venerdì 16 maggio 2014

giovedì 15 maggio 2014



Un articolo che espone un problema tutto italiano, a mio avviso

Expo. Dello scontro in procura a Milano almeno una cosa è chiara: «I magistrati hanno un potere smisurato»

Maggio 14, 2014 
Redazione
Nella lotta fra Bruti Liberati e Robledo in scena al Csm, Filippo Facci intravede l’emblema di uno dei problemi più gravi della giustizia, «lo scenario enormemente discrezionale» in cui si muovono i pm
La guerra fra magistrati nella procura di Milano sarà anche difficile da comprendere ai profani della materia, ma una cosa la fa emergere chiaramente agli occhi di chiunque, e cioè «lo scenario enormemente discrezionale» nel quale si muovono le toghe. A scriverlo è Filippo Facci in un commento apparso oggi su Libero. Il giornalista intravede nella lotta fra Alfredo Robledo e il procuratore capo Edmondo Bruti Liberati (da giorniin scena al Csm) l’emblema dell’assenza di limiti del potere dei pm.
BRUTI LIBERATI VS ROBLEDO. L’ultimo capitolo dello scontro fra Bruti Liberati e Robledo sono le accuse che il capo della procura meneghina avanza davanti al Csm. Secondo Bruti Liberati, Robledo ha «determinato un reiterato intralcio alle indagini» su Expo e «posto a grave rischio il segreto delle stesse». Robledo, afferma procuratore capo di Milano, «pur essendo costantemente informato del fatto che era in corso un’attività di pedinamento e controllo su uno degli indagati svolta da personale della polizia giudiziaria, ha disposto analogo servizio delegando ad altra struttura della stessa Guardia di Finanza». Accuse pesanti, sottolinea Facci, «perché intralciare un’indagine sarebbe anche un reato».
ASSENZA DI REGOLE. Più interessante dell’esito della guerra fra i due magistrati, secondo Facci, è ciò che emerge leggendo gli atti del Csm: «Il differenziato profilo che si intravede» fra i due pm. Facci descrive Bruti Liberati, ex presidente di Magistratura democratica (la corrente “di sinistra” dell’Anm), come «uomo d’apparato, di corrente, politicizzato, sensibile agli scenari politici e ai suoi cambiamenti, alle conseguenze delle inchieste che nascono dai suoi uffici: dunque un abile amministratore».
Robledo, invece, Facci lo definisce come un magistrato «più compiaciuto della propria indipendenza sancita dalla Costituzione, più immediato, automatico, quasi precipitoso, convinto che una certa ruvidità faccia parte dei suoi doveri e ufficialmente indifferente alle conseguenze delle sue indagini».
«Entrambi i profili – spiega Facci – se portati all’eccesso, descrivono alla perfezione il periglioso archetipo del magistrato all’italiana». Dallo scontro emerge anche che i pm non si muovono in un territorio dominato da «regole inflessibili e rigide». Al contrario, conclude il giornalista, sono dotati di «un potere smisurato che si può esercitare in un modo o nell’altro».
(da TEMPI)

domenica 11 maggio 2014



Cari amici oggi voglio condividere con voi un articolo sul quale ho riflettuto parecchio......


La vera, colossale trattativa Stato-mafia avviene sotto gli occhi indifferenti dell’Europa. Sulla pelle degli immigrati
Maggio 11, 2014 Rodolfo Casadei
Lo ha ammesso l’assessore Majorino parlando dei profughi siriani sbarcati in Sicilia e arrivati a Milano. «Di fatto il governo, volente o nolente, confida che sia la manodopera criminale a portarli via dall’Italia.
 E Bruxelles se ne lava le mani
Altro che la trattativa “stadio-mafia”pateticamente smentita dal prefetto di Roma e dal ministro degli Interni: nell’indifferenza generale, lunedì scorso sulle pagine milanesi di Repubblica l’assessore Pd alle Politiche sociali Pierfrancesco Majorino ha denunciato un accordo Stato-mafia di proporzioni gigantesche, relativo alla gestione delle migliaia di esseri umani che in queste settimane vengono raccolti dalle navi italiane al largo delle coste libiche e trasportati in Sicilia. Da lì partono alla chetichella alla volta di Milano: solo di siriani ne sono arrivati 5.600 in sei mesi. Ma non si fermano, solo 8 hanno chiesto asilo: «È inutile che ci giriamo attorno: questi profughi, se non sono assistiti, fanno il loro viaggio grazie alle reti criminali. Di fatto il governo, volente o nolente, confida che la manodopera criminale porti via dall’Italia i siriani. Questa è l’esperienza che stiamo facendo in questi mesi».
Dunque, ricapitoliamo: c’è una Convenzione di Dublino, da poco rinnovata, in base alla quale l’Unione Europea se ne impippa dei profughi e prescrive che a provvedere all’accoglienza e all’integrazione dei potenziali titolari di protezione umanitaria sia il primo stato europeo dove essi approdano. Di fatto, scarica il problema sull’Italia e sugli altri paesi europei che si affacciano sul Mediterraneo. E c’è un paese, l’Italia, che si comporta come se avesse stretto un patto coi trafficanti di carne umana: conl’operazione Mare Nostrum va a raccogliere sotto costa i passeggeri delle barche dei clandestini, incrementando il giro d’affari e facilitando il lavoro degli scafisti libici; poi permette che sul suo territorio i nuovi arrivati siano gestiti da un secondo livello criminale, che opera tranquillamente in quanto permette al nostro paese di aggirare l’iniqua Convenzione di Dublino.
Questa è l’Europa che il 25 maggio chiederà ai cittadini di 28 paesi di andare a votare il nuovo parlamento europeo e di riaffermare l’egemonia dei “valori europei”. Detti valori includono, a quanto pare, il cinismo e il tirare a fregarsi fra paesi membri in materia di rifugiati, programmi di austerità in base ai quali centinaia di milioni di persone dovranno lavorare per decenni (o sopravvivere da disoccupati) per ripagare i debiti, l’esproprio delle politiche economiche nazionali che vengono interamente decise a Bruxelles e Francoforte, il lavaggio del cervello nelle scuole per imporre ai ragazzi l’ideologia Lgbt, l’introduzione di reati d’opinione per chi dissente dalla teoria di genere, il potere illimitato delle varie magistrature (le giudicanti e le costituzionali, le nazionali e le europee) che possono perseguitare un politico inviso all’establishment (il caso Berlusconi), annientare leggi votate dai parlamenti e sottoposte a referendum (fecondazione eterologa), arrestare un politico alla vigilia delle elezioni per condizionare il risultato (il caso Gerry Adams nell’Irlanda del Nord).
Tutto il potere alle lobby finanziarie, ai magistrati, alle burocrazie di Bruxelles e all’establishment tedesco. Unico modo di sottrarsi: accordi Stato-mafia. È questo il modello europeo che merita di essere esportato a Kiev e a Mosca?
( da TEMPI.IT)

DEDICATO  A  TUTTE  LE  MAMME  E 

 A TUTTE  LE NONNE , CHE SONO MAMME 2 VOLTE!

( Abbiate pazienza ma a  me ma la sola dicitura di genitore 1 o 2 provoca un forte senso di fastidio....)