domenica 13 aprile 2014

MONTEMARCIANO

Colpo in casa da 200 mila euro
Presa la banda italo-albanese

Il blitz nell'abitazione di una coppia di anziani invalidi


MONTEMARCIANO - Sono stati denunciati e identificati gli autori del maxi furto da 200 mila euro in casa di due anziani invalidi Presi gli autori del maxi colpo nella casa di due anziani. I carabinieri di Montemarciano hanno denunciato la banda che ha assaltato l'abitazione di una coppia di ultraottantenni invalidi scappando con un bottino di circa duecentomila euro tra contanti e preziosi. I carabinieri hanno denunciato tre persone, un italiano e due romeni, tutti residenti a Montemarciano. Nel corso delle indagini, i militari hanno appurato che i due romeni si erano già resi responsabili di altri tre furti, tutti nel 2013, in danno dei medesimi proprietari, fino ad oggi mai denunciati.

              IESI  


Far West all'ospedale di Jesi
Ubriaco aggredisce sanitari, 7 feriti


IESI - Far West al Pronto soccorso di Jesi. Un tunisino completamente ubriaco ha dato in escandescenze, aggredendo medici e infermieri, prendendo a calci gli arredi e danneggiando un’ambulanza. Ci sono voluti dieci uomini per bloccarlo e riuscire a sedarlo prima dell’arrivo dei carabinieri. Un inferno scoppiato alle 22,30 di venerdì. E a causa sua, sette operatori sanitari sono rimasti feriti con prognosi dai sette ai dieci giorni. Ennesimo allarme sicurezza, che solo per fortuna non ha coinvolto anche pazienti e persone in attesa al triage
Erano circa le 22,30 quando al Pronto soccorso s’è presentato un tunisino (M.S. le sue iniziali), 37 anni nullafacente, residente in città. L'uomo, completamente ubriaco, ha dato in escandescenze scagliando calci contro gli arredi della sala d’aspetto e del triage. Scene di panico, sotto gli occhi inorriditi delle decine di persone in sala di attesa e degli operatori che non riuscivano a bloccarlo.
Quattro infermieri, un operatore del 118 e due inservienti sono rimasti feriti. Sette persone finite sotto infortunio. I pazienti in osservazione si sono barricati nelle stanze di visita, così come hanno fatto alcuni infermieri. Ma l’uomo ha divelto la porta e aggredito gli operatori sanitari. Sul posto sono intervenuti i carabinieri. L'ubriaco dopo aver smaltito la sbornia è stato dimesso ieri mattina alle 11,30.
(Corriere Adriatico)

giovedì 27 marzo 2014

  Un pensiero commosso ai familiari

Addio Assunta, maestra
e dirigente comunale


FALCONARA - Falconara piange Assunta “Susy”. Coltrinari, ex insegnante e dirigente comunale. Aveva 61 anni, è stata stroncata da un male incurabile. Assunta Coltrinari era molto conosciuta in città anche per essere la moglie dell'ex insegnante di educazione fisica Walter Ridolfi della dinastia che ha dato vita alla rinomata Villa Amalia. Moglie e madre affettuosa di tre figli: Massimiliano, Francesca e Silvia. Laureata in Pedagogia a Urbino con il massimo dei voti, ha conseguito l'abilitazione all'insegnamento per la scuola secondaria di secondo grado, scuola materna statale ed elementare. Era anche impegnata nel volontariato con L'Unitalsi. Nel 1975 ha iniziato a collaborare con il Comune, come insegnante di scuola comunale dell'infanzia di ruolo. Poi cinque anni fa la qualifica di dirigente dell'ufficio Scuola, Cultura, Turismo, Politiche Giovanili e Sport, poi è stata punto di riferimento del settore dei Servizi Sociali. Diversi i progetti a cui ha partecipato come l'apertura dell'asilo nido Sirenetta e quello montessoriano "Aquilone". La pensione a maggio del 2013, a causa della malattia che l’ha vinta.
(Corriere Adriatico )

 Meno male che qualcuno si rende conto che qualcosa è cambiato e non si può ignorare sempre tutto o fare del sarcasmo.

Sarcasmo sciocco e  frutto di paura secondo me.

Veneto, il "referendum" sull'indipendenza boccia lo stato centrale. Ilvo Diamanti su Repubblica: "Non è uno scherzo"

(Hufftinton post)

Il referendum sull'indipendenza del Veneto promosso dalla forze autonomiste che hs raccolto un plebiscito a favore dell'addio all'Italia, non è da prendere come uno scherzo. A scriverlo su Repubblica è Ilvo Diamanti, che in una lunga analisi spiega le ragioni dei "mal di pancia" nei confronti dello stato centrale. Lo conferma un sondaggio di Demos, condotto presso un campione rappresentativo di elettori veneti nei giorni scorsi (per la precisione: il 20 e il 21 marzo).
La partecipazione al referendum, dai dati, esce ridimensionata. Ma resta, comunque, molto significativa. Quasi metà degli elettori veneti, infatti, sostiene di aver votato oppure di essere intenzionato a farlo. E poco meno dell’80% di essi si dice favorevole al quesito referendario: l’indipendenza veneta. Una posizione condivisa, d’altronde, da un terzo di coloro che dicono di non essere intenzionati a votare.
Nell’insieme, la maggioranza degli elettori (compresi nel campione) si dice d’accordo con l’ipotesi che “il Veneto diventi una repubblica indipendente e sovrana”. Circa il 55%. Mentre i contrari sono poco meno del 40%. Dunque, l’indipendenza costituisce una prospettiva attraente per la maggioranza della popolazione. Piace, soprattutto, agli imprenditori e agli operai. I lavoratori dipendenti e autonomi della piccola impresa, che costituiscono il “distintivo” economico e sociale del Veneto. Solo tra i più giovani — e, quindi, fra gli studenti — la posizione contraria all’indipendenza prevale nettamente. Oltre che fra i disoccupati. Anche dal punto di vista politico, gli orientamenti sono molto chiari. L’indipendenza veneta piace agli elettori di Destra (in particolare di FI) e, ovviamente, ai leghisti e agli “autonomisti”. Ma prevale nettamente anche fra gli elettori del M5s, dove, peraltro, negli ultimi due anni è confluito gran parte del voto leghista. Il Veneto, d’altronde, è politicamente una zona di centrodestra. Forzaleghista (come la definiva Edmondo Berselli).
La distanza dei veneti dallo Stato nazionale, dunque, è cresciuta e oggi si traduce in aperto distacco. In misura molto maggiore che in passato. Tuttavia, molte cose sono cambiate, negli ultimi anni.
                        NO NON CI SIAMO PROPRIO.....

Tagli alla sicurezza e ingresso di clandestini: 

l’Italia sarà terra di scorribande


27– “Man mano che si va avanti, si svela il piano segreto di Renzi: smantellare la sicurezza nazionale, tagliando decine di migliaia di unità tra Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza, si approvano indulti mascherati e svuotacarceri, e ora si abroga anche il reato di immigrazione clandestina attraverso un emendamento approvato dal Senato e inserito nella pdl delega al governo in materia di pene detentive non carcerarie e riforma del sistema sanzionatorio.
L’Italia, indifesa, sarà terra di scorribande nella quale scorazzeranno disperati proveniente dal Sud del mondo. Non è così che si alimenta la solidarietà nei confronti dei più sfortunati e non è così che si alimenta quel clima di coesione sociale che dovrebbe essere alla base di uno Stato di diritto. A questa nuova onda migratoria si aggiungeranno le migliaia di delinquenti che hanno beneficiato di leggi svuota carceri. Ci chiediamo se Renzi sia davvero consapevole di quello che sta combinando la sua inquieta maggioranza. In caso contrario, glielo rammentiamo noi. Fratelli d’Italia avverserà in ogni modo l’abrogazione del reato di ingresso clandestino. Nessuno sconto sulla sicurezza nazionale e a tutela dell’incolumità degli italiani”. È quanto dichiara il vice-capogruppo di Fratelli d’Italia Fabio Rampelli.
Questo l’articolo relativo all’abrogazione del reato di ingresso clandestino, nella pdl “Deleghe al Governo in materia di pene detentive non carcerarie e di riforma del sistema sanzionatorio. Disposizioni in materia di sospensione del procedimento con messa alla prova e nei confronti degli irreperibili”. Articolo 2 comma 3 lettera b: “abrogare, trasformandolo in illecito amministrativo, il reato previsto dall’articolo 10-bis del testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero, di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, conservando rilievo penale alle condotte di violazione dei provvedimenti amministrativi adottati in materia; “.  OPI
(Imola oggi)