martedì 13 gennaio 2009

Riscaldamenti al minimo: proteste di dipendenti e genitori


Dal Carlino del 13 Gennaio

I dipendenti comunali rischiano di beccarsi un bel raffreddore dopo le nuove disposizioni per il risparmio energetico, che impongono restrizioni nell'utilizzo del riscaldamento e controlli serrati sulle bollette; l'avvio del nuovo regime, infatti, e' coinciso con un periodo di freddo pungente. Cio' che, in particolare, non va giu' alla "truppa" e' che i "generali", ossia dirigenti e funzionari, abbiano provveduto a compensare l'abbassamento del riscaldamento centralizzato portandosi le stufette elettriche, che per il Comune comportano consumi di energia elettrica molto elevati, vanificando la strategia di risparmio che puntava a spendere 150mila euro l'anno in meno rispetto ai consumi attuali. Gli amministratori comunali hanno allora deciso di correre ai ripari: "Considerata l'estrema situazione di disagio, avvertita in particolare a Palazzo Bianchi - annuncia l'assessore al Patrimonio Matteo Astolfi - faremo una prova di innalzamento di 1 o 2 gradi del riscaldamento centralizzato, per creare condizioni di lavoro ottimale. A quel punto, pero', sara' assolutamente bandito l'utilizzo delle stufette elettriche, che gia' ora non sarebbe permesso". Ma intanto altre proteste si levano da parte degli utenti degli impianti sportivi: stando ai genitori, ad essere penalizzati sono i bambini che frequentano la piscina comunale, dove il riscaldamento viene acceso nello stesso orario dell'ingresso in acqua, anche se in realta' i piccoli si cambiano negli spogliatoi mezz'ora prima.

lunedì 12 gennaio 2009

Giallo a Rocca Priora. Tais Alves Gomes, 34 anni, è stata trovata da un’amica in camera da letto, nuda e con mani e piedi legati con nastro adesivo
Falconara, prostituta soffocata con un cuscino
La donna è stata uccisa forse sabato nel suo a ppartamento nel r esidence di fianco all’hotel Luca
Dal Messaggero del 12 Gennaio
FALCONARA Morta, nuda, legata a mani e piedi. Così è stata ritrovato, nella sua abitazione, il corpo di Tais Alves Gomes Edmeia, una prostituta brasiliana di 34 anni domiciliata in uno dei miniappartamenti del residence che sorge a fianco all'hotel Luca, in via Lungomare Rocca Priora. La donna, originaria di San Paolo, regolare in Italia e da anni domiciliata a Falconara, è stata trovata da una sua amica che ieri, attorno alle 16, era andata a controllare la situazione, preoccupata perché non riusciva a mettersi in contatto con lei. Quando è entrata in casa, l’ha chiamata. Non ricevendo risposta ha cominciato a cercarla in tutte le stanza. Nella camera da letto è apparsa davanti ai suoi occhi la terribile scena: Tais Alves Gomes Adilio era riversa sul pavimento, proprio a fianco al suo letto. Aveva un cuscino appoggiato sul volto, segno che chi l'ha uccisa lo ha fatto probabilmente premendoglielo in faccia ed impedendole di respirare fino a soffocarla. Il suo corpo era completamente privo di vestiti e sia le mani che i piedi erano imprigionati da diversi giri di nastro adesivo. L'appartamento non è stato trovato in un disordine tale da far pensare ad una lotta tra la donna e il suo assassino. A parziale conferma, il corpo della donna non presentava segni di violenza o di percosse. A stabilire l'esatta causa del decesso sarà comunque l'autopsia disposta dal magistrato. Nel frattempo è scattata la caccia all'omicida. Forse Tais conosceva chi l'ha aggredita. Forse un cliente. Sul movente, i carabinieri stanno valutando tutte le ipotesi ma sembra esclusa per il momento quella di un gioco erotico finito tragicamente. Più probabile un regolamento di conti nell'ambiente della prostituzione. Per il momento tutta la vicenda è all'ombra di un enorme punto interrogativo e le indagini ruotano a 360 gradi. Sul posto sono intervenuti diverse unità dei carabinieri: Tenenza di Falconara, Compagnia di Ancona, Nucleo Radiomobile, Nucleo Investigativo. Nell'appartamento, al civico 17 di via Lungomare, circa 80 abitazioni suddivise in due scale di fianco alla struttura ricettiva, hanno operato a lungo i reparti della Scientifica dell'Arma alla caccia di indizi utili. Il pm Valeria Sottosanti, titolare delle indagini, ha raggiunto Falconara attorno alle 18. Seguita dal colonnello Luciano Ricciardi, dal capitano Luca Staro e dai tenenti Matteo Demartis e Gabriele Tadoldi, il pm ha voluto verificare in prima persona la situazione. Si cerca di far luce sulla vita della donna per capire il movente che ha portato al delitto. I militari della Tenenza falconarese hanno ascoltato fino a tarda sera vicini di casa e conoscenti delle donna. La notizia si è sparsa in breve tempo e sotto il condominio, dove i carabinieri hanno identificato qualsiasi persona in entrata e in uscita dalle scale, sono arrivati alcuni amici della vittima. Sul luogo del ritrovamento sono arrivati anche alcune amiche brasiliane della donna. Nessuna di loro però aveva sentito Tais negli ultimi tempi. Secondo un primissimo referto della squadra di medicina legale guidata dalla dottoressa Loredana Buscemi, la morte risalirebbe a sabato. Gli inquirenti hanno già acquisito le immagini delle telecamere della videosorveglianza della zona. Un occhio del Grande Fratello è infatti installato all'incrocio tra via Fiume e il Lungomare, puntato proprio sull'ingresso condominiale, uno stabile abitato da parecchie donne e trans dediti alla prostituzione ma anche da normali famiglie, soprattutto stranieri. I fotogrammi delle telecamere potrebbero insomma aver immortalato l'omicida e consentire una accelerazione delle indagini. La Alves in passato era stata sposata con un italiano e ha un figlio che vive in Brasile. Non sembra avesse una relazione fissa.

domenica 11 gennaio 2009

"Niente residenza a chi non puo' mantenersi"
La maggioranza comunale lavora a questa ipotesi sulla scia di quanto avvenuto al Nord



Dal Carlino dell'11 Gennaio


"Via da Falconara i nulla tenenti, o comunque chi non e' in grado di dimostrare di potersi mantenere decorosamente attraverso un'attivita' regolare". E' questa una delle ipotesi di lavoro della maggioranza falconarese, che sta guardando ai Comuni del nord Italia, dove sono stati adottati provvedimenti che tendono a limitare la presenza sul territorio di stranieri senza un alloggio o un'occupazione stabile. La proposta e' stata avanzata da alcuni esponenti del Pdl lo scorso dicembre: si pensa a un'ordinanza sindacale che fissi parametri certi riferiti al reddito e alla condizione abitativa, pur nel quadro normativo attuale. "Ne stiamo discutendo - commenta il sindaco Goffreod Brandoni - e il dibattito all'interno della maggioranza e' ancora aperto. Come punto di riferimento, abbiamo preso un'ordinanza emessa in un piccolo Comune vicino Padova". L'atto in questione dovrebbe essere l'ordinanza 258 del 16 novembre 2007, emessa dal sindaco di Cittadella (in provincia di Padova) Massimo Bitonci. Il provvedimento ha per oggetto la "Attuazione delle disposizioni legislative generali in materia di iscrizione nel registro della popolazione residente e disposizioni congiunte in materia igienico sanitaria di pubblica sicurezza". E' previsto che la residenza venga concessa solo agli stanieri sulla base del reddito percepito e dei familiari a carico. Ad esempio uno straniero con un solo familiare a carico deve certificare di percepire uno stipendio o un reddito da attivita' autonoma pari a 5.061, l'importo sale se a chiedere la residenza e' un immigrato con due o tre familiari a carico: in questo caso il reddito necessario e' pari a 10123 euro annui; chi, invece, deve mantenere quattro o piu familiari dovra' guadagnare, sempre in base al provvedimento di Cittadella, almeno 15.185 euro l'anno. Gli immigrati dovranno inoltre produrre il nulla osta rilasciato dallo sportello Cip. Condizioni, quelle elencate, che valgono anche per gli immigrati dalla Romania e dalla Bulgaria. Alll'interno della maggioranza, invece, punta anche all'allontanamento dal territorio (e non solo al mancato rilascio della residenza) di chi non risponde ai requisiti: chi non e' in grado di mantenersi con un'occupazione regolare e' visto da alcuni come un soggetto potenzialmente portato a delinquere.
Economia Il sindaco e' pronto a incontrare i sindacati e l'azienda per verificare questa ipotesi

Possibili esuberi all'Api, Brandoni: "Voglio capire"


Dal Carlino dell'11 Gennaio

Fa discutere anche il mondo politico l'ipotesi di eventuali esuberi alla raffineria Api di Falconara, esuberi paventati sulla base di uno studio di settore (studio Solomon) che indica come ottimale, per una raffineria delle dimensioni di quella falconarese, un organico inferiore di decine di unita'. Questo aspetto, messo in luce ieri dai rappresentanti sindacali, era emerso anche negli anni scorsi, ma ora il timore tra i lavoratori e' che, senza la prospettiva della nuova centrale, sara' piu' complicato mantenere gli attuali livelli occupazionali. Cauta la reazione del sindaco Goffredo Brandoni: "Vorrei interpellare direttamente i sindacati e l'azienda - commenta - per capire se questo rischio e' immediato oppure se gli esuberi sono una prospettiva futura. Come i rappresentanti dei lavoratori sanno, sono disponibile a riceverli se mi chiederanno un incontro". Ad approfondire l'analisi politica e' il capogruppo del Pdl Clemente Rossi, che ricorda l'atteggiamento del centrodestra rispetto all'Api esplicitato sin dalla campagna elettorale: "La nostra e' stata sempre una politica basata sulla concretezza, non ideologica. Nel perseguire l'obiettivo di avviare un rapporto diverso, piu' costruttivo con l'azienda, abbiamo bene in mente la salvaguardia dei posti di lavoro. L'Api e' una realta' che non si puo' distruggere, c'e' da 50 anni e restera' per altri 50. Siamo favorevoli alle centrali e non trascuriamo gli aspetti legati alla salute e all'ambiente, ma con i piedi ben piantati per terra. L'accordo sottoscritto dal Comune impegna l'Api a limitare le emissioni inquinanti, abbiamo detto di si in virtu' di questo ed abbiamo proposto un ossevatorio per il controllo. Quanto alla salute, prendiamo atto dell'indagine epidemiologica, che pero' oggettivamente non e' arrivata a conclusioni definitive: lo studio va esteso alle persone in vita".

sabato 10 gennaio 2009


Falconara, avvisi a Pesaresi e Scortichini
Corte dei Conti, indagine sul parco Kennedy: coinvolti i due ex assessori



Dal Messaggero del 10 Gennaio

FALCONARA – Continuano a piovere gli inviti di dedurre (l’equivalente degli avvisi di garanzia della giustizia penale) da parte della Corte dei Conti per le passate gestioni del Comune di Falconara. Ora sono chiamati a rispondere sotto il profilo della responsabilità erariale anche Roberto Pesaresi e Giancarlo Scortichini. I due ex assessori della giunta guidata dall'allora sindaco Giancarlo Carletti, al bilancio il primo e all'ambiente il secondo, dovranno dunque presentare delle relazioni scritte alla Corte dei Conti per l’inchiesta portata avanti dal pm contabile Alberto Avoli riguardante il parco Kennedy.Ai nomi già annunciati i giorni scorsi di sindaco, giunta e ufficio tecnico, si aggiungono quindi anche quelli di Pesaresi, attuale presidente dell’Interporto, e Scortichini. Entrambi non hanno rilasciato alcuna dichiarazione in merito alla questione. Tutti loro hanno il limite di 120 giorni di tempo per presentare alla Corte una memoria scritta sui fatti accaduti, ovviamente a propria discolpa, e questo dovrebbe aiutare gli inquirenti a venire a capo della vicenda. La Corte dei Conti, porterà dunque avanti le inchieste aperte sul verde pubblico per i rapporti che intercorrevano tra Comune e Cam (che si terrà il prossimo 19 marzo e per cui è previsto un danno erariale di 340 mila euro) che vedrà rispondere in prima persona, oltre Carletti, anche il dirigente Luciano Fantozzi e l’ex direttore della multiservizi Cam Mauro Rocchi e due dipendenti comunali, e l’inchiesta sull’indennizzo dell'ex dirigente comunale Gianfranco Meschini, il dirigente comunale accusato di essersi aumentato da solo lo stipendio (per cui sarà chiamata a rispondere l’intera giunta 2002 fissata in agenda il 21 aprile e per cui è previsto un danno erariale di 50 mila euro).Ma c’è di più. La Corte dei Conti sta notificando proprio in questi giorni degli altri inviti a deporre (anche se ancora non si conoscono i nomi degli interessati) riguardanti alcuni locali che l’amministrazione Carletti avrebbe preso in affitto. Tutti gli ex assessori chiamati in causa si difendono affermando che gli atti da loro firmati avrebbero avuto tutti un’adeguata copertura finanziaria e lamentano il fatto che ora si stia indagando sui meriti delle scelte effettuate dalla Giunta. Avoli, infatti, accusa le troppo elevate spese di riqualificazione del parco cittadino, mentre tutti coloro chiamati in causa, compreso l’ex sindaco Carletti, definiscono le spese effettuate ”un investimento per la città”. Sulla delicata questione è intervenuto anche l’attuale sindaco di Falconara Goffredo Brandoni che non pare sorpreso dalla vicenda. «Inviti a deporre? La notizia non mi sorprende, – ha commentato – anche se prima di esprimere un mio parere aspetto di conoscere meglio l’intera questione. Credo nella giustizia che sta facendo il suo corso».Ricordiamo che le indagini della Corte dei Conti riguardano soltanto le responsabilità di gestione dei pubblici amministratori sotto il profilo economico. Per ora gli inviti vanno considerati a garanzia degli indagati, che potranno così giustificare il proprio operato. Diversamente, se la Procura deciderà di citare a giudizio gli amministratori falconaresi, verrà celebrato un processo.