sabato 17 agosto 2013



Un altro suicida, ma non era gay e non merita le prime pagine

suicidio-crisi-

Un muratore di 52 anni si è ucciso in una vallata del Piemonte. Non era gay, dunque nessuna prima pagina dei quotidiani. Non è stato ucciso da un’amante. Dunque nessuna informazione televisiva. Non era un immigrato in arrivo dalla Libia. Dunque nessuna solidarietà da ministri o presidente della Camera, nessuna preghiera del Papa. Ha lasciato un biglietto in cui ha spiegato che non ce la faceva più economicamente. Dunque da non far sapere in giro. Perché i media son tutti impegnati a raccontare che l’Europa è uscita dalla recessione, che tutto va bene purché il governo resti in carica.
Giorgio Napolitano assicura che aprire una crisi politica sarebbe fatale. Per il muratore piemontese è stato fatale questo governo, è stato fatale il governo di Monti e Fornero. D’altronde, mentre i politici del Pd spiegano che l’Imu deve essere pagata, chi non ha i soldi per pagarla si uccide. Nel disinteresse delle feste di partito, degli spin doctor che si occupano dei candidati da promuovere come fossero saponette o detersivi. Al muratore suicida non importava nulla delle rinunce del governo Alfetta ad un aereo tra la flotta di cui dispongono ministri e soci. Al muratore interessava un lavoro che consentisse di vivere. Ma il lavoro non c’è anche se gli analisti di servizio assicurano che la recessione è finita. Aggiungendo che, comunque, la disoccupazione aumenterà. E l’Imu non aiuterà certo i muratori, perché i costi delle tasse vengono sottratti non solo alla costruzione di nuovi edifici, ma anche alla manutenzione. Se i soldi non ci sono, i lavori si procrastinano. Ma Monti, il maggior responsabile del disastro, insiste che bisogna pagare. E se non si può pagare, si devono vendere gli immobili. Finendo in mezzo ad una strada, ma è Monti che ce lo chiede. I cartelli di vendita, appesi ovunque, portano ad una ridistribuzione del patrimonio immobiliare italiano. Nel silenzio assordante dei media. Perché a comprare, a prezzi di saldo, non sono i nuovi ricchi, i ceti emergenti, in una ridistribuzione sociale. No, a co
mprare sono le società degli speculatori. Sono quelli che i soldi ce li avevano già e che ora si possono arricchire speculando sulle difficoltà del ceto medio che si impoverisce. Sono loro i grandi sostenitori dei Monti, degli Alfetta.


 di Augusto Grandi © 2013 Qelsi 
(Giornalista di economia, politica, geopolitica, senior fellow del centro studi “Il Nodo...)


Il Comune di Roma non vuole più ricordare le foibe

 

Riccardo Ghezzi-QELSI

 

 La dichiarazione del vicesindaco di Roma Luigi Nieri avrebbe rischiato di passare in sordina, non fosse stata riportata dal Giornale d’Italia di Francesco Storace e condivisa sui social network. In un’intervista-spot rilasciata al Corriere, il vicesindaco ha dichiarato candidamente: “Roma è medaglia d’oro della Resistenza, ha subito il fascismo e il nazismo, la deportazione del Ghetto. È quella la nostra memoria. Altre città ricorderanno le foibe” rispondendo ad una precisa domanda del giornalista che gli chiedeva “Continuerete a riportare i ragazzi delle scuole alle foibe?”.
Il giornalista in questione si è ben guardato dall’incalzare Luigi Nieri, chiedendogli ad esempio se fosse il caso di concepire il ricordo delle foibe come qualcosa che strida con il fatto che Roma è città medaglia d’oro alla Resistenza. Una concezione anomala, che si può prestare a due interpretazioni: o chi ha fatto la Resistenza si deve vergognare delle foibe, oppure i martiri delle foibe erano tutti fascisti che non dovrebbero essere in alcun modo ricordati.
Nel primo caso saremmo di fronte a una tardiva quanto grave ammissione storica, su cui sarebbe opportuno fare riflessioni; nel secondo saremmo alle prese con un falso storico, che anche se non fosse tale sarebbe in ogni caso una presa di posizione a dir poco sciocca.
Luigi Nieri non dovrà spiegare nulla di tutto questo, perché il giornalista del Corriere ha preferito continuare nella marchetta e non osare fargli domande scomode.

 Tant’è che l’intervista è stata pubblicata con il titolo “Fori Imperiali aperti anche di notte. Ingresso gratis per i meno abbienti”, com’è giusto che sia: il lettore, in nome della trasparenza, deve essere consapevole del fatto che si stia imbattendo in uno spot, in una marchetta. Altrimenti a cosa servirebbero i finanziamenti all’editoria?
Nessun accenno, né nel titolo né nel sottotitolo, alla frase sulle foibe, che nei piani del Corriere avrebbe quindi dovuto cadere nel dimenticatoio.

Così non è stato. La dichiarazione, assurda, non è sfuggita né a Storace né ad alcuni esponenti romani di Fratelli d’Italia, che in una nota congiunta firmata dal capogruppo in Campidoglio Fabrizio Ghera e da Andrea De Priamo e Federico Mollicone hanno dichiarato:

La dichiarazione del vicesindaco Nieri con cui annuncia che Roma non farà i viaggi della memoria e non ricorderà le foibe è ignobile e deve essere smentita o seguita dal ritiro della delega da parte del sindaco Marino.
I tre esponenti di Fdi hanno poi evidenziato
Roma non solo accolse i profughi istriani, giuliano e dalmati in fuga dall’orrore, ma esiste anche una legge dello Stato, n. 92 del 2004, che dispone l’obbligo per le scuole e le istituzioni di onorare e far conoscere la tragedia italiana degli infoibati per decenni nascosta e mistificata dalla storiografia sinistra e di sinistra. L’amministrazione capitolina con l’assessore Marsilio integrò i viaggi della memoria per i Licei, oltre che per il doveroso ricordo della Shoah, per far conoscere i luoghi fisici del massacro. In più, abbiamo consegnato di recente le chiavi della Casa del Ricordo alle associazioni degli esuli, messo una targa al centro che accolse gli esuli nel Rione Esquilino e patrocinato le mostre organizzate al Vittoriano dalla Presidenza del Consiglio. Chiediamo che Nieri si scusi pubblicamente o che il sindaco Marino gli tolga la delega di vicesindaco. Roma non può tollerare uun simile oltraggio. Ignoranza storica o fanatismo? Sarà il sindaco Marino a chiarire. Forse. Per adesso è in ferie e si sta facendo sostituire dal vice-sindaco campione in gaffes.


cor

domenica 11 agosto 2013

Soldi e hashish sequestrati dai carabinieri



 

 

Vendeva kebab e hashish
Un arresto a Falconara



 
FALCONARA - I carabinieri della Tenenza di Falconara ieri sera hanno arrestato per spaccio di droga il tunisino D.J., 49 anni, tunisino, gestore di un noto kebab del centro. Da tempo il locale era nel mirino dei militari, che avevano individuato nell'esercizio commerciale un vero e proprio centro di smercio della droga.
Attraverso servizi di appostamento con l'utilizzo di attrezzature per filmare a distanza quanto avveniva nel skebab, infatti, i carabinieri in borghese hanno potuto riprendere un episodio di spaccio hashish ad opera dello steso gestore del kebab. A conclusione dell'intervento, oltre al sequestro di circa 400 euro provento dell'attività illecita, di vari cellulari e circa 30 grammi di hashish suddivisi in dosi e nascosti all'interno di un borsello posto sotto il secchio della spazzatura in cucina, si è proceduto anche a comunicare all'autorità amministrativa quanto accaduto ai fini della sospensione della licenza.

giovedì 1 agosto 2013







                           IN PIAZZA A DIFENDERE 

                         L'AUTOMEDICA