraio 2010

Hashish e coca, ambulante in cella

Giovane anconetano arrestato a Falconara Alta. In casa un’agendina con cento nomi di clienti


Falconara Nell’auto nascondeva 17 panetti di hashish, a casa altra “erba”, trenta grammi di cocaina e un’agendina con un centinaio di nomi in cui diligentemente annotava la contabilità della sua attività di pusher. Michele Di Francesco, bancarellaro anconetano di 36 anni, è stato arrestato l’altra sera dai carabinieri della tenenza di Falconara con l’accusa di detenzione di stupefacenti a fini di spaccio. Guidava una Fiat Punto, quando una pattuglia dell’Arma l’ha fermato per un controllo in via Otto marzo a Falconara Alta. Da tempo in realtà i carabinieri al comando del tenente Matteo Demartis tenevano d’occhio i suoi spostamenti tra Ancona, dove l’ambulante abita a Torrette, e la piazza falconarese. Spesso Di Francesco si muoveva cambiando vetture, prese in prestito da amici e parenti. I militari sospettavano che fosse uno spacciatore di hashish piuttosto attivo e dal controllo dell’utilitaria sono emerse prove piuttosto evidenti. Nascosti in un doppiofondo del sedile posteriore, c’erano infatti i 17 panetti di hashish da un etto l’uno. E altra droga, soldi e materiale per il taglio della droga, sono spuntati dalla perquisizione dell’appartamento di via Esino in cui il giovane abita da solo. In un mobiletto all’ingresso dell’alloggio i militari hanno trovato altri due etti di hashish, circa 30 grammi di cocaina di ottima qualità e l’armamentario per lavorare lo stupefacente da smerciare: “mannitolo”, usato di solito come sostanza da taglio, materiale utile per il confezionamento delle singole dosi, bilancini di precisione.

Settemila euro in contanti

I carabinieri della tenenza falconarese hanno trovato anche un’agenda con l'indicazione delle vendite già fatte e settemila euro in contanti, che per gli investigatori erano l’incasso dell’attività di spaccio. Almeno altri 30 mila euro in tutto, secondo una stima, poteva fruttargli la vendita della cocaina, circa cento dosi, e del chilo e 900 grammi di hashish. La droga è stata sequestrata dai carabinieri insieme a tre telefonini, che il giovane usava per tenere i suoi contatti.

Il commerciante ambulante, già conosciuto alle forze dell’ordine sempre per fatti legati alla droga, è ora in carcere a Montacuto. Domani mattina, assistito dall’avvocato Sabrina Sartini, comparirà davanti al gip per l’udienza di convalida dell’arresto. L’indagine, coordinata dal pm Irene Bilotta, di turno ieri in procura, cercherà di far luce sulla filiera dello spaccio, di cui Di Francesco sarebbe stata una pedina intermedia. Nell’agendina sono annotati i nomi (ma non i cognomi) dei clienti, ma agli investigatori interessa soprattutto risalire a chi forniva quei quantitativi di droga al bancarellaro anconetano e torneranno utili i tabulati telefonici dei cellulari in uso all’indagato.

“Il Pd illude i deboli a fini propagandistici”


Dal Corriere di oggi

Falconara “Il Pd non perde mai un'occasione per tacere”. Secondo il consigliere del PdL Raimondo Baia, componente della VI Commissione Servizi sociali, i Democratici falconaresi sono “farneticanti in consiglio comunale e faziosi sulla carta stampata”. Baia si riferisce in particolare all'interrogazione del capogruppo del Pd Antonio Mastrovincenzo sull’assistenza ai senzatetto e sulla necessità di interventi urgenti. “Mastrovincenzo – dice Baia – chiede al Comune di intervenire urgentemente a sostegno delle fasce sociali deboli per dovere civile e morale, ma ciò che non ricorda il Pd falconarese, o finge di non ricordare, sono le responsabilità civili e morali delle passate amministrazioni di centro sinistra di cui il Pd è erede, le quali perpetrando una politica di spreco e di inefficienza, hanno oberato il nostro comune di debiti”.

“Il PdL è convinto – afferma il consigliere Baia – che in una situazione di crisi come quella attuale, il Comune debba impegnarsi in ogni modo per sostenere le fasce sociali più deboli. L'amministrazione Brandoni è riuscita con grande sacrificio ad aumentare, anche se di poco, il fondo per i servizi sociali. Lo stato finanziario del Comune, non consente all’amministrazione di accedere ad ulteriori mutui per programmare e realizzare nuove azioni a sostegno dei cittadini”.

“Vista la situazione e le difficoltà dell’ente - rimarca Baia - invito il Pd a non illudere, ai soli fini propagandistici i deboli e i più disagiati con false promesse o proposte generatrici di aspettative che non potranno essere evase. Il Pd si impegni in futuro ad individuare i fondi a sostegno delle loro proposte, diversamente sarebbe più opportuno un dignitoso silenzio”.

Il Pd aveva chiesto, in questo periodo di temperature particolarmente rigide, che si potessero prevedere interventi particolari (pasti caldi, coperte, spazi appositi per la notte in strutture da individuare) a “sostegno di coloro che si trovano costretti a vivere all’aperto” come fatto anche in altre città (vedi Roma, Milano e Ancona)

venerdì 5 febbraio 2010

Spacciava in stazione Altro pusher in manette

Dal Corriere di oggi

Falconara Aveva dieci grammi di hashish e spacciava di notte davanti alla stazione ferroviaria. Altro arresto per droga l’altra notte durante un’attività di perlustrazione in borghese dei carabinieri di Falconara. L’uomo, A.A., un marocchino di 40 anni, disoccupato, ma già censurato per spaccio di droga, da tempo era stato notato dagli uomini del tenente De Martis. Specie di notte si aggirava a piedi dalle parti della stazione, probabile che fosse un pusher a caccia di clienti. Così mercoledì, attorno le 22, i carabinieri lo hanno fermato e perquisito. Il marocchino, in Italia da molti anni, aveva circa dieci grammi di hashish, già divisi in dosi e nascosti nelle tasche interne del giaccone. In seguito a una perquisizione domiciliare i militari dell’Arma hanno trovato altri quaranta grammi di hashish, un bilancino di precisione, oltre a 500 euro in banconote di piccolo taglio. Il tutto, compreso il denaro considerato provento di una precedente attività di spaccio, è stato posto sotto sequestro. Il marocchino è stato dichiarato in arresto per detenzione di sostanze stupefacenti a fini di spaccio e accompagnato in caserma per le formalità di rito.

Sempre mercoledì, attorno mezzogiorno, i carabinieri del Norm hanno eseguito un altro arresto a Palombina, nei pressi di Villa Adria. In manette è finito un marocchino di 25 anni risultato clandestino. Il ragazzo era a bordo di un mezzo di Conerobus e il controllore, dopo averlo pizzicato senza biglietto, ha chiamato i carabinieri.

Dal messaggero di oggi

di MARCO CATALANI

Il personale in esubero del Cam
salvato da Marche Multiservizi

FALCONARA - Per il personale in esubero al Cam potrebbe arrivare un salvagente da Marche Multiservizi. Se ne è parlato ieri mattina durante un incontro tra le parti in cui è stato fatto il punto sul lavoro dei tavoli tecnici tra le due aziende per la fusione tra la multiutility falconarese e l’spa pesarese-romagnola. Il Cam ha le carte pronte per mettere in mobilità 5 amministrativi. Piano che diventerà carta straccia se MM assorbirà i colletti bianchi. Rassicurazioni verbali ce ne sono state anche perché a Pesaro ci tengono a mantenere immacolato il ruolino che vede il risanamento di tutte le vertenze lavorative negli altri Comuni che si sono uniti alla società negli scorsi anni. Ai precari non rimane che attendere. Il Cam vorrebbe stabilizzarli ma può farlo solo se risolve gli esuberi. Intanto molti di loro, qualcuno a casa dal primo gennaio, qualche altro dal primo febbraio, hanno fatto vertenza all’ex datore di lavoro. In discussione anche come cambierà il servizio di raccolta dei rifiuti: meglio il porta a porta light del Cam o le isole ecologiche ravvicinate di MM? Si lavora a un piano industriale comune e la tabella di marcia sembra rispettare i tempi che indicano giugno come il mese dell’effettiva fusione. Passo che potrebbe vedere l’ingresso di un rappresentate falconarese nel cda di Marche Multiservizi.

 


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