INAUGURAZIONE LUDOTECAORATORIO
PARROCCHIA SAN GIUSEPPE

L’ultima puntata di Ballarò ha chiarito molto bene la strategia di certi ambienti politici e culturali italiani (che hanno in mano importanti canali massmediatici) a proposito di Imu e Chiesa cattolica. Da Floris si parlava di crisi economica, tanto per cambiare. E ci si chiedeva, tanto per cambiare, dove andare a cercare i soldi che servono. E’ a questo punto che Floris lancia un servizio che sembra promettere chissà quali rivelazioni sulla Chiesa e il pagamento dell’Ici oggi e dell’Imu in futuro.
Il servizio va in onda, ma non rivela un bel niente di nuovo in materia, nonostante la faziosità dell’impostazione, evidente solo a chi conosce e ha studiato un po’ la questione. L’inviata gira per negozi e per “alberghi” gestiti dai religiosi, ma non c’è alcuno scoop. Il perché è facile: la Chiesa già paga l’Ici sulle attività evidentemente commerciali. E questo perché c’è una circolare ministeriale del 2009 che ha fatto chiarezza, in base alla quale, tanto per fare degli esempi, paga l’Ici un oratorio che affitta all’esterno i campi di calcio; un appartamento di proprietà di una parrocchia dato gratuitamente a una famiglia bisognosa; il bar dell’oratorio; un locale libreria all’internodi un edificio religioso; una clinica privata (cioè non accreditata dal servizio sanitario nazionale) gestita da una congregazione religiosa; un albergo gestito da un ordine religioso. Altre strutture (cinema, teatri, ostelli della gioventù, ospedali convenzionati...) sono invece esenti da Ici, purchè la loro attività sia evidentemente sociale-assistenziale e condotta senza ricadute commerciali.
Tutto questo è già nero su bianco da anni e vale non solo per la Chiesa, ma per tutto il mondo del no-profit. E, aggiungiamo, è sommamente giusto ed opportuno, perché in questo modo lo Stato, secondo un sano principio di sussidiarietà, riconosce che non può arrivare ovunque e incoraggia e favorisce tutti quei soggetti che si mettono al servizio della società, con la loro iniziativa e creatività. Insomma, lo Stato si fa “aiutare” dai suoi cittadini ad aiutare i suoi cittadini. Se c’è qualcuno che ha qualcosa da ridire, alzi la mano e spieghi perché.
Cosa succederà con l’Imu? Che quanto già avviene in base alla circolare citata verrà recepito e ulteriormente chiarito. In alcuni casi per certe strutture religiose andrà anche meglio, perché si svincoleranno dal computo della superficie tassabile quei locali adibiti esclusivamente ad uso religioso (la famosa cappella delle suore che gestiscono l’albergo, oggi tassata come tutto il resto dell’edificio).
Ma torniamo al servizio di quel furbetto di Floris, che è nella coda che ha il veleno. Qual è infatti l’obiettivo vero di Floris e della sua combriccola, di Repubblica, del Fatto Quotidiano e di tutta questa bella gente? Le scuole cattoliche. Quei grandi istituti con un sacco di metri quadrati, che sono esenti da Ici e, pare, saranno esenti anche da Imu. Floris e tutta la sua bella combriccola vorrebbe che le scuole pagassero. Alla fine è tutto qui. Si vedono immagini di grandi edifici, di grandi corridoi, di palestre, piscine, teatri... ma ovviamente non si dice che la gestione di tutte quelle strutture ha costi elevatissimi e che l’Italia è uno dei pochissimi Paesi europei in cui lo Stato non sostiene economicamente l’educazione non stale, specie nel segmento delle scuole medie e superiori.
L’inviata di Floris c’informa che in una scuola superiore delle suore si paga la “bella somma” di 5.000 euro annui. Il popolo bue s’indigna per una retta così alta, ma solo perché è tenuto nell’ignoranza. Basterebbe infatti aggiungere che il corrispondente alunno in carico allo Stato costa a tutti noi una “bella somma” di almeno 12.000 euro annui. Facciamo due conti facili facili. Prendiamo un Liceo di salesiani con 100 studenti: solo quella struttura fa risparmiare allo Stato italiano 1.200.000 euro all’anno. Ammettiamo che tutte le scuole cattoliche chiudessero in blocco. Un terremoto di almeno cinque miliardi di euro si abbatterebbe sul già boccheggiante bilancio della Pubblica Istruzione. Dove trovare questi miliardi? Dove trovare strutture, aule, edifici, attrezzature, per questi studenti?
Perché dunque, per quale orrendo motivo ideologico, bisognerebbe caricare di ulteriori tasse chi già fa risparmiare lo Stato, tirando avanti la carretta spesso a prezzo di sacrifici enormi? Che senso ha questa crociata contro la scuola cattolica? Bisognerebbe andare, per un’elementare logica dei numeri, proprio nella direzione opposta: facilitare, sostenere, sgravare da oneri chi dimostra di rendere allo Stato un servizio davvero insostituibile.
Ma questo Floris e compagnia non lo dicono. Hanno interesse a far passare nell’opinione pubblica l’idea di scandalose esenzioni alla Chiesa, di scandalosi favoritismi. Devono far credere che quando c’è bisogno di sacrifici, ci sono degli intoccabili. E’ pura disinformazione, è pura ideologia, pura falsificazione dei dati. Chi si comporta così è solo un mascalzone, figlio di un’ideologia statalista che ci ha portato nel disastro che oggi tutti viviamo sulla nostra pelle.
Gianluca Zappa
Dal Corriere Adriatico
In via Italia
Il metano arriva in spiaggia
Falconara I lavori di metanizzazione della spiaggia sono in fase conclusiva. Altre quattro settimane è tutto sarà pronto al fine di permettere alle ristorazioni dei vari stabilimenti balneari di poter iniziare la propria attività nel periodo pasquale. Uno degli ultimi lavori, a cui si è dato il via in questi giorni, si sta eseguendo in via Italia. L'opera in atto è il collegamento della condotta principale legata all'arenile, da Palombina Vecchia a Falconara, in linea d'aria con l'impianto situato alla fine di via Italia. Nello specifico si tratta dell'interramento di una nuova tubazione: sarà fatto passare al di sotto della strada uno spingitubo direttamente collegato alla condotta in mare. “Nel frattempo - fa sapere l'assessore ai Lavori pubblici Matteo Astolfi - si provvederà all'allaccio alla rete del gas metano ai vari stabilimenti sull'arenile”. Quest'ultimo tipo di operazione prevede un tempo minimo di impiego: “Un allaccio singolo avviene in pochissime ore”, spiega Astolfi. Come stabilito l'altro giorno durante l'incontro tra il sindaco Brandoni, l'assessore Astolfi e l'assessore Mondaini e i bagnini, l'erogazione del metano sarà servita dando precedenza a bar e ristoranti, per metterli nella condizione di poterne usufruire nel mese di aprile.
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Tamponamento
Incidente Ragazza all’ospedale
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La paura cresce al tramonto
Alle Ville vandalismo e furti anche nei giardini. Residenti e operatori: più controlli
Falconara Anche il quartiere delle “Ville” vive nei suoi pregi e nei suoi soffocanti difetti. A detta di residenti e commercianti si assapora una quiete diversa rispetto al centro di Falconara, ma anche qui i problemi non mancano. Sotto accusa gli atti di vandalismo da parte di adolescenti troppo irrequieti. La scelleratezza di alcuni ragazzi si manifesta specialmente nelle ore pomeridiane, di mattina non insorgono particolari rilevanti. “La mattina vengo spesso qui e mi sembra di respirare tranquillità”, commenta Renzo Rosi. Ma con l'imbrunire qualcosa cambia. “Metto la protezione alla staccionata - spiega una residente - passano vicino al mio giardino e mi rubano i fiori”, a commettere il furto anche mani adulte.
“Sono maleducati, comunicano con un botta e risposta di parolacce e bestemmie - commenta Manuela Zogolo, del negozio Foto DeAngelis -, comprendo l'età difficile di un sedicenne, ma a volte infastidiscono anche la clientela”. Le problematiche legate alle irrequietezze giovanili non si fermano qui, si susseguono in un iter crescente. Ne sa qualcosa la proprietaria dell'Ottica del centro Ville, Cristina Montenovi “sono maleducati, giocano a pallavolo con il casco tirandolo sulla vetrina del negozio”, questo è solo uno dei tanti casi che le sono accaduti sotto gli occhi. “Sporcano, lasciano cartacce in giro o le buttano sui tetti dei negozi”, racconta di aver assistito nel periodo di Natale al deturpamento del classico Babbo Natale, esposto al di fuori del negozio: “Hanno bruciato la barba, rubato gli occhialetti, abbiamo chiamato in questura, non sono venuti, il fantoccio era in suolo pubblico”. Quindi mancanza di controlli adeguati e poco rispetto della cosa pubblica. A registrare atteggiamenti poco corretti anche la tabaccaia Michela Paolinelli: “Urinavano nei carrellini esterni dove teniamo giornali o riviste”. Non mancano misure preventive: “Quando a fine giornate tiriamo le somme ci chiudiamo a chiave, prima i carabinieri passavano più spesso adesso sempre meno”.
Anche il decoro sembra venire meno. “Se ci fossero meno scritte, meno manifesti si darebbe un'immagine meno degradata, anche per le persone che vengono da fuori”, commenta Zogolo. Non è la sola a denunciare una comune mancanza del senso civico. Particolare attenzione serve nella zona del supermercato. “Avevano imbiancato qualche tempo fa, ora mura e ascensore sono nuovamente imbrattati”, commenta Enrica Gulini. Molti residenti lamentano l'assenza di iniziative. “Alcuni eventi potrebbero attirare molti giovani, creando un'alternativa la centro”, rende noto Paola Cartucci. Quanto al degrado in cui è lasciato il parco di via Sardegna, “si potrebbe sistemarlo e realizzare una struttura per i ragazzi”, fa presente Gulini. E ancora l'inadeguatezza delle strade come in vicolo del Pesco: “E’ ora di rifare l'asfalto e i marciapiedi”, borbotta Giannetto Paccaperi. In ultimo la presenza dei parchimetri: a detta dei negozianti il pagamento del parcheggio nei pressi del centro commerciale è fuori logica, “non incentiva i clienti, sarebbe da sostituire con il disco orario”.